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    La Pace e la Guerra: favoletta per adulti

    18 marzo 2007 - Doriana Goracci ((doriana@inventati.org))

    Tanto tanto tempo fa, la Guerra sembrava essersi ammalata, sembrava una incurabile dama, in là con gli anni, molti amanti e molti mariti, signori, servi, ancelle, schiavi, figli adottati e naturali, avevano investito montagne di soldi per renderla sana e seducente, avevano incaricato le migliori menti per cercare di darle una vita infinita e un aspetto attraente.

    La signora insaziabile non si piaceva più, aveva un aspetto mortifero e puzzava di cadavere.

    Qualcosa alla fine del XX secolo poi accadde.

    La grande e ricca famiglia, ormai mondiale, si riunì al capezzale e pensò al da farsi...

    Arrivò l'idea geniale e fu un gran giubilo in casa e con un patto di sangue si giurò in segreto di non rivelare mai l'inganno. La vestirono di bianco, lei la Guerra, d'arcobaleni, la profumarono d'incenso e fecero costantemente volare colombe bianche che distraevano, con il loro battito d'ali, gli sguardi più attenti alle rughe.

    I suoi signori, i signori della guerra, finalmente poterono di nuovo indossare caschi e tute, imbracciare le armi e ripartire per le loro missioni. Lei, regina e dominatrice, continuò ad usare il suo potere dal letto. Pareva ringiovanita, le guance avevano ripreso colore, anzi tanti colori, si divertì a lanciare appelli e canzoni, rimaneva ferma e autorevole, le dissero di apparire così, le giovava assai. Non violenta e presente. Il mondo cominciò a pensare che la Guerra non c'era più, la pace stava arrivando, c'erano tanti portatori di pace, c'erano tante missioni di pace. La pace sarebbe stata infinita, come una volta la guerra. E allora tutti presero a darsi la mano e a fare girotondi e ad invocare quella signora invisibile e vincente. Era bellissimo gridare: pace pace pace!
    In cielo ed in terra.

    Arriviamo ai nostri giorni, care bambine e bambini ormai cresciuti, prima della guerra durante la guerra dopo la guerra, in guerra.

    La Guerra è diventata invisibile come la Pace, è di nuovo palesemente malata come la Pace: vissute da troppo insieme, si sono cibate una dell'altra.

    Al capezzale della signora Guerra, oggi ci sono i suoi martiri e i suoi
    eroi, i suoi fedeli parenti e ammiratori. La sorveglia e la cura la
    Pace, quella finta, perchè se morisse, la Pace quella vera tornerebbe
    visibile e sulla Terra tutti dovrebbero imparare a camminare da soli,
    senza aiuti umanitari e democratici.
    Quindi, come non credete alla Befana non credete neanche alla Pace,
    quella santarella rifatta e costruita, che vi dice cosa fare e non fare.

    Siete voi che dovete imparare a praticarla la Pace, che non è fantasia,
    ma è lotta, piccola e grande, solitaria e collettiva e sopratutto non è
    una favola, così come voi non siete invisibili anche se il mondo non vi
    vede.

    E per finire, sappiate che il 17 marzo 2007, quando eravate a Roma a Piazza Navona contro la guerra e c'ero anch'io a fare il grande simbolo della Pace...
    vi diranno che nessuno lo sapeva, nessuno vi ha visto, nessuno vi ha
    sentito.

    Il mondo della guerra tiene le bocche cucite, il patto di sangue è
    stato rinnovato.

    Sta a noi non scordarlo mai.

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