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Cile-Argentina: opposizione binazionale dal basso al "Proyecto Minero Pascua Lama"

Michelle Bachelet e Cristina Kirchner appoggiano l'impresa canadese

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Contro il progetto minerario Pascua Lama la mobilitazione è binazionale, cileno-argentina, al pari dell'intesa congiunta tra i governi dei due stati affinché la multinazionale Barrick Gold conduca in fondo il suo scopo. Il "Proyecto Pascua Lama" intende estrarre oro, rame e argento a cielo aperto, distruggendo i già precari ecosistemi dei ghiacciai circostanti e danneggiando in maniera irrimediabile la vita e il lavoro delle comunità residenti nelle province di Huasco (Cile) e San Juan (Argentina). L'impresa mineraria canadese Barrick Gold, capofila di quello che si va profilando come uno dei maggiori scempi ambientali che Cile e Argentina ricordino, gode di una pessima fama. Secondo quanto dichiarato dalla Coordinadora Contra Pascua Lama, che riunisce ambientalisti, comunità in lotta e singoli cittadini argentini e cileni, i vertici della multinazionale canadese hanno condotto una scorrettissima politica di pressione nei confronti della Casa Rosada e de La Moneda per tutelare i propri interessi. La motivazione principale starebbe nella volontà degli azionisti stessi della Barrick Gold, che da nove anni (gli stessi da cui è cominciata l'opposizione a Pascua Lama da parte dei primi comitati locali in Cile) sono in attesa che il progetto venga condotto a termine per incamerare immediatamente gli utili derivanti dall'estrazione di oro, argento e rame, e conferire ancor più lustro alla propria impresa a livello internazionale.
Restano da capire le motivazioni che hanno spinto la cilena Michelle Bachelet e l'argentina Cristina Kirchner non solo ad evitare una qualsiasi contrapposizione con i vertici di Barrick Gold, ma addirittura a stendere tappeti rossi verso la multinazionale canadese. Probabilmente entrambe sono rimaste legate all'accordo capestro denominato "Tratado de Integración y Cooperación Minera" firmato nel 1997 tra l'allora presidente cileno Eduardo Frei (proveniente dalla Concertación, sponda Democrazia Cristiana) e dall'impresentabile Carlos Menem, che durante gli anni della sua presidenza aprì le porte dell'Argentina al neoliberismo e contribuì non poco alla crisi finanziaria che mise in ginocchio il paese nel 2001. Nonostante l'accordo del 1997 sia l'attuale governo cileno sia quello argentino hanno agito senza alcuna volontà di rendere trasparente il progetto e per questo sono entrambi condannabili. Due riunioni convocate a porte chiuse tra il 15 e il 25 aprile scorso presso la Moneda e la Casa Rosada con i massimi dirigenti di Barrick Gold e i rispettivi Ministros de Minería intendono garantire l"avvio del “Proyecto Pascua Lama" proprio durante questi giorni. La Coordinadora binazionale che si oppone al progetto insieme all'argentina Unión de Asambleas Ciudadanas (Uac) ha denunciato la mancata volontà di entrambi i governi di ricevere una delegazione di comunità e movimenti che si oppongono da quasi un decennio al progetto: soltanto in una circostanza sono stati ricevuti presso il Ministero dell'Ambiente cileno, senza che però venisse mai messa in dubbio la validità del progetto. Ancora peggiore è stato lo spettacolo offerto dai parlamentari cileni, con i deputati che hanno sempre rifiutato una commissione d'inchiesta su Pascua Lama permettendosi anche il lusso di disertare i lavori sul progetto per far mancare il numero legale e poi tornare a votare in merito alle altre mozioni previste in calendario dal Congresso Nazionale.
In Argentina le cose non sono andate meglio. L'originale legge di protezione dei ghiacciai, approvata nel 2008, è stata oggetto di ripetuti tentativi di modifica secondo quanto dichiarato dal presidente degli Abogados Ambientalistas de Argentina Enrique Matías Viale e dall'avvocato costituzionalista dell’Università di Buenos Aires Roberto Gargarella, che ha segnalato i tentativi delle multinazionali minerarie di violare le norme di legislazione ambientale presenti nella Costituzione. Ancora più dure le accuse dell'argentino Foro en Defensa de los Glaciares, che ha messo in luce la connivenza tra le imprese minerarie e il governo provinciale di San Juan.
Situato a 4400 metri sopra il livello del mare, il giacimento che sarà sottoposto ad un'estrazione mineraria intensiva sembra ormai essere preda di Barrick Gold, conosciuta inoltre per la sua scarsa volontà di rispettare i diritti umani: l'esempio recente più noto riguarda l'avvelenamento di un fiume in Papua Nuova Guinea dovuto all'inquinamento derivante dall'estrazione di metalli pesanti che ha provocato gravi malattie agli abitanti della zona.

Note:

Articolo realizzato da David Lifodi per www.peacelink.it
Il testo è liberamente utilizzabile a scopi non commerciali citando la fonte e l'autore.

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