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    Studiare da infermieri in R.D. del Congo, alcune storie di vita

    Diplomi comprati, anche in Africa ci sono i... problemi italiani

    Quando si sono resi conto che a Kasongo Lunda prendono tutti e tutti passano di classe, basta pagare, si è registrato l'esodo in massa dei ripetenti di prima e di qualche ripetente di seconda.
    5 ottobre 2009 - Chiara Castellani

    L'ultimo appello, quello di febbraio, è stato un po' un disastro per i nostri borsisti di primo anno. moltissimi si sono ritrovati ripetenti, e francamente è difficile accettare sui due piedi la bocciatura. Mahinga Ntelo e Mapanda Landu, ex infermieri della brousse senza alcun titolo valido, si sono risentiti degli scarsi risultati ottenuti, e hanno preferito trasferirsi a una scuola infermieri situata a Kasongo Lunda, all'estremo sud del Congo, scuola che ha la fama di promuovere tutti in prima sessione se... si pagano tasse scolastiche adeguate. Mubembi Ilunga li ha seguiti poco dopo. Quando si sono resi conto che a Kasongo Lunda prendono tutti e tutti passano di classe, basta pagare, si è registrato l'esodo in massa dei ripetenti di prima e di qualche ripetente di seconda verso l'istituto di Kasongo Lunda delle lauree facili. Poco importa se il medico Provinciale ha dichiarato che alla fine quei diplomi "comprati" non saranno ritenuti validi: anche suo cugino, che all'ISTM di Kenge non riusciva ad andare avanti a causa delle troppe insufficienze, si è rifugiato nell'istituto delle lauree facili, e probabilmente troverà egualmente lavoro. Più serio il comportamento di Mavita Mabaka il fotografo e della ragazza madre Yaba Ndukubeni: visto che all'ISTM come "munganga" non funzionava, hanno preferito chiaramente riciclarsi agricoltori e si sono iscritti all'ISEA (=agraria). Ndola Matsanga, visto l'ennesimo fallimento, è partita per Kinshasa. Più disciplinati la ragazza madre Adrienne Pika e il neo-padre Mayamba Mwesa, che hanno accettato il verdetto della giuria di esame e di ripetere l'anno, rispettivamente in prima e in seconda.
    In compenso c'è un bel gruppo di giovani che sono riusciti senza grossi ostacoli a passare in seconda: Mantata Zitika, Mulandu Dilolo e Muboti Kutumisa, tutti figli di levatrici analfabete o quasi, hanno mantenuto alto l'onore delle rispettive madri, con una bella promozione. Per non parlare di Odon Kuketuka, Zunza Bikakala e Christian Mukadi, passati dalla prima alla seconda a pieni voti in primo appello, e Kisaka Ngimbi giunto senza ostacoli in terza dove però adesso stenta a trovare un argomento per la tesi.
    Allora forse converrà scommettere per le nuove borse di studio non più sui ragazzi che si iscrivono oggi in prima e che rischiano di fallire perchè la scuola superiore non ha garantito loro una preparazione adeguata, ma su chi già da ora è in seconda e svela grandi capacità: come l'ex infermiera Zara Zara, già di una certa età e con una grandissima esperienza di lavoro, o come l'insegnante Constantin Luhango, che sta mettendo a frutto un ventennio di insegnamento della biologia nelle scuole superiori.
    Eppure propongo qualche borsista che è ancora in prima, perchè già se ne indovina la serietà. E' il caso dell'infermiere A2 di Makakala Kanutuka Bamenga soprannominato Canon, che dopo aver lavorato come empirico per un decennio, a 40 anni suonati si è iscritto prima all'ITM diventando A2, e poi all'ISTM dove ha scelto l'orientamento ostetricia (riservato a chi è già infermiere) noncurante dei pregiudizi della donna Yaka renitente a farsi assistere da un uomo.
    Kimbeni Ilenda ha già mostrato il suo talento in preappello: ha una motivazione forte che lo spinge, la storia triste dei suoi figli che un'assistenza migliore avrebbe salvato. Poco dopo il parto della prima figlia Emiliènne lui è partito a Kinshasa in cerca di fortuna e ha praticamente abbandonato la sua piccola famiglia: Nelly ha dovuto fare da madre e da padre, mentre Kimbeni cercava di sbarcare il lunario con pochi risultati. Purtroppo quando Emiliènne aveva quasi 3 anni nel mese di luglio immediatamente dopo la guerra di Kenge c'è stata un'epidemia di Meningite cerebrospinale. Curata in ritardo in assenza del padre, Emiliènne si è salvata ma è rimasta sordomuta. L'anno scorso il secondo figlio Jeremie è morto tragicamente per un'emorragia dell'arteria femorale dopo che un camion gli era passato sulla gamba destra maciullandola. Ad agosto lè stato il turno della penultima figlia di 3 anni, Carine, nata prematura e mal seguita a causa delle gravidanze ravvicinate, perchè la moglie di Kimbeni ha già un bebè di un anno, che prende ancora il latte materno, ma Carine il latte materno l'ha goduto troppo poco. Forse pensava fosse latte ma un giorno Carine, assetata dopo ore di gioco, ha ingerito incidentalente della soda caustica che sua madre usava per rendere lisci i capelli, procurandosi delle vaste ustioni dell'esofago che le hanno provocato ulcerazioni dolorosissime, seguite da una stenosi secondaria. Avevo cercato di farla venire in Italia per operarla, ma non ho fatto a tempo. Carine è morta dopo aver cercato di rubare al fratellino quel latte materno di cui è stata prematuramente privata: negli ultimi giorni la stenosi le impediva di ingerire qualunque altra cosa. Dopo la morte di Carine Kimbeni ha detto basta: i suoi figli devono vivere e vivere sani. E si è iscritto all'ISTM.
    Ilenda Mvunzi invece di figli ne ha una caterva, forse neanche lui sa quanti. Lo chiamano "etat major" (stato maggiore) perchè la sua storia è cominciata quasi quarant'anni fa quando dopo essersi arruolato nell'esercito di Pierre Mulele, si è trovato a curare i feriti della sanguinosa guerra del Kwilu e a curare le dissenterie dei militari e dei loro figli. Dopo trent'anni di vita militare, ha preso con se una decina di figli e tre mogli ed ha seguito un addestramento per l'esame della tubercolosi. Ma nonostante avesse un lavoro e un salario fissi, coltivava il sogno di studiare. Alla ragguardevole età di 46 anni ha superato l'esame di Stato, a 58 si è iscritto all'Università, laurea breve in scienze infermieristiche

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