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Comunicato stampa

Il bluff di Berlusconi sul nucleare

28 aprile 2011 - segreteria MIR

Il M.I.R. Movimento Internazionale della Riconciliazione  esprime vivissima preoccupazione ed indignazione per le gravissime affermazioni del Presidente del Consiglio Berlusconi che, nel venticinquesimo anniversario della tragedia di Cernobyl ed a poco più di un mese da quella di Fukushima, in dispregio alle regole della democrazia e delle regole della politica tenta di liquidare   con poche parole  la dignità di centinaia di migliaia di persone che nel corso degli ultimi venticinque anni hanno portato avanti un rigoroso e civile dibattito circa il ricorso all'uso dell'energia nucleare. Determinazione, dunque, non dettata dall'emotività del momento sulla scia dei più devastanti incidenti della storia dell'umanità ma da serie e profonde convinzioni di natura morale, ambientale, economica, politica.  

 

"Se fossimo andati al referendum il nucleare non sarebbe stato più possibile in Italia per anni".

Con queste parole il presidente del Consiglio ha decretato la sostanziale vittoria e temibilità di quell'ampio movimento trasversale che ritiene la scelta del ritorno all'uso del nucleare per la produzione di energia una scelta niente affatto obbligata.

 

Il  M.I.R. Pertanto chiede:

  • il rispetto del pensiero e delle convinzioni di tutti i cittadini italiani così come sancito dagli articoli 2,3,13 della Costituzione
  • il rispetto delle regole della convivenza  e della gestione della cosa pubblica che appartiene a tutte le persone che ad essa contribuiscono  non solamente ai cittadini che si riconoscono nella forza di governo in carica
  • che il Presidente della repubblica agisca, ancora una volta, quale garante del rispetto del dettato costituzionale e dei cittadini
  • che il Governo in carica richiami il proprio Presidente ad un atteggiamento di rispetto nei confronti di tutta la società civile italiana
  • che il Presidente del Consiglio ritiri le affermazioni pesanti e provocatorie espresse e consenta agli organi deputati alla decisione in merito di lavorare senza pressioni e delegittimazione.