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    Questo messaggio e-mail è del 28 agosto

    "Ecco in che condizioni devo operare! Per questo ho difficoltà a rispondere alle vostre e-mail"

    Condividiamo con voi questo messaggio di Chiara Castellani a Mario Caniatti in quanto mette in evidenza le grandi difficoltà in cui opera Chiara Castellani. Chiara spiega le ragioni e le difficoltà per cui non riesce a rispondere ai messaggi di posta elettronica che riceve.

    Carissimo Mario
    e quanti mi leggono in copia
    e carissimi tutti quelli che si aspettano mie notizie
    Chiara Castellani al computer


    Mi scuso per i miei lunghi silenzi ma non è colpa mia!

    Da quando sei arrivato a Kinshasa non riesco più a comunicare con te perchè non ho più benzina anche per imprevidenza dei cosidetti amministratori (gente impostaci dallo Stato solo per stare dietro ai soldi e per monetizzare il diritto alla salute...)

    Ieri è rientrata la macchina della zona senza portarmi nemmeno un litro nonostante le mie raccomandazioni, e allora mi sono veramente scoraggiata, perchè fralaltro sapevo attraverso la phonie che dovevo aprire l'E.Mail perchè avevo dei messaggi urgenti. Quando tutti i passeggeri mi hanno visto quasi disperata, allora ho trovato un buon samaritano che mi ha prestato un litro che aveva acquistato per suo uso personale, ma quando finalmente ieri mattina ho avuto connessione ho fatto appena a tempo a scaricare i messaggi, ma non a leggerli (ed erano più di trenta!), perchè il gruppo si è spento da solo per "panne secca"!!!

    Mi dispiace enormemente, perchè se non riesco a comunicare con te e con gli amici di Elettrobeton e con tutti voi mi sento tagliata fuori dal mondo! Nel frattempo qui i problemi continuano ad accumularsi: da quattro giorni sono bloccata in Ospedale perchè i burocrati della "funzione pubblica" ci hanno imposto il cosidetto "controllo fisico", che mi da l'impressione di essere una sorta di eredità coloniale o di editto di Cesare Augusto di biblica memoria. In breve, consiste nella procedura seguente: il Commissario di Distretto ha INGIUNTO a tutti i dipendenti dello stato già immatricolati (infermieri come insegnanti) di presentarsi di persona TUTTI INSIEME giovedì 25 agosto alla sede del Distretto a Kenge. Tutto questo semplicemente per il vedere se... esistiamo!

    Il "controllo fisico" è individuale, personale e non ammette la delega, i certificati di malattia non sono accettati, ho dovuto far viaggiare con l'Ambulanza anche gli insegnanti ricoverati in ospedale, con il rischio di perderli durante il viaggio (hanno viaggiato come delle bestie da portare al macello!) e poi ho dato ordine che la macchina rimanga a Kenge, per farla "sopravvivere" fino al vostro arrivo! Purtroppo non avevo alternative, perchè chi non è partito sarà semplicemente CANCELLATO dalle liste dei dipendenti dello stato. Infatti il messaggio radiofonico ha suonato come un'intimidazione: chi non parte lo fa A SUO RISCHIO E PERICOLO.

    Questo ha significato per gli insegnanti più giovani percorrere circa 180 Km a piedi, e per il personale sanitario ridurre al minimo il personale infermieristico (sono rimasti solo i giovanissimi, che hanno appena preso il diploma e che non sono ancora immatricolati) con il rischio di far morire i malati, perchè anche l'infermiere chirurgo è partito, e in sua assenza ho veramente sofferto per evitare di rischiare un cesareo su una gravidanza gemellare: chi la avrebbe operata? La sottoscritta con una mano sola, o Papà Nanikatseiku fresco di diploma?

    Da giovedì quindi dormo in ospedale per seguire i malati gravi, scendo alla missione solo se ci sono momenti di tranquillità, nel frattempo elaboro i messaggi sul computer portatile del BCZ con il quale lavoro la sera e spesso anche la notte con l'adattatore Kensington che mi ha regalato mio cugino e che mi ha "arrangiato" Paolo (fatemene avere altri 2 con lui!), la batteria della macchina e i pannelli solari (gli stessi che fanno funzionare la radiofonia). Da parecchi giorni ormai preparo i messaggi sul portatile, li trasferisco sul flashdisk e se riesco ad avere connessione le rare volte che scendo alla missione, ve li spedisco. Perchè l'E.Mail esige che io accenda il gruppo elettrogeno che va a benzina, e ho bisogno di benzina per accenderlo almeno per trenta minuti, il tempo richiesto per una connessione quando non ho messaggi "pesanti".

    Per questo anche le foto non vi arrivano più, eppure ne ho scattate tante che attendono solo di essere spedite!

    Come ti ho già scritto, da mercoledì ho mandato a Kenge Papà Mbelo con gli infermieri e con la macchina del Progetto, che resterà là fino al tuo arrivo. La macchina della Parrocchia è partita oggi con un bel carico di inegnanti guidata da Papà Bloc che ha finalmente ricuperato la sua patente. L'ultimo gruppo di insegnanti, i più malati, partirà domani a Kenge con l'ambulanza della Zona e se l'infermiere chirurgo, già rientrato, riprende il servizio oggi, io penso di accompagnarli: perchè se il 25 di agosto ho deciso, con l'autorizzazione del Vescovo, di assumere il rischio di non partire, per non lasciare morire i malati gravi che ho vegliato 24 ore su 24, adesso posso sperare che la situazione si normalizzi con il ritorno a Kimbau del personale più esperto e di tutti i responsabili. In questo modo, martedì sarò a Kenge per ricevervi, e partiremo insieme per Kimbau (finalmente! dirai).

    Ma ancora ieri sera ho passato la notte in Ospedale e adesso che ti scrivo sono in Ospedale e utilizzo il computer portatile del BCZ che funziona le 24h/24 con batteria e pannelli solari (gli stessi che fanno funzionare la radiofonia). Quando sarai qui potrai utilizzarlo regolarmente se il computer dell'E.Mail continuerà ad essere silenzioso per mancanza di benzina E ANCHE PER MANCANZA DI CONNESSIONE, che è il grosso handicap qui! Ma per il tuo arrivo a Kimbau, eventualmente assieme à Paolo, spero che a breve termine, con l'arrivo del camion di Zunza con il carburante, il problema logistico sarà stato finalmente arrangiato. Non solo per la benzina dell'E.Mail ma anche per gli acquisti fatti a Kinshasa per il cantiere.

    Se ancora stasera non trovo nè benzina nè connessione, domani da Kenge cercherò di telefonare, in modo che se non ti riesce di spostarti a Kenge con un auto dell'Elettrobeton, (cosa che è ovviamente molto desiderabile se non fanno pagare cifre esorbitanti), o con la macchina del Progetto CEI gestita da Paolo, l'Ambulanza di Papà Mbelo potrà tranquillamente viaggiare anche a Kinshasa se troviamo del carburante di buona qualità. Insomma, penso proprio che da qui alla fine di Agosto tutti i nostri piccoli problemi logistici saranno risolti e potremmo darti il benvenuto! Però se riesci a venire qui a Kimbau con Paolo è meglio, perchè lui conosce bene il progetto e la situazione sia della Diocesi che di qui!

    Per il resto, sono contenta che alla fine hai potuto lavorare a Kinshasa assieme all'Abbé Avelin, spero che tu sia riuscito a sbloccare la situazione dei tre container (quello di gennaio dell'Idroelettrico, quello dei farmaci dell'Olanda e quello dei letti di Adria) e anche a mettere a frutto i pochi giorni in cui sei qui. Sono in attesa di conoscere il programma di Paolo che sicuramente ha scritto, ma che da giovedì non posso leggere. Sono un po' scoraggiata da tanti contrattempi, ma spero che Dio ci mostrerà la strada più giusta!

    Un carissimo abbraccio

    Chiara

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