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Guerra al diritto

Un saggio di Matteo Saudino
Giacomo Alessandroni9 settembre 2005


Tra le vittime di quindici anni di american wars (1991-2005), che hanno traghettato il mondo dall’equilibrio bipolare della guerra fredda all’unipolarismo statunitense, figurano certamente il diritto internazionale e il diritto umanitario bellico, così come si erano costituiti a partire dalla seconda guerra mondiale e dai suoi drammatici punti di non ritorno quali Auschwitz e Hiroshima.

Questo il cappello introduttivo del saggio inviatoci dal prof. Matteo Saudino, docente di Filosofia e Storia - che ringraziamo. Si tratta di alcune considerazioni sulle violazioni del diritto umanitario bellico da parte degli USA. Cose forse gia scritte o dette, ma e' importante non dimenticarle mai.

Spesso il male che ci circonda puo' apparirci cosi' vasto da indurci a non intervenire, pensando che la nostra forza e' nulla paragonata a quella delle multinazionali o degli Stati dotati di armi nucleari. Ed e' cosi'. Per completezza va anche detto che l'unico vero oppositore della seconda guerra nel Golfo e' stata l'opinione pubblica, mobilitando una manifestazione mondiale con oltre centodieci milioni di persone: nulla di simile si ricorda a memoria d'uomo. Questo non e' stato sufficiente ad impedire la guerra, ma anche i pacifisti che organizzavano l'evento sapevano questo.

Allora perche' farlo? Per mostrare all'uomo piu' potente del mondo e al suo enturage che non tutti condividono le sue scelte, e questa non e' cosa da sottovalutare. E Bush lo sa bene.

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