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    Sì alla vita delle persone, sì al divieto di uccidere, sì all'abolizione del mercato delle armi

    Un referendum che riguarda l'umanita' intera. 5

    Il 23 ottobre in Brasile si svolgerà il primo referendum nella storia di quell'immenso paese: la popolazione tutta sarà chiamata a decidere se vuole proibire il commercio delle armi da fuoco
    Giacomo Alessandroni13 settembre 2005 - Giacomo Alessandroni
    Fonte: Vittoria al mondo. Sì all'umanita'. 1 - 13 settembre 2005

    Vittoria al mondo. Sì all'umanita'. 1 - 13 settembre 2005

    Guliano Pontara: A sostegno del referendum in Brasile


    [Ringraziamo Giuliano Pontara
    per questo intervento. Giuliano Pontara
    e' uno dei massimi studiosi della nonviolenza a livello internazionale,
    riproduciamo di seguito una breve notizia biografica gia' apparsa in passato
    sul nostro notiziario (e nuovamente ringraziamo di tutto cuore Giuliano
    Pontara per avercela messa a disposizione): "Giuliano Pontara e' nato a Cles
    (Trento) il 7 settembre 1932. In seguito a forti dubbi sulla eticita' del
    servizio militare, alla fine del 1952 lascia l'Italia per la Svezia dove poi
    ha sempre vissuto. Ha insegnato Filosofia pratica per oltre trent'anni all'
    Istituto di filosofia dell'Universita' di Stoccolma. E' in pensione dal
    1997. Negli ultimi quindici anni Pontara ha anche insegnato come professore
    a contratto in varie universita' italiane tra cui Torino, Siena, Cagliari,
    Padova, Bologna, Imperia, Trento. Pontara e' uno dei fondatori della
    International University of Peoples' Institutions for Peace (Iupip) -
    Universita' Internazionale delle Istituzioni dei Popoli per la Pace (Unip),
    con sede a Rovereto (Tn), e dal '94 e' coordinatore del Comitato scientifico
    della stessa e direttore dei corsi [si e' ora dimesso, insieme all'intero
    comitato scientifico - ndr]. Dirige per le Edizioni Gruppo Abele la collana
    "Alternative", una serie di agili libri sui grandi temi della pace. E'
    membro del Tribunale permanente dei popoli fondato da Lelio Basso e in tale
    qualita' e' stato membro della giuria nelle sessioni del Tribunale sulla
    violazione dei diritti in Tibet (Strasburgo 1992), sul diritto di asilo in
    Europa (Berlino 1994), e sui crimini di guerra nella ex Jugoslavia (sessioni
    di Berna 1995, come presidente della giuria, e sessione di Barcellona
    1996). Pontara ha pubblicato libri e saggi su una molteplicita' di temi di
    etica pratica e teorica, metaetica e filosofia politica. E' stato uno dei
    primi ad introdurre in Italia la "Peace Research" e la conoscenza
    sistematica del pensiero etico-politico del Mahatma Gandhi. Ha pubblicato in
    italiano, inglese e svedese, ed alcuni dei suoi lavori sono stati tradotti
    in spagnolo e francese. Tra i suoi lavori figurano: Etik, politik,
    revolution: en inledning och ett stallningstagande (Etica, politica,
    rivoluzione: una introduzione e una presa di posizione), in G. Pontara (a
    cura di), Etik, Politik, Revolution, Bo Cavefors Forlag, Staffanstorp
    1971, 2 voll., vol. I, pp. 11-70; Se il fine giustifichi i mezzi, Il Mulino,
    Bologna 1974; The Concept of Violence, Journal of Peace Research , XV, 1,
    1978, pp. 19-32; Neocontrattualismo, socialismo e giustizia internazionale,
    in N. Bobbio, G. Pontara, S. Veca, Crisi della democrazia e
    neocontrattualismo, Editori Riuniti, Roma 1984, pp. 55-102; tr. spagnola,
    Crisis de la democracia, Ariel, Barcelona 1985; Utilitaristerna, in
    Samhallsvetenskapens klassiker, a cura di M. Bertilsson, B. Hansson,
    Studentlitteratur, Lund 1988, pp. 100-144; International Charity or
    International Justice?, in Democracy State and Justice, ed. by. D.
    Sainsbury, Almqvist & Wiksell International, Stockholm 1988, pp. 179-93;
    Filosofia pratica, Il Saggiatore, Milano 1988; Antigone o Creonte. Etica e
    politica nell'era atomica, Editori Riuniti, Roma 1990; Etica e generazioni
    future, Laterza, Bari 1995; tr. spagnola, Etica y generationes futuras,
    Ariel, Barcelona 1996; La personalita' nonviolenta, Edizioni Gruppo Abele,
    Torino 1996; Guerre, disobbedienza civile, nonviolenza, Edizioni Gruppo
    Abele, Torino 1996; Breviario per un'etica quotidiana, Pratiche, Milano
    1998; Il pragmatico e il persuaso, Il Ponte, LIV, n. 10, ottobre 1998, pp.
    35-49. E' autore delle voci Gandhismo, Nonviolenza, Pace (ricerca
    scientifica sulla), Utilitarismo, in Dizionario di politica, seconda
    edizione, Utet, Torino 1983, 1990 (poi anche Tea, Milano 1990, 1992). E'
    pure autore delle voci Gandhi, Non-violence, Violence, in Dictionnaire de
    philosophie morale, Presses Universitaires de France, Paris 1996, seconda
    edizione 1998. Per Einaudi Pontara ha curato una vasta silloge di scritti di
    Gandhi, Teoria e pratica della nonviolenza, Einaudi, nuova edizione, Torino
    1996, cui ha premesso un ampio studio su Il pensiero etico-politico di
    Gandhi, pp. IX-CLXI". Una piu' ampia bibliografia degli scritti di Giuliano
    Pontara (che comprende circa cento titoli) puo' essere letta nel n. 380 del
    10 ottobre 2002 de "La nonviolenza e' in cammino"]

    Il referendum sul commercio delle armi leggere e delle munizioni che si
    terra' in Brasile il 23 ottobre, il primo referendum nell'intera storia del
    paese, e' un'iniziativa senza precedenti nel mondo, presa nel paese che, a
    stare ai dati forniti dai brasiliani stessi, conta il maggior numero di
    morti del mondo dovuto ad armi da fuoco in possesso e usate da cittadini
    privati contro cittadini privati (e anche contro se stessi): 180 al giorno
    (dato riguardante il 2003), con un tasso assai elevato di morti tra i
    giovani. In Brasile, ci dicono sempre i brasiliani, circolano circa diciotto
    milioni di armi leggere, di cui solo il 10% e' in dotazione della polizia e
    dell'esercito, mentre il 90% e' in mano di privati; negli ultimi anni sono
    state in media vendute ogni anno legalmente intorno a 50.000 armi leggere e
    relative munizioni, in gran parte prodotte in Brasile, dove l'arma con cui
    si uccide di piu', un revolver calibro 38, e' prodotto dalla societa'
    brasiliana Taurus.

    Come era da aspettarsi, le potenti lobby delle societa' produttrici di armi
    da fuoco e dei mercanti di armi, che fanno soldi a non finire, hanno
    scatenato la loro propaganda, divulgando favole sulla necessita' dei
    cittadini privati di essere armati al fine dell'autodifesa personale. Fatto
    sta che in vari paesi in cui la vendita di armi da fuoco ai cittadini
    privati e' stata severamente regolata, il numero di omicidi perpetrati con
    armi da fuoco e' fortemente calato: in Australia, per citare un solo
    esempio, nel giro di cinque anni e' diminuito del 50%.

    Va anche sfatato il mito, pure diffuso dalle lobby delle potenti societa'
    produttrici di armi, per cui una riconversione delle industrie degli
    armamenti non sia possibile: la questione e' quantomeno controversa, come
    sta a dimostrare la gran copia di studi scientifici prodotti su tale
    problematica negli ultimi cinquant'anni.

    Nessuna persona razionale si aspetta che una vittoria del "si'" in Brasile
    metta da un giorno all'altro fine alla catena di violenze dentro la societa'
    brasiliana, in cui la violenza piu' cospicua, del resto, e' dovuta alle
    strutture economiche che condanno milioni di cittadini alla miseria piu'
    abietta e dentro la quale poi nascono anche le violenze dirette. Contro
    questa violenza strutturale occorrono ben altre misure.

    Ma il referendum e' importante, e non solo per la societa' brasiliana che
    attraverso di esso mette concretamente alla prova la sua vocazione
    democratica.

    La vittoria del "si'" puo' contribuire a rafforzare i movimenti contro le
    multinazionali produttrici di armamenti e il commercio delle armi attivi in
    altri paesi dell'America latina, specie in Colombia devastata da
    quarant'anni di guerra civile, e negli Stati Uniti, che non solo e' il paese
    con la maggior spesa militare e con l'esercito piu' armato del mondo, ma e'
    anche il paese i cui cittadini privati sono i piu' armati del pianeta
    (secondo dati del National Institute of Justice, nel 1998 negli Stati Uniti
    il numero totale delle armi da fuoco in mano di cittadini privati assommava
    alla cifra di 192 milioni, il che significa in media un'arma per abitante).
    Una vittoria del "si'" e l'abolizione del commercio delle armi dentro la
    societa' brasiliana costituirebbe anche un importante passo nella lotta
    contro il commercio internazionale delle armi e i paesi maggiormente
    responsabili della loro produzione in massa, a cominciare dagli Usa e non
    dimenticando che l'Italia e' il secondo paese produttore di armi leggere al
    mondo, produce da piu' di mezzo secolo, e vende sempre meglio, il tipo di
    pistola con cui fu assassinato Gandhi: una Beretta.

    Se fossi brasiliano voterei senza alcun dubbio per il si'.

    Note:

    Breve nota sul Centro di ricerca per la pace di Viterbo
    Attivo dagli anni '70 (dapprima con la denominazione "Comitato democratico contro l'emarginazione - Centro di ricerca per la pace"), nel 1987 ha coordinato per l'Italia la campagna di solidarietà con Nelson Mandela allora detenuto nelle prigioni del regime razzista sudafricano. Ha promosso il primo convegno nazionale di studi dedicato a "Primo Levi, testimone della dignità umana". Dal 1998 ha promosso una "campagna contro la schiavitù in Italia".

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