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    Da Bari un incoraggiamento a Nichi Vendola che ha bloccato i poligoni militari pugliesi

    "Bisogna rinegoziare le servitù militari in Puglia"

    Nota di Nicola Occhiofino, assessore provinciale alla Solidarietà sociale: "La questione posta dal presidente Vendola è di capitale importanza per il futuro della Puglia. Il movimento per la pace deve intensificare la sua azione intrecciandola con le sedi istituzionali. Gli Enti locali non possono far mancare il loro, importante contributo".
    19 settembre 2005

    Le servitù militari in Puglia devono essere rinegoziate. Non si può continuare a consegnare ampie aree del territorio all'uso militare. La militarizzazione è incompatibile con lo sviluppo della regione.

    Bene ha fatto il presidente Vendola a rilanciare con forza e autorevolezza una questione che viene da lontano. Perché prevalga la vocazione della Puglia alla pace più volte è scesa in campo la gente dando vita a imponenti manifestazioni, a marce, anche di recente.

    Gli Enti locali, interpreti di una tale, primaria esigenza, non possono abdicare a proprie, peculiari responsabilità, hanno l'insopprimibile diritto di decidere sul proprio territorio. Sono chiamati ad attuare con sensibilità e lungimiranza una specifica iniziativa.

    La Puglia, più di ieri, è in bilico tra divenire una sofisticata, nucleare, strategica postazione militare o un solido ponte di pace proteso nel Mediterraneo. Essa deve divenire un'area feconda di pace e di sviluppo.

    In tale direzione è chiamata a porre in essere una nuova politica economica che sviluppi investimenti produttivi, scambi commerciali, cooperazione paritaria e liberante, risorse della scienza, lavoro nell'interesse delle popolazioni.

    Si tratta di recuperare il ruolo che la stessa storia le ha tramandato: quello di promuovere costantemente la convivenza pacifica, il dialogo costruttivo tra i diversi sistemi culturali, politici, economici, di essere finestra aperta sul Medìterraneo. La militarizzazione del territorio con le aree attrezzate per l'uso delle armi, i luoghi ad esse adibiti vanificano una tale giusta scelta.
    Viene del tutto cancellato il ruolo della Puglia di indispensabile cerniera tra il bacino del Mediterraneo e l' Europa. Prende corpo, invece, quello di preoccupante e pericoloso avamposto militare, il più militarizzato del Paese, che trasforma la gente dal comune cammino e dal comune destino in potenziale nemico.

    La questione posta dal presidente Vendola è di capitale importanza per il futuro della Puglia. Il movimento per la pace deve intensificare la sua azione intrecciandola con le sedi istituzionali. Gli Enti locali non possono far mancare il loro, importante contributo.

    L'assessorato alla solidarietà sociale della Provincia di Bari, da tempo impegnato sul versante della pace, con l'adozione di recente dei popoli turco e curdo, intensificherà la propria azione perché vengano totalmente rinegoziati gli estesi poligoni di tiro esistenti sul suo territorio. Tra l'altro impediscono la non più rinviabile realizzazione del parco dell'Alta
    Murgia, fondamentale veicolo di rilancio di un'area dalle straordinarie bellezze, nel passato fortemente mortificata.

    Nicola Occhiofino
    assessore provinciale alla Solidarietà sociale
    Bari, 19 settembre 2005

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