Pace

RSS logo

Mailing-list Pace

< Altre opzioni e info >

Aiuta PeaceLink

Sostieni la telematica per la pace:

  • Donazione online con PayPal
  • C.C.P. 13403746 intestato ad Associazione PeaceLink, C.P. 2009, 74100 Taranto
  • Conto Corrente Bancario c/o Banca Popolare Etica, intestato ad Associazione PeaceLink - IBAN: IT65 A050 1804 0000 0001 1154 580
Motore di ricerca in

Lista Pace

...

    GB: manifestazione per la chiusura del "Dungavel Immigration Removal Centre"

    Il "Dungavel Immigration Removal Centre" e' il centro di detenzione piu' conosciuto della Gran Bretagna, i suoi "ospiti" sono immigrati richiedenti asilo
    politico.
    6 luglio 2005 - Daniele Biella


    Situato a un centinaio di chilometri a sud-est di
    Edimburgo e attivo dal 2001, a Dungavel centinaia di
    immigrati vengono sottoposti quotidianamente a
    umiliazioni e a violazioni dei diritti umani,
    unicamente per il fatto di non possedere un valido
    passaporto che dimostri la loro provenienza.
    Oggi, 5 luglio, i 200 letti occupati solitamente dai
    detenuti erano tutti vuoti: gli immigrati sono stati
    portati in un luogo segreto come misura preventiva
    contro la mobilitazione indetta dai sostenitori della
    "Campagna di Glasgow per l'Accoglienza dei Rifugiati"
    e supportata dal "G8 Alternatives", il comitato
    promotore delle principali attivita' della settimana
    anti-G8.
    La mobilitazione odierna ha portato nella piazza
    davanti all'ingresso del centro piu' di un migliaio di
    persone, che dalle 12 alle 16 hanno occupato la zona
    chiedendo la chiusura immediata del centro.
    Nella stessa piazza e' stato allestito un palco nel
    quale si sono alternati attivisti di varie
    associazioni, politici, artisti e gente comune, uniti
    nel denunciare la grande vergogna che prova il popolo
    scozzese davanti ad autorita' che non rispettano i
    diritti basilari di uno straniero (uomini, donne,
    bambini) che fugge dal proprio paese in cerca di
    aiuto.
    Haidi Giuliani, madre di Carlo, ucciso a Genova
    durante gli scontri del G8 2001, e' stata invitata a
    intervenire e ha informato i presenti sull'altrettanto
    pessime condizioni di vita degli extracomunitari
    rinchiusi nei Centri di Permanenza Temporanea
    italiani.
    Al contrario della protesta di ieri alla base navale
    di Faslane, oggi la polizia non aveva nessuna
    intenzione di scherzare, a cominciare dalle
    perquisizioni sommarie che effettuava sulla strada per
    arrivare al centro.
    Durante tutta la manifestazione il clima e' rimasto
    molto teso, con momenti difficili passate le 14,
    quando gli organizzatori hanno comunicato che la
    polizia stava impedendo l'accesso alla piazza alle
    persone che continuavano ad arrivare e che richiedeva
    a ogni pullman i dati dei passeggeri.

    Una volta conclusi gli interventi, il portavoce della
    manifestazione ha chiamato le persone nella piazza a
    raccogliersi in un unico corteo finale, a restare
    uniti e a non raccogliere nessuna provocazione delle
    centinaia di poliziotti britannici presenti.
    Il corteo si e' quindi snodato senza problemi in uno
    stretto cordone poliziesco, azione facilitata dai
    volontari del "supporto legale" (presenti in ogni
    azione di questi giorni) affiancati dal "Legal Team
    Europa", associazione di avvocati europei nato nel
    2001 dopo Genova e dedicato alla tutela dei diritti
    dei manifestanti nei Social Forum e nella azioni
    no-global. "Ci teniamo a far sapere alla gente che ci
    siamo, soprattutto ai cittadini europei non
    britannici", specifica Liana Nesta, avvocatessa
    italiana.
    Dopo il lancio di slogan e applausi finali, i presenti
    sono tornati ai loro mezzi di trasporto in assoluta
    tranquillita'.

    La speranza dei partecipanti e' che quanto (non)
    accaduto oggi a Dungavel sia di buon auspicio per la
    temuta marcia di domani a Gleaneagles, sede dei lavori
    del G8.
    La certezza, invece, e' che il centro di Dungavel
    rappresenta un'aperta violazione dei diritti degli
    immigrati: come tale, deve essere chiuso al piu'
    presto.

    In chiusura, un aggiornamento sugli scontri di ieri
    pomeriggi a Edimburgo: i fermati sono 108, molti di
    piu' dei 30 che si diceva in prima istanza. Di questi,
    4 si trovano ancora in carcere.

    PeaceLink C.P. 2009 - 74100 Taranto (Italy) - CCP 13403746 - Sito realizzato con PhPeace 2.5.8 - Informativa sulla Privacy - Informativa sui cookies - Diritto di replica - Posta elettronica certificata (PEC)