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    Sì alla vita delle persone, sì al divieto di uccidere, sì all'abolizione del mercato delle armi

    Un referendum che riguarda l'umanita' intera. 21

    Il 23 ottobre in Brasile si svolgerà il primo referendum nella storia di quell'immenso paese: la popolazione tutta sarà chiamata a decidere se vuole proibire il commercio delle armi da fuoco
    Giacomo Alessandroni25 settembre 2005 - Giacomo Alessandroni
    Fonte: La domenica della nonviolenza. 40 - 25 settembre 2005

    Pasquale Pugliese: Una lezione dal Brasile: un mondo senza armi e' possibile

    [Ringraziamo Pasquale Pugliese per questo intervento. Pasquale Pugliese, educatore presso i Gruppi educativi territoriali del Comune di Reggio Emilia, dove risiede, laureato in filosofia con una tesi su Aldo Capitini, e' impegnato nel Movimento Nonviolento, nella Rete di Lilliput ed in numerose iniziative di pace; e' stato il principale promotore dell'iniziativa delle "biciclettate nonviolente"]

    Se in uno dei piu' grandi e importanti paesi del mondo si svolge un referendum popolare che chiede di proibire il commercio delle armi da fuoco, vuol dire che allora si puo'.
    Significa che si puo' non solo immaginare un mondo senza armi, ma si puo' cominciare a costruirlo veramente compiendo dei passi concreti che vanno in quella direzione.
    L'ideale del disarmo non e' piu' "u-topia" - letteralmente: in nessun luogo - ma comuncia a farsi spazio in un luogo non casuale della terra. Ossia in quel Brasile dove nel gennaio 2001 ha preso forma compiutamente, cominciando poi a dilagare per il mondo, anche un'altra idea, che contiene quella a cui sono chiamati oggi a dare un voto i cittadini brasiliani, e anch'essa apparentemente utopistica: l'idea che un altro mondo e' possibile. A Porto Alegre se ne sono mostrate le possibilita'.
    Il 23 ottobre se ne puo' dare davvero l'avvio, se il Brasile ci mostrera' che l'altro mondo possibile e' senza armi da fuoco. Facciamo in modo che anche questa idea - prima applicazione, specifica e necessaria, di quella piu' generale - dilaghi per il mondo.
    Oggi in Brasile, domani in Italia (e poi negli Usa e in ogni luogo).

    Grazie alla campagna per il disarmo diminuiscono gli omicidi in Brasile

    [Da padre Ermanno Allegri riceviamo e diffondiamo questa nota d'agenzia diffusa da "Adital". Ermanno Allegri e' direttore di "Adital", Agenzia d'informazione "Frei Tito" per l'America Latina, tel. 8532579804, fax: 8534725434, cellulare: 8599692314; "sacerdote bolzanino da trent'anni in Brasile, gia' segretario nazionale della Commissione Pastorale della Terra e ora direttore di un'agenzia continentale (Adital), nata come strumento per portare all'attenzone della grande informazione latinoamericana i temi delle comunita' di base e l'impegno contro la poverta'. Allegri e' stato chiamato a contribuire al coordinamento delle azioni di sensibilizzazione in vista del referendum che si terra' in Brasile alla fine di ottobre che ha come tema la messa al bando del commercio delle armi da fuoco che in tutta l'America Latina costituisce un rilevante fattore di violenza (omicidi, rapine, ecc.). E' una battaglia civile e di diritto importantissima per tutto il Brasile, ma anche per il movimento per la pace di tutto il mondo. La posta in gioco e' grande ma i poteri che contano (le multinazionali delle armi) sono gia' all'opera per vincere, mettendo in campo enormi fondi. Allegri chiede che questo tema venga messo nell'agenda anche del movimento per la pace italiano e chiede anche un aiuto finanziario per coordinare da qui a ottobre l'attivita' di sensibilizzazione di Adital" (Francesco Comina)]

    Gli sforzi del governo brasiliano per il disarmo della popolazione sembra diano i risultati che si sperava. I dati del Ministero della Sanita' mostrano che, rispetto al 2003, l'indice nazionale dei morti per armi da fuoco e' diminuito dell'8,2% lo scorso anno, quando e' iniziata la Campagna per il disarmo volontario. E' la prima volta negli ultimi 13 anni che il numero dei morti diminuisce invece di aumentare.
    Questa percentuale rappresenta 3.234 vittime in meno.
    Secondo l'analisi del Ministro della Sanita', Felipe Saraiva, e' stato determinante il fatto che la popolazione, attraverso chiese, associazioni, ong, si e' trasformata in parte attiva della Campagna per il disarmo. "La presa di coscienza della societa' civile ha dato un grande contributo alla significativa riduzione del numero delle eprsone uccise da armi da fuoco, come anche alla creazione di una cultura della pace in Brasile", ha sottolineato.
    Nel 2004 le morti per arma da fuoco sono state 39.325: 108 persone uccise al giorno, nove ogni due ore. Nel 2004 sono state 36.091.
    La riduzione si e' verificata in 12 stati del paese. Lo stato che piu' ha contribuito alla riduzione degli omicidi nel 2004 e' Sao Paulo, com una diminuzione di 1.960 morti. Segue Rio de Janeiro, con 672 morti in meno. L'Unesco fa un'analisi ancor piu' positiva. Di fatto, se si fosse mantenuta la tendenza ascendente del numero dei morti per arma da fuoco, le previsioni per il 2004 erano di 41.682 morti. Percio', conclude l'Unesco, il gesto di consegnare le armi [i cittadini che hanno aderito alla Campagna per il disarmo volontario hanno consegnato le armi alle autorita', ricevendo un indennizzo in denaro - ndr] ha salvato, in realta', 5.563 vite umane. Alcuni osservatori avanzano anche l'ipotesi che questo risultato positivo sia dovuto anche ad altri due fattori che il governo Lula ha sviluppato simultaneamente: l'incentivo - anche se ancora timido - delle politiche sociali, e la repressione sistematica del crimine organizzato.
    Senz'altro la Campagna per il disarmo e' un evento storica per il Brasile. Da quando e' iniziata, il 15 luglio 2004, fino ad agosto scorso (quindi in poco piu' di un anno), la popolazione ha consegnato 443.719 armi da fuoco. All'inizio si pensava di raccogliere circa 80.000 armi fino alla fine del 2004. Poi si ampliato l'obiettivo a 200.000 armi, ma anche questa previsione e' stata superata.
    Cosi' il Governo Federale ha deciso di prolungare la Campagna fino al prossimo 23 ottobre, giorno del referendum.
    Cosi', nonostante qualche errore reale e molte pugnalate alla schiena, il governo Lula ha ottenuto dei risultati positiv. Risultati che fanno sperare in ulteriori profondi cambiamenti.
    Per maggiori informazioni si veda il sito: Adital

    Forum comunitario di lotta alla violenza: Mi hanno ammazzato e non potro' votare. Un appello per il si' al referendum

    [Ringraziamo Maria Eunice Kalil (per contatti: mabice@terra.com.br) per averci inviato questo appello per il si' al referendum del 23 ottobre per la proibizione del commercio delle armi diffuso dal "Forum comunitario di lotta alla violenza" di Bahia. Maria Eunice Kalil e' responsabile del "Forum comunitario di lotta alla violenza" di Bahia, Brasile. La traduzione italiana, non del tutto letterale, e' di Benito D'Ippolito]

    Mi hanno ammazzato. E non potro' votare
    per il disarmo che salva la gente.
    Rubato mi hanno i miei anni e la vita.
    
    Mi hanno ammazzato a quindici, a vent'anni
    ho perso il conto di quante pallottole
    hanno ficcato a forza dentro me.
    
    Pallottole vaganti, casuali,
    sparate tra le risa, a passatempo,
    le carni mi trafissero ugualmente
    quelle per caso e quelle d'improvviso
    nell'attimo rabbioso, o con la mente
    gelida. Un lampo, e tu non sei piu' niente.
    
    Per futili motivi mi ammazzarono
    per un sorpasso e per una frenata
    per uno sguardo, un capogiro, un bacio.
    
    Mi hanno ammazzato perche' c'era un'arma.
    
    E non potro' votare piu'. Sarete
    voi a votare anche per me, votando
    quel si' che altre salvera' persone.
    
    Quel si' che e' il modo di fare felice
    ed onorare me, e molti, e tutta
    l'umanita'. Il disarmo dona vita.

    Il 23 ottobre vota si'.

    Un nuovo sondaggio: il 72,7% dei brasiliani sostiene il si' al divieto del commercio delle armi

    [Dal sito www.desarme.org riprendiamo questa notizia del 14 settembre 2005. Ovviamente, prima di gioire anzitempo, si tenga conto della esiguita' dei campioni intervistati nei vari sondaggi di seguito descritti. Sono dati incoraggianti, ma i sondaggi restano solo sondaggi, il referendum si tiene il 23 ottobre: e fino ad allora occorrera' mettere il massimo impegno affinche' vi sia un'adeguata informazione, la piu' vasta e profonda coscientizzazione, dunque un voto consapevole e un'ampia partecipazione democratica; e quindi un esito a favore della vita di tutti, a favore dell'umanita' intera. Ciascuno si impegni affinche' il 23 ottobre vinca l'umanita']

    Una ricerca rivela che il 72,7% dei brasiliani appoggia la proibizione del commercio delle armi.
    Un sondaggio commissionato dalla Confederazione nazionale dei trasporti (Cnt) e realizzato dall'Istituto Sensus, rivela che il 72,7% dei brasiliani appoggia la proibizione del commercio delle armi da fuoco e delle munizioni in Brasile, tema del referendum che si terra' il 23 ottobre.
    Sono state intervistate duemila persone in 195 citta' di 12 stati del Brasile, tra il 6 e l'8 settembre. Nel sondaggio, che riguardava vari temi della congiuntura nazionale, e' stata rivolta agli intervistati anche una domanda che riproduceva precisamente il quesito referendario: "Deve essere proibito il commercio delle armi da fuoco e delle munizioni in Brasile?". Il 72,7% degli intervistati ha risposto si', solamente il 24,1% ha risposto no, mentre il 3,3% non ha risposto o ha risposto di essere incerto.
    La ricerca ha anche posto la domanda se a parere degli intervistati il divieto del commercio di armi avrebbe contribuito a ridurre la violenza in Brasile. il 50,6% ha risposto si'; il 44,8% ha risposto no, e il 4,6% non ha risposto o ha risposto di essere incerto.

    Il risultato conferma l'orientamento della popolazione, in tutto il territorio nazionale, a votare si' nel primo referendum nella storia del paese, e primo al mondo sul tema.
    Gia' il primo agosto l'Istituto Datafolha diffuse i risultati di una ricerca secondo cui l'80% dei brasiliani esprimono sostegno alla proibizione del commercio delle armi e delle munizioni. In quel sondaggio sono state intervistate 2.110 persone di 134 diversi municipi.
    Dieci giorni prima un altro sondaggio, eseguito dall'istituto Ipobe in 143 municipi brasiliani forniva percentuali analoghe: l'appoggio dell'81% della popolazione brasiliana al divieto del commercio di armi da fuoco e munizioni. In questo sondaggio sono state intervistate 2.002 persone nei giorni tra il 14 e il 18 luglio, che hanno risposto alla domanda "Il 23 ottobre di quest'anno si terra' una consultazione popolare sul disarmo della popolazione, con obbligo di voto. Il commercio di armi da fuoco e munizioni deve essere proibito in Brasile? Si' o no?".

    Anche nei rilevamenti effettuati in vari stati e municipi brasiliani, l'approvazione del divieto del commercio delle armi e e delle munizioni e' maggioritaria.

    • Secondo un sondaggio dell'"Instituto Fortiori Pesquisa, Diagnostico e Marketing" per il giornale "O Popular", il 70% degli abitanti di 61 citta' dello stato di Goias sono favorevoli al divieto del commercio di armi, il 28% contrari, e il 2% non rispondono o sono incerti.
    • Secondo un sondaggio dell'"Instituto Brasileiro de Pesquisa Social" (Ibps), il 76,5% degli abitanti del municipio di Rio de Janeiro sono favorevoli alla campagna di disarmo; soltanto il 19,5% sono contrari, il 3% sono incerti e l'1% non risponde.
    • In un sondaggio dell'"Instituto de Pesquisas Gpp" l'84% degli intervistati ha dichiarato di essere d'accordo con la proibizione del commercio delle armi in Brasile. Sono state ascoltate 1.810 persone di diversi municipi dello stato di Rio de Janeiro, nei giorni tra il 21 e il 25 maggio. Sul totale, solo il 13,2% era contrario, e il 2,8% ancora non aveva preso una decisione.
    • Un precedente sondaggio dell'Istituto Datafolha aveva gia' rilevato che l'83% degli abitanti del municipio di San Paolo sono contrari alla vendita delle armi da fuoco alla popolazione civile in Brasile. In questo sondaggio sono state intervistate 1.624 persone, tra il 6 e il 7 aprile. Soltanto il 14% si dichiaro' favorevole al commercio delle armi. Sul totale degli intervistati, il 6% dichiaro' di avere un'arma da fuoco in casa.
    • In un sondaggio dell'Istituto Brasmarket, commissionato dal "Diario do Grande ABC", l'81,6% della popolazione della regione dell'ABC di San Paolo dichiarava che avrebbe votato per il divieto del commercio delle armi. Nella ricerca sono state intervistate 2.509 persone in sette municipi, tra il 28 e il 30 giugno.
    • Una ricerca di "Parana' Pesquisas" ha rilevato che il 70,31% degli intervistati a Curitiba, capitale del Parana', nei giorni 30 e 31 marzo, si sono dichiarati favorevoli alla proibizione del commercio delle armi. La rilevazione fu eseguita su commissione del giornale "Gazeta do Povo" ["La gazzetta del popolo"]. L'istituto di ricerca intervisto' 421 persone.
    • In una ricerca promossa dal Sindacato dei Metallurgici di Taubate' (nello stato di San Paolo) in collaborazione con l'Istituto Gota de Orvalho, e' emerso che il 75,68% degli abitanti del municipio paulista affermano di essere favorevoli alla proibizione del commercio delle armi e delle munizioni in Brasile, e solo il 24,32% si dicono contrari al divieto. Dei 518 intervistati, il 91,89% hanno dichiarato di non sentirsi sicuri con un'arma in casa.
    Note:

    Breve nota sul Centro di ricerca per la pace di Viterbo
    Attivo dagli anni '70 (dapprima con la denominazione "Comitato democratico contro l'emarginazione - Centro di ricerca per la pace"), nel 1987 ha coordinato per l'Italia la campagna di solidarietà con Nelson Mandela allora detenuto nelle prigioni del regime razzista sudafricano. Ha promosso il primo convegno nazionale di studi dedicato a "Primo Levi, testimone della dignità umana". Dal 1998 ha promosso una "campagna contro la schiavitù in Italia".

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