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    Area: Località Kimbau, Distretto di Kwango, Regione Bandundu (Diocesi di Kenge)

    Acqua ed elettricità per l’unico ospedale, piccole biblioteche per le scuole

    Progetto sanitario e per l’infanzia a Kimbau, nella Repubblica Democratica del Congo.
    8 gennaio 2005 - a cura della Divisione Progetti Aifo

    Kimbau è un paese nel distretto di Kwango (colorato in turchese nella mappa) al confine con l'Angola, a sud-ovest La Repubblica Democratica del Congo (ex-Zaire) è uno degli stati più estesi e più popolati dell’Africa Sub Sahariana. È situata lungo il bacino del fiume Congo, nel cuore del continente. Ex colonia belga, fin dall’indipendenza del 1960 è stata teatro di infinite guerre scatenatesi principalmente a causa dei grandi giacimenti minerari di cui il paese è incredibilmente ricco. Nel 1965 il comandante Mobutu Sese Seko assunse il potere con un colpo di stato e nonostante che corruzione, repressione e violenza fossero le caratteristiche principali del suo governo, per le grandi potenze occidentali fu un prezioso alleato all’interno dello scacchiere internazionale della guerra fredda e un amico delle compagnie minerarie transnazionali. Nel 1997 forze ribelli guidate da Laurent Kabila conquistarono la capitale Kinshasa e rovesciarono la trentennale dittatura di Mobutu che aveva portato il paese alla rovina e alla fame. Ma nel 1998 gruppi armati fiancheggiati da Rwanda e Uganda iniziano una dura lotta contro il nuovo presidente, spalleggiato a sua volta da Angola, Namibia e Zimbabwe. Scoppia così una nuova guerra che vede coinvolti sei paesi africani, in corsa per il controllo dei ricchi giacimenti, dietro i quali si nascondono le potenze occidentali. Il paese si ritrova diviso in una parte orientale controllata dai ribelli, dal Rwanda e dall’Uganda, ed una occidentale in mano alle truppe di Kabila. Quest’ultimo è assassinato nel 2001 e il figlio, Joseph Kabila, assume immediatamente la presidenza. Nel novembre 2003 gli accordi di Pretoria lasciano sperare in una risoluzione del conflitto, con il previsto ritiro delle truppe rwandesi. Questa guerra, ignorata dai mass media occidentali, ha provocato fino ad oggi 3,5 milioni di morti, soprattutto fra i civili.

    La zona di Kimbau è caratterizzata da un suolo sabbioso, con vegetazione scarsa di alberi, salvo le foreste a galleria in corrispondenza dei corsi d’acqua. Nell’ultimo decennio il processo di desertificazione si è accelerato, con conseguenti carestie periodiche che si manifestano annualmente fra settembre e ottobre. Questa situazione sta provocando un progressivo flusso migratorio dalle campagne verso la capitale Kinshasa, dove le popolazioni rurali, prive di risorse e semianalfabete, s’ingegnano a vivere di commercio ambulante e d’espedienti. Per questo in molti villaggi del sud della Diocesi la popolazione è costituita quasi esclusivamente da donne, bambini e anziani: tutti gli uomini sono a Kinshasa.

    Malattie ed epidemie (tra cui malaria, tubercolosi, morbillo, filariosi, hanseniasi, AIDS) rappresentano una realtà quotidiana e drammatica per una popolazione che non ha accesso ai servizi. La mortalità materna e infantile ha raggiunto livelli molto elevati. È stimato che la malnutrizione sia attualmente la causa del 50% dei decessi e delle principali malattie endemiche nell’infanzia, in particolare nei bambini sotto i cinque anni di età. A questo si aggiungono le malattie respiratorie, le infezioni e soprattutto la malaria che rappresenta la prima causa di malattia.

    Il programma di intervento della Sanità Pubblica ha avuto inizio nel 1991 per realizzare la strategia "Salute per tutti entro il 2000".

    --- Le attività sanitarie in corso ---

    L’obiettivo del progetto è di garantire l’accesso ad un’assistenza sanitaria adeguata ai bisogni della popolazione, con particolare attenzione verso i gruppi ad alto rischio, attraverso il sostegno all’Ospedale Statale di Riferimento di Kimbau.

    Il progetto intende realizzare attività formative del personale sanitario e azioni d’educazione sanitaria. Le azioni mirano al miglioramento dello stato di salute e delle condizioni di vita e sviluppo della popolazione, promuovendo la lotta alla povertà e il diritto alla salute. Particolare attenzione è rivolta al facile accesso geografico, culturale ed economico ai servizi, alla riduzione delle principali malattie trasmissibili e alla creazione delle condizioni per una gestione autonoma delle infrastrutture sanitarie.

    Al fine di migliorare i servizi offerti dall’ospedale di Kimbau si forniscono attrezzature di base e farmaci. Si realizzano anche attività di formazione del personale locale coinvolgendo l’Istituto Superiore di Scienze Infermieristiche di Kenge. Sono in fase di sviluppo anche dei seminari d’educazione sanitaria promuovendo e stimolando una sempre più attiva partecipazione comunitaria. Le attività del progetto si sviluppano attraverso la Diocesi di Kenge, in coordinamento con le Istituzioni governative e le strutture pubbliche sanitarie locali, il che permette di realizzare un ventaglio di azioni congiunte che toccano tutti gli aspetti (sanitari, formativi, educativi) per una promozione umana integrale.

    Nonostante l’Ospedale di Kimbau rappresenti l’unico punto di riferimento per una popolazione di circa 70 mila persone, non esiste ad oggi alcun sistema d’approvvigionamento idrico, salvo delle cisterne che durante i quattro mesi di stagione secca si rivelano inadeguate per garantire uno standard minimo d’igiene. Anche l’elettricità manca. Vi è solo un vecchio gruppo elettrogeno che, a causa della scarsità e del costo del gasolio, viene acceso una volta la settimana per le radioscopie.

    Per questo l’Aifo, oltre a portare avanti l’azione di sostegno sanitario, ha progettato un intervento per fornire all’ospedale acqua ed elettricità in modo continuo e sicuro. In sintesi il progetto prevede la costruzione di una diga sul fiume Nzasi, una centrale per la produzione di energia elettrica, una condotta per il trasporto dell’acqua e la ristrutturazione generale dell’ospedale. La quantità d’acqua che sarà pompata coprirà non solo i bisogni dell’ospedale, ma sarà sufficiente a garantire l’acqua a tutti i villaggi circostanti, alle scuole e agli orti comunitari. In una zona molto povera la disponibilità di acqua e di energia elettrica avrà una funzione importante per lo sviluppo locale e per la limitazione dei flussi migratori verso la capitale. L’Aifo si è impegnata a sostenere finanziariamente e tecnicamente questo progetto per la parte che compete alla Diocesi (acqua e luce all’ospedale), mentre il Ministro dell’Energia si è assunto la responsabilità della distribuzione idrica ed elettrica ai villaggi circostanti. Nel corso dell’anno 2003 sono iniziati i lavori di costruzione della centrale idroelettrica, la cui inaugurazione è prevista per la fine del 2004.

    Il degrado socioeconomico del Paese e nello specifico della Regione del Bandundu fa sì che le famiglie che vi abitano non possano sostenere le spese per l’educazione dei loro figli. Ciò è dovuto anche al fatto che lo Stato, i cui introiti sono quasi totalmente utilizzati per le spese militari, contribuisce in maniera minima al funzionamento delle scuole. A causa della situazione descritta, gran parte delle spese scolastiche dei bambini ricade sulle spalle dei genitori. Spesso le famiglie non possono pagare la retta scolastica e per questo il tasso di alfabetizzazione dell’area interessata dal progetto è molto basso. Oltretutto, il personale è scarsamente pagato e mancano quasi totalmente i sussidi didattici e il materiale scolastico (matite, penne, quaderni).

    Da ormai cinque anni, considerato il problema sopra descritto, l’Aifo sostiene un’azione specifica che favorisce l’accesso all’educazione dei bambini presenti sul territorio della Coordinazione Sud della Diocesi di Kenge, responsabile della supervisione delle attività scolastiche delle scuole primarie e secondarie pubbliche. Oltre alla promozione scolastica, il progetto promuove azioni di prevenzione ed educazione sanitaria nelle stesse scuole (malattie endemiche e trasmissione dell’AIDS).

    --- Le attività per l’infanzia ---

    Obiettivo generale: aumentare il tasso di alfabetizzazione nell’area corrispondente alla Coordinazione Sud della Diocesi di Kenge.

    Obiettivi specifici: fornire i sussidi didattici ed il materiale scolastico necessario per il funzionamento delle scuole dell’area; migliorare la gestione dei processi didattici attraverso la creazione di piccole biblioteche all’interno delle scuole dell’area; migliorare l’accesso alla scuola attraverso il pagamento di borse di studio; aumentare l’informazione in favore dei bambini nei riguardi delle principali malattie endemiche presenti nell’area

    Sono 120 le scuole presenti nell’area della Coordinazione Sud, di cui 87 primarie e 35 secondarie (totale 26.950 alunni, di cui 15.660 maschi e 11.290 femmine). Grazie alle attività svolte, attualmente le scuole coinvolte nel progetto sono 60 (di cui 23 gemellate con scuole italiane), per un totale di copertura del 50 %. (circa 13.000 bambini assistiti). In particolare viene promosso un programma nelle scuole cattoliche primarie e secondarie dell’area, dove vengono sviluppate attività di controllo ed educazione sanitaria rivolte agli studenti ed alle famiglie. Sono anche realizzate campagne di informazione, erogate borse di studio e fornito materiale scolastico. Il materiale didattico e di consumo viene consegnato al Comitato dei genitori e degli insegnanti delle scuole beneficiate. Il Comitato, presente in ogni scuola, è responsabile per la gestione del materiale, per l’organizzazione delle biblioteche e per l’assegnazione delle borse di studio.

    Vengono in sintesi sostenute le seguenti attività: fornitura di penne e quaderni per consentire il regolare svolgimento delle lezioni;organizzazione di incontri di educazione sanitaria nelle scuole; acquisto di libri utili a formare piccole biblioteche scolastiche; finanziamento di borse di studio.

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    Al raggiungimento degli obiettivi prefissati nel progetto di Kimbau concorrono due persone inviate dall’Aifo: sono la dottoressa Chiara Castellani, responsabile sanitaria delle attività, e Paolo Moro, supervisore dei lavori di costruzione della centrale idroelettrica. Il difficile contesto nel quale si trovano fa assumere alla loro opera un particolare valore. Per questo la nostra associazione, attraverso la rivista, è felice di rivolgere loro un pubblico e fraterno ringraziamento.

    --- I dati del progetto ---

    Attività sviluppate: sostegno all’ospedale di Kimbau attraverso: fornitura attrezzature, materiale sanitario e farmaci; formazione personale locale; educazione sanitaria; costruzione di una centrale idroelettrica

    Area: Località Kimbau, Distretto di Kwango, Regione Bandundu (Diocesi di Kenge)

    Responsabile locale: Mons. Gaspard Mudiso (Vescovo Diocesi di Kenge)

    Personale Aifo impegnato: dott.ssa Chiara Castellani, in qualità di responsabile sanitario; Paolo Moro, in qualità di responsabile della costruzione della centrale idroelettrica.

    Nel 2004 l’impegno finanziario dell’AIFO per il progetto sanitario è di 89.300 Euro. Per la centrale idroelettrica è di 180.000 Euro. Per l’infanzia è di 10.000 Euro.

    Note:

    Invito i lettori a sostenere la nostra attività

    Parla il Vescovo di Kenge responsabile del progetto

    Monsignor Mudiso, vescovo della diocesi di Kenge, nella Repubblica Democratica del Congo, é il responsabile di un progetto sanitario ed educativo in corso a Kimbau. L’Aifo si è impegnata a fornire attrezzature, farmaci e a garantire la costruzione di una centrale idroelettrica che fornisca energia al locale ospedale. L’obiettivo del progetto infanzia é di aumentare il tasso di alfabetizzazione nell’area sud della Diocesi di Kenge tramite alcuni sussidi didattici: materiale scolastico, piccole biblioteche, borse di studio e l’informazione ai bambini sulle malattie endemiche locali. Lo scorso gennaio il vescovo é stato in Italia ed ha incontrato i nostri gruppi come testimone. L’obiettivo della sua visita presso l’Aifo era di discutere le strategie d’intervento di entrambi i progetti e definire gli accordi tra le parti. In occasione della sua visita Valeria Quadri gli ha rivolto alcune domande.

    Qual é il livello di sicurezza del paese?

    Al momento esistono diversi livelli di sicurezza all’interno del paese. Dopo la creazione del governo di transizione le cose sembrano andare un po’ meglio, quindi anche la sicurezza.

    Si vede la possibilità di una pacificazione duratura?

    Noi tutti speriamo che ci sia un pò di pace all’interno del paese, anche grazie all’accordo che é stato firmato tra le due parti avverse.

    Perché vi è stata la disattenzione dei media?

    Effettivamente l’informazione è stata insufficiente, i media in occidente hanno completamente ignorato il problema di quello che é successo e sta succedendo in Congo. In seguito dovremo essere noi congolesi e africani a porre questa domanda agli occidentali: il perché dei silenzi intorno alle situazioni che si sono verificate in diversi paesi africani.

    Dalle statistiche e dai rapporti si apprende che la guerra in Congo ha provocato piú di tre milioni di vittime, quasi tutte civili, e non é qualcosa che è successo nel silenzio e nell’anonimato, le informazioni sono sicuramente passate, ma i media non ne hanno parlato.

    Qual é l’impegno a Kimbau della diocesi di Kenge?

    Kimbau fa parte della diocesi di Kenge, dunque c’é una presenza e un impegno a livello pastorale, e in più c’é questa collaborazione con l’Aifo nella realizzazione di progetti destinati alla popolazione. Al momento stiamo lavorando al progetto sull’infanzia e al progetto sanitario.

    La diocesi che cosa riesce a realizzare con l’aiuto dell’Aifo?

    Per quello che riguarda l’infanzia grazie agli aiuti messi a disposizione dall’Aifo abbiamo potuto acquistare del materiale didattico il che ha permesso a molti bambini di avere i mezzi per di andare a scuola. La stessa cosa per l’ospedale: grazie all’aiuto ricevuto dall’Aifo abbiamo potuto acquistare dei farmaci per garantire le cure primarie alla popolazione di Kimabu e dintorni.

    Qual é l’importanza dell’ospedale per la popolazione?

    L’ospedale é l’unico della regione. Ne esiste un altro che si trova a 110 Km da Kimbau, e questo ne dimostra l’importanza.

    Quali sono le aspettative rispetto alla costruzione della centrale idroelettrica per l’ospedale?

    Quello che ci attendiamo innanzi tutto é la realizzazione definitiva di questo progetto della micro-centrale idroelettrica che fornisca acqua ed elettricità all’ospedale, e poi siamo sicuramente interessati alla continuazione di queste collaborazioni tra la diocesi di Kenge e l’Aifo, nella misura del possibile.

    Quali sono le maggiori necessità per la zona di Kimbau in campo sanitario ed educativo?

    In questa zona é fondamentale la presenza dell’ospedale, poiché si tratta di una zona interna che non offre molte possibilità di assistenza sanitaria e d’istruzione. C’é un’ampia parte della popolazione formata da giovani che non ha altre possibilità di ricevere un’istruzione più solida se non qui a Kimbau. Dunque, il bisogno esiste, nei due settori della salute e dell’istruzione, all’interno di questa regione.

    Non posso far altro che incoraggiare l’Aifo a continuare ciò che abbiamo già intrapreso, malgrado le difficoltà locali che s’incontrano nella realizzazione dei progetti, e invitare i lettori a sostenere l’opera come hanno fatto sinora, per il benessere delle persone alle quali questi aiuti sono destinati.

    (a cura della redazione)

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