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    Cronache dal Congo, la mia vita a Kimbau

    Un diploma da infermiere contro le paralisi del destino

    Continua ogni martedi' la collaborazione con il quotidiano Avvenire. La rubrica si intitola "mamma Africa".
    14 settembre 2005 - Chiara Castellani
    Fonte: Avvenire, 13 settembre 2005

    La settimana scorsa raccontavo la storia di Papà Mahunda Akouda, il mio giovane infermiere rimasto paralizzato per un morbo tropicale. Ero riuscita a farlo tornare con me a Kimbau e nel frattempo era nata Chiara, la quarta e ultima figlia sua e di Maman Passy. Ma Papà Mahunda stava diventando progressivamente impotente, anche se a me non avrà mai il coraggio di confessarlo...
    Sono momenti duri, per Maman Passy e suo marito, che rischiano di far fallire il loro matrimonio perché è duro per un Muyaka scoprirsi impotente, e ancor più riconoscerlo... Nell'estate del 2000, con l'aiuto dell'Aifo di Bologna, riesco a comprare una bicicletta con sedile che Papà Mahunda aziona con le mani. E lui riscopre la libertà di muoversi a suo piacimento, di fuggire dove gli pare e piace... Fugge a se stesso, inventa storie di amanti clandestine, di folli amori nascosti, non ne vuol più sapere di Maman Pascaline perché in realtà non ha il coraggio di ammettere, davanti alla madre dei suoi figli, la sua nuova situazione, e preferisce farle credere che sta tradendola con altre donne.
    Siamo giunti all'autunno del 2000: apriamo l'Itm, la scuola infermieri di livello secondario. Ma siamo ancora agli inizi, senza edifici, senza banchi, senza libri, senza mezzi. E sono in pochi a crederci, alla nostra scuola. Nessuno degli infermieri A3 che già lavorano in ospedale accetta di giocare quella che sembra una mia nuova pazza avventura. Papà Mahunda mi chiede se può iscriversi, se posso aiutarlo a prendere quel diploma di infermiere A2 che negli altri Itm gli hanno sempre negato. E io gli rispondo di sì.
    Mi prendono per folle: certo, Papà Mahunda ha frequentato quei 4 anni di scuola secondaria richiesti dal Ministero della Salute per l'Iscrizione all'Itm, ma è paralizzato, come farà a presentarsi puntuale alle 7 e un quarto tutte le mattine? Papà Mahunda passa a pieni voti il concorso d'ammissione che gli altri infermieri hanno snobbato. Tutte le mattine, alle sette e un quarto, la sua bicicletta manuale scivola puntuale e silenziosa tra i banchi della scuola infermieri, mentre il pomeriggio, da bravo studente lavoratore, continuerà a elaborare le cartelle cliniche e a misurare la pressione e la frequenza cardiaca e a mettere il termometro ai malati. Dalle due e mezza del pomeriggio, fino alla sera...
    Nel giugno 2004 il primo gruppo di futuri infermieri A2 dell'Itm «Raoul Follereau» di Kimbau si presenta a Kenge per l'esame che conclude 4 anni di corso. Ce la faranno tutti, e Papà Mahunda sarà uno di loro. Renato ha messo a disposizione la macchina del progetto per permettergli di farcela! E Papà Mahunda ce la fa! Dal giugno 2004 è infermiere A2 responsabile del servizio di accettazione dei malati.
    Adesso è il turno di sua moglie Pascaline, che in tutti questi anni ha continuato a lavorare come levatrice perché ha ormai ben 7 figli a carico, di cui 3 sono figli di primo letto di suo marito che prima della paralisi, da buon Muyaka aveva anche un'altra moglie. Infatti Maman Pascaline che da oltre 15 anni è levatrice livello A3 ha appena scoperto che se non prende un diploma di infermiera A2 lo Stato fra qualche anno le taglierà il salario e il posto di lavoro, perché il diploma A3 non è più riconosciuto ufficialmente. Allora anche lei, nel settembre 2004, si è iscritta all'Itm. Al mattino studia e il pomeriggio lavora in Ostetricia all'ospedale di Kimbau. Papà Mahunda agli inizi si oppone: benché abbia un diploma e una sola moglie intelligente e professionalmente valida, gli è rimasta addosso la mentalità Yaka: sua moglie non deve studiare, perché è lui che comanda e decide in famiglia. Maman Pascaline studia egualmente, grazie a una borsa di studio di Rita Levi Montalcini. All'inizio la crisi matrimoniale pare accentuarsi. Un giorno chiamo Papà Mahunda nel mio ufficio e gli dico chiaramente che sono stanca dei suoi capricci. Se non la pianta di ostacolare i desideri e i sogni di Maman Pascaline, può tornarsene a Mosamba, a lavorare al Centro di Salute.
    Sarà stata la paura di perdere il lavoro o la forza di confessare a se stesso e a Pascaline che benché Muyaka è ormai impotente, e le sue fughe non sono tradimenti ma il solo modo che ha per nasconderlo? Maman Passy e Papà Mahunda vivono ancora sotto lo stesso tetto, forse non ci saranno più né gravidanze né sesso, ma la forza di un sogno comune di futuro.

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