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Obiezione alle spese militari e nucleari:

Lettera a PeaceLink di GIUSEPPE BRUZZONE, Obiettore di coscienza alle spese militari e nucleari (LOC-OSM-DPN, Milano)

Questa lettera vuole esprimere solidarietà a Suor Megan Rice e agli ex soldati in Vietnam Michael Walli e Greg Boertje-Obed accusati di sabotaggio per essere entrati in un sito militare dello Stato del Tennessee contenente materiale nucleare
25 maggio 2013 - Laura Tussi

Obiezione di coscienza alle spese militari e nucleari

LETTERA A PEACELINK

di GIUSEPPE BRUZZONE, Obiettore di coscienza alle spese militari e nucleari (LOC-OSM-DPN, Milano)

 

 Vorrei esprimere pubblicamente solidarietà a Suor Megan Rice e agli ex soldati in Vietnam Michael Walli e Greg Boertje-Obed accusati di sabotaggio per essere entrati in un sito militare dello Stato del Tennessee contenente materiale nucleare, con martelli e pinze.

Mi domando e rifletto

-Suor Megan è cattolica. Come si comporterà il nuovo Papato nei suoi confronti? L’ abbandonerà alle sue scelte, tenterà una qualche mediazione diplomatica silenziosa considerati anche gli 83 anni della Suora oppure prenderà spunto da questa vicenda per parlare di Pace al mondo difendendola, argomentando che il suo e il loro,era un gesto dimostrativo per ricordare il problema della guerra nucleare e delle sue conseguenze ?

(Sarebbe troppo bello  venisse fatta questa scelta. Non dico altro .) -Walli e Boertje-Obed sono ex militari in Vietnam.

Quella guerra è finita, formalmente, da decenni. Ma continua nei suoi effetti a causa della diossina contenuta nel defogliante utilizzato contro i vietcong in gran parte di quel Paese.(Arma poco chimica ?) E’ stato utilizzato il napalm senza limitazione di spesa.

Quanto è avvenuto deve averli proprio segnati se in questi mesi si sono intrufolati in quello spazio dell’Esercito armati di pinze, martello e magari cacciavite !

Una grossa testimonianza.

Chi scrive è stato obiettore di coscienza negli anni 66/68 e segue la tesi sulla responsabilità personale in pace ed in guerra, di Franco Fornari, uno psicanalista che ha avuto il merito, a mio parere,di  aver portato nel sociale i suoi studi sul comportamento dei gruppi e dei gruppi-stato in particolare.

I gruppi non hanno corpo, non hanno sentimento,non amano ,neanche odiano,sono in concorrenza fra loro, prevaricano perché vale il principio della morte tua vita mia. Si  alleano fra di loro ,ma sempre contro altri e non solo. E pur alleati ci si controlla (spia) a vicenda, perchè non si sa cosa accadrà nel tempo.

E l’ alleanza può ribaltarsi o attenuarsi a seconda delle convenienze.

Posso ricordare il comportamento dei gruppi –Stato alla fine della seconda guerra mondiale ? In gara ad accaparrarsi scienziati e tecnici dello sconfitto stato tedesco-nazista! Dopo i dolori , gli strazi, i milioni di morti, subito pronti a ripartire gli uni contro gli altri! A dire la verità la  competizione era già partita prima quando vennero sganciate le bombe atomiche sul Giappone che non avevano solo lo scopo di indurre alla resa  l’ Impero , ma di lanciare segnali a qualche altro Stato allora alleato su chi fosse il più forte.

Fornari  sostiene quindi una rifondazione dei gruppi-Stato. Il cittadino di questi deve responsabilizzarsi della propria violenza fino ad oggi messa nello Stato, da questo capitalizzata e trasformata, in base allo sviluppo tecnologico,in bombe atomiche. Certamente questa auto-responsabilizzazione significa la desovranizzazione dello Stato. Ma anche la sua e nostra salvezza.

Del resto oggi ,all’interno dei nostri Paesi, possiamo uccidere tranquillamente ?Lo facessimo ci sono forze che potrebbero impedirlo o punirci per averlo fatto. Perché dunque non comportarci cosi anche all’esterno?

Anche adesso ci si troverebbe di fronte ad una enorme trasformazione. I cittadini, potendo auto determinarsi, realizzerebbero la democrazia di tutti nei fatti.

Siamo spaventati da questo e la faccio troppo facile?

Ho una domanda da fare: in quale periodo storico precedente gli uomini hanno raggiunto la possibilità di distruggere sé stessi e ,almeno in gran parte, l’ ambiente in cui si trovano ? E abbiamo timore di essere responsabili di noi stessi ? Si trova giusto che con l’attuale organizzazione degli  Stati, pochi gruppi di persone, i governi in carica, possano decidere della vita e della morte di milioni e milioni di persone ?

In tanti casi non c’è usurpazione : gli abbiamo dato noi la delega. Ma è giusto lo stesso ?

Non necessita rinnegare nulla. Solo prendere atto che siamo in un secolo nuovo . E questo forse ci permetterebbe, magari !,di sentire il sibilo  dell’universo in espansione, mentre pensiamo che sia tutto fermo.

 

 

 

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