Un nuovo mondo è possibile
Abbiamo bisogno di un nuovo mondo. Questo ormai è a pezzi. Prima che mio figlio, Casey, fosse ucciso in Iraq il 4 aprile del 2004, non avevo mai viaggiato molto. Praticamente ero stata soltanto in Israele e Messico. Il mio passaporto era quasi nuovo. Da quando ho cominciato a parlare in pubblico contro la disonestà e l'inganno che hanno portato all'occupazione dell'Iraq, illegale e moralmente condannabile, ho viaggiato per tutti gli Stati Uniti e ora sto anche cominciando a riempire il mio passaporto di bolli e visti. Il nostro mondo è veramente fantastico e le persone che lo popolano sono, per la maggior parte, piene d'amore, tutto ciò che vogliono è una vita serena per sé e per i propri figli. Vogliono solo sentirsi protetti e sicuri nelle loro comunità. Vogliono case ben riscaldate ed essere ben nutriti. Vogliono che l'acqua che bevono sia pulita e vogliono anche danzare e ridere ogni tanto. Vogliono vivere una vita lunga con le loro famiglie e vogliono che i loro figli li seppelliscano quando sarà arrivato il momento. Per farla breve, gli uomini di tutto il mondo vogliono le stesse cose che anche noi americani vogliamo. Sono i nostri governi che vogliono demonizzare ed emarginare le altre culture, le altre religioni, razze e gruppi etnici. George Bush, i suoi freddi compari e i suoi sostenitori, tutti coloro che facilmente si lasciano trascinare e che di buon grado lo seguono ciecamente vogliono " combatter-li là nelle loro terre cosicché non 'li' dobbiamo combattere qua a casa nostra!". Ma chi sarebbero questi 'loro' che stiamo combattendo là? Sono i bambini che dormono nella culla mentre una bomba, chimica o convenzionale, viene lanciata sulle loro case? E' la madre che è andata a fare la spesa quotidiana per far da mangiare alla sua famiglia, e che viene uccisa da un kamikaze su una macchina e che non avrebbe mai pensato di commettere un atto così atroce finché il suo paese non è stato occupato da un invasore straniero? Sono forse le nonne e i nonni ormai troppo vecchi, o troppo testardi per lasciare le case dove hanno vissuto tutta la loro vita nel momento in cui le truppe di coalizione illegalmente radono al suolo i centri civili? Noi come cittadini degli Stati Uniti d'America dobbiamo smettere di permettere ai nostri leader di dare ordini di uccidere gente innocente. Ho quasi detto: dobbiamo smettere di permettere ai nostri leader di "uccidere" gente innocente. Ma tutti noi sappiamo bene che i codardi non combattono nelle battaglie visionarie cui hanno dato avvio, e non mandano i loro figli a combattere per quelle cause che stoltamente e diabolicamente proclamano "nobili". No, è ai nostri figli che ordinano di andare là e fare il loro sporco lavoro, disonesto e distruttivo! Ai nostri soldati viene insegnato che gli "Hajis", il popolo dell'Iraq dalla pelle scura, quelli che ora gli puliscono i bagni, le docce e lavano i loro vestiti valgono meno di un essere umano.cosa che rende loro più facile ucciderli. La disumanizzazione del popolo iracheno sta disumanizzando anche i nostri soldati. I nostri figli. Un nuovo mondo è necessario e può essere possibile solo se abbandoneremo la nostra dipendenza dall'utilizzo del petrolio e useremo un po' del denaro che stiamo versando nelle sabbie del deserto e nelle fogne dell'Iraq per espandere la ricerca sulle energie rinnovabili e sviluppare e promuovere le risorse rinnovabili che sono già a nostra disposizione, quali ad esempio il bio-diesel. Ho parlato con molti cittadini del Venezuela che sono comprensibilmente preoccupati di una possibile invasione USA e sanno che la causa non è certo il fatto che il presidente Chavez sia un "dittatore", e non lo è, dato che è un leader eletto democraticamente e molto popolare in questo paese. Il popolo del Venezuela è molto saggio e sa che se gli USA invaderanno il loro paese non sarà perché stiamo diffondendo "libertà e democrazia". Sanno benissimo di averla già. Un nuovo mondo è necessario ma non è possibile finché noi americani non supereremo la convinzione arrogante di poter risolvere la questione irachena e i problemi delle violazioni dei diritti umani da soli. Dobbiamo metterci in relazione con altri membri del genere umano in tutto il mondo per creare quei legami che sono cruciali per proteggere persone innocenti impoverite o uccise dal nostro governo e da un corporativismo ormai selvaggio e ampiamente senza controllo. Pace e giustizia sono intimamente connesse e il mondo non può avere l'una senza l'altra. Una pace vera e duratura potrà stabilirsi soltanto quando noi, la gente, scacceremo quella leadership che dipende dalla macchina della guerra per il proprio lavoro e la propria sopravvivenza e pretenderemo giustizia per i crimini contro l'umanità perpetrati ogni giorno nel mondo da tali "leader". Un nuovo mondo è possibile, lo si può creare. Perché questo nuovo mondo diventi realtà è necessario che noi comprendiamo profondamente quello che Martin Luther King Jr. disse a proposito del proprio futuro necrologio, e ancora di più, il modo in cui visse la sua vita: "Mi piacerebbe che quel giorno qualcuno ricordasse che Martin Luther King Jr provò a dare la sua vita per servire il prossimo. Mi piacerebbe che qualcuno dicesse quel giorno, che Martin Luther King Jr provò ad amare qualcuno. Io voglio che voi quel giorno diciate che ho provato ad essere giusto sulla questione della guerra. Voglio che quel giorno siate capaci di dire che io ho provato, nella mia vita, a vestire quelli che erano nudi. Voglio che diciate, quel giorno, che ho provato, nella mia vita, a visitare quelli che erano in prigione. Voglio che tu dica che ho provato ad amare e a servire l'umanità. Sì, se volete dire che ero come un primo batterista, dite che ero il primo batterista per la giustizia, dite che ero il primo batterista batterista per la pace, io ero il primo batterista per la rettitudine".
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