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    Lettera di ringraziamento all'ambasciata italiana

    Un intervento di emergenza per salvare la vita a Flavio

    Un nostro amico che ci stava aiutando per la realizzazione della centrale idroelettrica, Flavio Bonfanti, ha rischiato di morire a Kimbau nei giorni scorsi. Era impossibile aiutarlo nell'ospedale di Kimbau. E' intervenuta l'ambasciata italiana su nostra sollecitazione. Per salvare la vita a Flavio è atterrato a Kimbau un'elicottero del contingente Onu (MUNUC).
    14 novembre 2005 - Paolo Moro

    Flavio ancora sofferente


    Egr. Dott. Salvatore Pinna,

    oggi abbiamo appreso che il nostro comune amico Flavio Bonfanti, nonostante la gravità della patologia per la quale abbiamo fatto appello al vostro aiuto, sta meglio, è in ottime mani ed è ormai fuori pericolo.

    Questo lo dobbiamo esclusivamente a Lei e alla prontissima risposta che Lei e tutto il personale dell'Ambasciata che abbiamo coinvolto in questa vicenda avete saputo dare con prontezza ed efficienza al nostro accorato appello.

    La dimostrazione concreta che noi tutti qui a Kimbau abbiamo ricevuto di come nei momenti difficili le nostre istituzioni e soprattutto la sensibilità delle persone che le rappresentano non ci fanno mancare il loro sostegno morale e materiale, ci riempie di orgoglio di fronte ai nostri fratelli congolesi che hanno condiviso quelle ore difficili.

    Ora sto bene
    Carissimi sono Flavio.

    Mario ieri sera mi ha chiesto di inviarvi un messaggio per rassicurarvi del mio stato di salute. Ora sono a casa e sono in degenza post operatoria ma tutto sommato sto bene. E' solo questione di qualche giorno e poi mi hanno assicurato che mi hanno rimesso a nuovo...

    Ringrazio le persone che anche se non conosco personalmente si sono interessate al mio caso, ho sentito veramente molte persone vicine in questa stupenda vicenda umana che ho vissuto nella sfortuna degli eventi sono cose che ti segnano la vita e ti rimangono dentro per sempre.

    Non finiro' mai di ringraziare quanti con semplice, gratuita ed ammirabile dedizione si sono spesi per me in questa situazione, in particolare paolo ed angelo. Ringrazio la grande professionalita' nell'impegno svolto da parte dell'azienda in cui opero e dell'ambasciata italiana in prima persona dell'ambasciatore Pinna e del vice Pucci nonchè di quanti si sono spesi per tutta una notte per poter rendere possibile l'intervento.

    Cio' puo' essere un sicuro precedente per tutti i connazionali che operano in questo difficile paese.

    Vorrei ringraziare la gente di kimbau, in particolar modo gli infermieri che mi hanno assistito all'ospedale, la loro dedizione e' stata semplicemente esemplare, si sono donati ben oltre il loro dovere, con una umanita' che mi ha fatto sentire sempre sicuro e ben protetto.

    Infine ma non per ultimo vorrei ringraziare Chiara... In questi casi si vorrebbero dire tante cose.... Penso che l'affetto umano che mi hai trasmesso in quel breve periodo, l'impegno e la dedizione che hai nel tuo operato, possa essere viva testimonianza e segno del dono gratuito al prossimo che vivi giornalmente.

    Ti ringrazio per voler sinceramente e disinteressatamente bene alla gente di Kimbau.

    Io, che di Africa e di missione ci vivo, ho visto miracoli che sono il frutto della dedizione costante e del dono gratuito che hai per quelle persone.

    Una lampadina, anzi un grande faro, a Kimbau c'e' gia'.

    Continua così

    Grazie ancora

    Flavio

    La consapevolezza che non siamo comunque soli nel nostro impegno ci aiuta ad affrontare con più tranquillità le difficoltà ed i pericoli connessi al suo svolgimento.

    Con questo lavoro che, alcuni per scelta, altri per necessità facciamo così lontano, speriamo nel nostro piccolo, di onorare la nostra amata Italia.
    Veder atterrare vicino al nostro Ospedale, così isolato e in apparenza dimenticato da Dio e dagli Uomini, l'elicottero della MONUC è stato un segno che non solo Dio non ci ha dimenticato ma anche degli uomini che hanno saputo essere Suoi strumenti. Come un elicottero, forse nato come strumento di guerra, è divenuto strumento di sopravvivenza, segno di una solidarietà che sa risvegliarsi nei momenti di difficoltà per trasformare l'angoscia in sollievo e gioia.

    Grazie di cuore, siamo orgogliosi di essere italiani e di essere così degnamente rappresentati.

    Paolo e Chiara
    anche a nome di A.I.FO.

    Note:

    Personalmente penso sia doveroso mettere sul web il messaggio che Chiara e Paolo hanno scritto in ringraziamento all'ambasciata. Proprio ieri ero in colloquio con l'ambasciatore ed il vice per ringraziarli di cio' che hanno fatto e ho promesso all'ambasciatore dott.Pinna di fargli pervenire una copia su carta di questo messaggio. Se lo meritano. Grazie anche a tutti voi per la vostra attenzione.
    Flavio

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