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    La pericolosa distanza tra la classe politica e le aspirazioni dei cittadini di questo paese

    La guerra in Afghanistan e la base Usa di Vicenza, un tabù governativo

    Chi ci ha governato, prima Berlusconi e poi Prodi, ha rifiutato qualsiasi
    ragionamento su questo tema, ha respinto al mittente ogni tentativo di
    discussione e di critica.
    25 febbraio 2007 - Maso Notarianni (Peacereporter)

    La maggioranza si e' frantumata su un tema fondamentale come quello della politica estera. Su due questioni, una presente e l'altra incombente sull'aula, come la guerra afgana e l'allargamento della Base Usa di Vicenza.
    Da tempo il "paese reale" che Prodi governa, o governava, stava spingendo
    per una politica concreta di rifiuto della guerra. Di ripudio della guerra,
    come dice la nostra Costituzione che si continua a citare a sproposito.
    Lo ha detto con manifestazioni enormi, con mille e mille iniziative locali,
    lo ha detto attraverso i sondaggi, l'ultimo di ieri.
    Chi ci ha governato, prima Berlusconi e poi Prodi, ha rifiutato qualsiasi
    ragionamento su questo tema, ha respinto al mittente ogni tentativo di
    discussione e di critica. Discussioni e critiche che invece, in altri paesi,
    hanno trovato spazio nei media e nelle stanze della politica. Persino negli
    Stati Uniti d'America.
    Qui, invece, si e' scelto di mischiare le parole, di storpiare il
    vocabolario, di stravolgere il senso compiuto delle frasi, di camuffare la
    realta', di nascondersi dietro l'ipocrisia, continuando a sostenere che noi,
    in Afghanistan come in Iraq siamo andati in missione di pace, a portare la
    pace, quando invece e' ovvio, banale e lo sanno anche i polli, che nell'uno
    e nell'altro paese siamo andati in guerra.
    Ma la politica del palazzo (e dei tanti sottopalazzi, sempre piu' diffusi)
    e' talmente paradossale che, adesso, se cade Prodi, arrivera' di certo un
    governo peggiore. Anche, forse soprattutto in politica estera.
    E questo rende sempre piu' evidente, clamorosa, e clamorosamente pericolosa,
    la distanza tra la classe politica e la vita concreta, le aspirazioni e i
    sogni dei cittadini di questo paese.
    E questa e' una situazione che dovrebbe fare paura. Quasi come fa paura la
    guerra.

    Note:

    [Dal sito http://www.peacereporter.net riprendiamo il seguente articolo del 21
    febbraio 2007. Maso Notarianni, giornalista, e' impegnato nell'esperienza
    dell'organizzazione umanitaria Emergency e dirige "Peacereporter"]

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