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    Diritti umani

    Alcuni consigli per una marcia più «politica»

    Nessuno sconto è possibile, a partire da Bush che taglia la sanità e finanzia l'Iraq
    7 ottobre 2007 - Riccardo Petrella
    Fonte: Il Manifesto (http://www.ilmanifesto.it)

    Oggi ci sarà la marcia della pace Perugia-Assisi, a conclusione della 7a Assemblea dell'Onu dei Popoli tenutasi a Perugia il 5 e 6 ottobre all'insegna di «Tutti i diritti per tutti» ed organizzata, come è noto, dalla Tavola della pace.
    Molte le testimonianze emozionanti di violazione massiccia dei diritti e di lotte di resistenza e di liberazione, dal Myanmar alla Sierra Leone, dal Messico all'Iraq, dalla Palestina all'Afghanistan. Si è anche parlato, ma molto poco in proporzione agli altri continenti, delle violazioni dei diritti umani e dell'ostracismo crescente verso i poveri, gli immigrati, i rom, gli «altri», nei paesi del «nord». Eppure la situazione dei diritti umani si è seriamente degradata in Belgio (la Fiandra del Vlaams Belang), in Danimarca, nella «nuova» Francia di Sarkozy, nell'Italia dei sindaci che criminalizzano i lavavetri, negli Stati Uniti di Bush, nell'Unione europea che vuole aprire tutte le frontiere alla libera circolazione delle merci e dei capitali ma vuole chiuderle ai movimenti delle persone. Molto applauditi gli interventi convincenti, perché - lo si sentiva - sinceri, della viceministro agli Affari Esteri Patrizia Sentinelli (in difesa di una «nuova» visione politica della cooperazione centrata su una pratica realmente cooperativa e solidale della promozione dei diritti umani e sulla coerenza, a livello di governo, fra le varie politiche).
    Nel documento di base dell'Assemblea vi è un'affermazione forte e giusta: «Sui diritti umani non si fanno, non si possono fare sconti per nessuno». La marcia avrà probabilmente una «portata politica» ancor più significativa qualora , in applicazione di tale affermazione, essa si concludesse con una dichiarazione finale breve ma forte, in particolare su tre cose.
    Primo. Nessuno sconto è possibile per il presidente degli Stati Uniti ed il suo governo che sono diventati, negli ultimi anni, con le loro politiche e le loro azioni, i più forti demolitori dei diritti umani nel mondo. Non sono i soli, ma sono fra i più potenti ed efficaci. Proprio pochi giorni fa, il presidente americano ha rifiutato di firmare la legge voluta dal Congresso per estendere l'assistenza sanitaria ai bambini poveri. Ha, invece, richiesto al Congresso un aumento di 19 miliardi di dollari per l'intervento militare in Iraq. Inoltre, alcuni giorni prima, in occasione di una riunione dei 16 paesi più forti produttori di emissioni di gas a effetto serra, convocata dagli Stati Uniti a margine (in opposizione, dicono molti osservatori) dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite, il presidente Bush ha rigettato nuovamente qualunque forma di accordo multilaterale in materia di lotta al cambiamento climatico ed esaltato la via del «ciascuno per conto suo». Bastano le decisioni su questi tre fronti per validare l'evidenza: per il presidente americano ed il suo governo l'essere umano (i bambini poveri) costa troppo per riguardo agli interessi dei ricchi, o (caso dei soldati americani e della popolazione civile irachena) è trattato come carne da macello senza valore. Inoltre, la vita sul pianeta, la sicurezza collettiva dell'umanità ed i diritti alla vita delle generazioni future sono sacrificati sull'altare della potenza e del modo di vita Usa. La marcia della pace deve dirlo con chiarezza: gli attuali dirigenti americani si comportano come dei criminali contro l'umanità.
    Secondo. Nessuno sconto, nemmeno, per i padroni della finanza attuale, in particolare per i gestori di fondi speculativi e per le società di rating. Il sistema finanziario odierno si fonda sull'instabilità permanente e sull'insicurezza, foriere strutturali di crisi. La finanza attuale produce ricchezza «finanziaria» producendo crisi, cioè sottraendo la ricchezza «economica» e «sociale», specie collettiva (le risorse naturali, i beni comuni), a quelli che la producono, in particolare ai più deboli. La crisi dei mutui Usa scoppiata quest'estate, e tradottasi finora in una perdita secca di 320 miliardi di dollari a carico soprattutto dei risparmiatori, è dovuta, secondo un consenso unanime tra tutti gli esperti, alle cattive regole esistenti ed alle politiche errate, dominate dalla promozione dei propri interessi di profitto delle banche e delle tre principali società mondiali di rating. Un sindaco veneto ha inflitto una multa ad un bambino perché mangiava un panino per strada per infrazione ai regolamenti sulla pulizia pubblica. Qual è la multa inflitta alle società di rating ed ai fondi speculativi per la perdita di 320 miliardi? I fondi speculativi e le società di rating compiono atti assimilabili a crimini economici. E' tempo di mettere fuori legge siffatta finanza. La marcia della pace non solo deve denunciare tali fatti, lesivi dei diritti umani, ma deve proporre di portare le banche che tirano profitto dai fondi speculativi e le società di rating (la cosa vale anche per la Banca Mondiale e il Fmi) davanti al tribunale internazionale dei diritti umani. A tal fine, sarebbe opportuno che la prossima Assemblea dell'Onu dei Popoli mettesse al centro della sua attenzione il tema «Diritti umani e finanza».
    Terzo. Nessuno sconto, infine, per il governo Prodi e la finanziaria 2008 nella forma attuale. Certo, rispetto alla finanziaria 2007 non mancano i piccoli progressi, anche significativi. Ma siamo ben lontani da quel che si dovrebbe e potrebbe fare soprattutto per i giovani, le famiglie e gli anziani, alla luce dei dati pubblicati questo venerdì dall'Istat sulla povertà relativa in Italia. E' inaccettabile che l'impoverimento strutturale delle famiglie con figli faccia di nuovo parte integrante delle tendenze socioeconomiche di un paese fra i più «sviluppati» e ricchi al mondo. E' altresì inaccettabile che la privatizzazione e la mercificazione dei beni e servizi comuni, la cui proprietà e gestione pubbliche costituiscono la vera base a garanzia dei diritti umani e sociali, non siano interrotte dalla finanziaria con misure appropriate. Penso, in particolare, al diritto all'educazione ed al diritto alla salute. La marcia della pace non può non pronunciarsi al riguardo in maniera chiara e coerente. E' inaccettabile che i bambini poveri (Usa) ed i vecchi poveri (Europa occidentale) siano oramai considerati un costo elevato non solo per le finanze pubbliche ma per la società intera.

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