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Diritti violati dalle multinazionali e dagli Stati

Intervista in esclusiva con Luis Nieto Pereira, giudice del Tribunale Permanente dei Popoli
22 ottobre 2008 - Giorgio Trucchi

I sei giudici del TPP durante l'udienza in Guatemala (© Foto G. Trucchi)

L'udienza centroamericana del Tribunale Permanente dei Popoli (TPP) "Politiche neoliberiste, multinazionali e gruppi economici", svoltasi in Guatemala all'interno del III Foro Sociale delle Americhe (FSA) dal 9 all'11 ottobre 2008, si è conclusa con una sentenza che condanna eticamente e moralmente multinazionali e gruppi economici radicati in Centroamerica e quattro Stati, El Salvador, Guatemala, Honduras e Nicaragua, questi ultimi "in quanto obbligati a prevenire, indagare, sanzionare e sanare le violazioni ai diritti della cittadinanza, mentre in molti dei casi presentati hanno operato come agenti attivi e protagonisti della violazioni ai diritti umani, per complicità, omissione o connivenza con l'agire delle imprese multinazionali".

Le imprese condannate sono state Unión Fenosa (Spagna), Holcim (Svizzera), Cementos Progreso (Guatemala), Enel Green Power (Italia), CALVOconservas (Spagna), Grupo Pellas (Nicaragua), Goldcorp (Canada) e le multinazionali nordamericane coinvolte nel caso del Nemagón (Dow Chemical Company, Occidental Chemical Corporation, Amvac Chemical Corporation, Shell Oil Company, Standard Fruit Company, Dole Food Company, Chiquita Brands y Del Monte Fresh Produce).
Nella sentenza i giudici hanno auspicato "la definizione di condizioni di responsabilità universale, tali come sanzioni giuridiche efficaci, diffusione pubblica della condanna, confisca degli strumenti del delitto prodotto, multe, riparazione del danno causato e la dissoluzione dell'impresa".

Per conoscere maggiormente i dettagli e la portata di quest'udienza centroamericana del TPP, la Lista Informativa "Nicaragua y más" ha dialogato in esclusiva con Luis Nieto Pereira, coordinatore dell'Osservatorio delle Multinazionali Spagnole in America Latina (OMAL) e per l'occasione, giudice del TPP.

Luis Nieto (Foto G. Trucchi) Quali sono le conclusioni di questa udienza centroamericana del TPP?
In tutti i casi che abbiamo analizzato abbiamo rilevato vulnerazioni sostanziali ai diritti lavorativi, alla salute, ambientali e nel tema di genere.
Nel caso specifico della denuncia della Asociación Nicaraguense de Afectados por Insuficiencia Renal Crónica (ANAIRC) contro il Grupo Pellas, la sentenza di condanna è per avere gestito i propri lavoratori in condizioni lavorative indebite, lavorando con agrotossici senza l'adeguato equipaggiamento, di averli utilizzati come materiale di rifiuto, non facendosi carico di loro quando si sono ammalati di IRC ed annullando il contratto di lavoro, lasciandoli in balia di loro stessi in materia di protezione sanitaria e lavorativa. Abbiamo considerato colpevole anche il governo del Nicaragua perché non ha fatto rispettare le leggi del paese ed ha lasciato senza protezione i lavoratori dell'Ingenio San Antonio del Grupo Pellas. Al governo stiamo chiedendo che assuma le proprie responsabilità in quanto alla protezione dei lavoratori e delle lavoratrici, obbligando il Grupo Pellas a rispettare i propri doveri in materia lavorativa, sanitaria ed ambientale, riparando i danni causati all'ambiente ed indennizzando sia i lavoratori che le comunità colpite.

A chi verrà inviata la copia della sentenza finale?
Verrà inviata alle imprese multinazionali, ai governi dei quattro paesi coinvolti ed a quelli nei cui territori risiedono le sedi centrali delle multinazionali, all'Unione Europea, agli organismi finanziari internazionali ed alla Corte Interamericana de Derechos Humanos (CIDH).

Questo vuol dire che nella sentenza si parla espressamente di indennizzo per i danni causati?
Nella sentenza finale si chiede in modo globale che le multinazionali condannate indennizzino per i danni causati e quindi il Grupo Pellas è direttamente coinvolto.

Rispetto al Grupo CALVOconservas de El Salvador, i lavoratori organizzati di quest'impresa hanno presentato al TPP una serie di denunce specifiche per le quali chiedevano un pronunciamento. Qual è stata la decisione finale del tribunale?
L'impresa spagnola è stata condannata ed il governo del Salvador è stato accusato di complicità attiva nella violazione flagrante ai diritti lavorativi e alla libertà d'organizzazione sindacale dei lavoratori e delle lavoratrici, al non riconoscere il sindacato aziendale che è sorto legalmente. Proprio per questo nella sentenza si chiede il rispetto delle convenzioni internazionali che proteggono i lavoratori e le lavoratrici quando vogliono liberamente organizzarsi sindacalmente. Dovrebbero essere le stesse leggi nazionali a proteggerli, ma nel caso di CALVO e del Salvador, non solo le leggi non li hanno protetti, ma al contrario sono state usate contro di loro. È per questo che il TPP ha considerato colpevoli sia l'impresa che il governo per aver vulnerato le convenzioni internazionali firmate dal Salvador e che l'impresa CALVO dice di rispettare.

Quali sono le responsabilità dello Stato spagnolo in questo caso?
Il governo spagnolo è corresponsabile di quanto sta accadendo ai lavoratori e alle lavoratrici di CALVO, in quanto questa impresa riceve finanziamenti dal proprio governo per mezzo della Compañía Española de Financiación del Desarrollo (COFIDES S.A) e dalla Xunta de Galicia, regione in cui ha i propri uffici la sede centrale di CALVO. Entrambe sono entità pubbliche e in quanto tali hanno delle responsabilità, perché è denaro dei cittadini quello che viene investito in questa compagnia senza sapere che cosa sta accadendo.

Quali saranno i prossimi passi dopo questa sentenza?
Ci riuniremo con le organizzazioni che hanno partecipato a questo III Foro Sociale delle Americhe per vedere che tipo di strumenti adottare per poter continuare con il percorso iniziato oggi con questa sentenza. Da parte del TPP metteremo in campo la nostra disponibilità per facilitare questo incontro e la discussione.

Chi riceverà copia della sentenza in Nicaragua?
Sicuramente il governo e il Grupo Pellas, ma sono dell'idea che debba essere fatta circolare il più possibile, consegnandola anche ai ministeri indicati da ANAIRC, al Parlamento, ai partiti politici ed a quelle istituzioni che hanno a che fare con questa situazione della IRC.

© (Testo e Foto Giorgio Trucchi - Lista Informativa "Nicaragua y más" di Associazione Italia-Nicaragua - www.nicaraguaymas.blogspot.com e www.itanica.org )

Note:

Dettagli su http://www.omal.info/www/article.php3?id_article=1762

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