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"Sciopero per il clima" lo dice Greta Thunberg

Dialoghi con Greta - di Alfonso Navarra

Alla ricerca di un nuovo umanesimo: "Prima l'Umanità, prima le persone!"
30 dicembre 2018

"Sciopero per il clima" lo dice Greta Thunberg

Dialoghi con Greta - di Alfonso Navarra

Greta Thunberg alla COP24

Alla ricerca di un nuovo umanesimo: "Prima l'Umanità, prima le persone!"

 

AUGURI PER IL 2019 CON I DIGIUNI DELL'EGO - IDEA NATA DALLO SCIOPERO DELLA SCUOLA DI GRETA THUNBERG

 

da parte di Alfonso Navarra

 

Se ci teniamo davvero al futuro di una civiltà in cui fare vivere dignitosamente i figli dei figli – l’invito è quello di prendere ad esempio lo “sciopero della scuola” di una piccola svedesina che è riuscita a parlare dalla tribuna della COP24; e perciò dedicare almeno un giorno alla settimana all’impegno per i problemi globali dell’umanità.

Ringrazio Adriano Arlenghi, che è alla ricerca di un nuovo umanesimo (a.arlenghi@alice.it), per avere capito lo spirito della proposta e di averla fatta propria a Mortara, dove, se non ho capito male, si proporrebbero ogni venerdì di andare al mercato “per parlare di Greta. Del desiderio di Greta. Del discorso di Greta. Dell’invito di Greta”.

 

Care amiche ed amici,

 

una 15enne svedese, Greta Thunberg, ogni venerdì non entra a scuola per protestare davanti al Parlamento svedese.

Chiede agli eletti il rispetto degli impegni presi a Parigi sul clima: "lasciare i combustibili fossili nel sottosuolo, concentrarsi sull'eguaglianza".

Alla COP24 in Polonia ha parlato dal palco ufficiale della Conferenza ONU. 

Discorso bellissimo, davanti a capi di Stato e di governo, da leader morale del mondo: sarebbe veramente una grande gioia per tutti se il Pianeta fosse salvato dai 

ragazzini, visto che noi anziani stiamo facendo cilecca!

Grazie alle contemporanee possibilità tecnologiche, lo possiamo vedere, il discorso di Greta, sottotitolato in italiano, a questa URL: 

https://it-it.facebook.com/poterealpopolo.org/videos/greta-thunberg-alla-cop24/782673772087770/

 

 

Qualche passo del suo intervento, di rimprovero ai governanti, è addirittura - ritengo - da genio della comunicazione:

"Finché non inizierete a concentrarvi su ciò che deve essere fatto piuttosto che su ciò che è 'politicamente possibile', non c'è speranza.

Non possiamo risolvere una crisi senza trattarla come una crisi. 

(...). 

E se le soluzioni sono così difficili da trovare all'interno di questo sistema, forse dovremmo cambiare il sistema stesso. 

Non siamo venuti qui per implorare i leader mondiali di occuparsene.

Ci avete ignorato in passato e ci ignorerete ancora.

Voi avete finito le scuse, e noi stiamo finendo il tempo.

Noi siamo venuti qui per farvi sapere che il cambiamento sta arrivando, che vi piaccia o meno. 

IL VERO POTERE APPARTIENE AL POPOLO."

 

Noi vecchi attivisti ecopacifisti, reduci addirittura del '68, esultiamo sicuramente di fronte a questa chiarezza di idee e determinazione di propositi; e possiamo 

anche augurarci che l'anno nuovo veda molti giovani mobilitarsi seguendo l'esempio di Greta nel protestare contro chi sta rubando loro il futuro.

Ma forse Greta sollecita anche noi "stagionati", spesso troppo stanchi, disillusi, aggrappati più che all'ideale all'orticello praticato: impegniamoci per le cause 

essenziali, che mettono al centro il motto: "Prima l'Umanità, prima le persone!".

Greta ogni venerdì fa lo "sciopero della scuola", noi ogni venerdì potremmo fare, o in qualsiasi altro giorno scegliessimo, in modo analogo, lo "sciopero dell'ego".

Dovremmo certamente non dimenticare la nostra individualità, la nostra soggettività unica, ma concepirla come il se responsabile, come parte del tutto sociale e naturale 

cui appartiene.

Quindi potremmo abbandonare le preoccupazioni particolaristiche, quelle legate ai nostri interessi personali, e/o di categoria e/o di piccolo territorio, per NON FARE 

NULLA, proprio nulla, di orientato  sul proprio ombelico, e semplicemente meditare sui grandi problemi che coinvolgono l'Umanità in quanto entità unitaria, frutto dell'evoluzione naturale e componente dell'ecosistema planetario.

 

Più che al prossimo che siamo, e ai prossimi con cui traffichiamo quotidianamente, pensando ai lontani, cioè ai figli dei figli dei figli, dovremmo ritrovare il 

piacere di sognare, di immaginare un mondo che vorremmo, migliore di quello che stiamo vivendo adesso, ma simile nelle possibilità positive che concretamente si 

propongono alla nostra esperienza.

Il giardino che ci è stato dato di custodire è, tutto sommato, bellissimo, e dobbiamo liberarlo da alcune erbacce per poterne godere pienamente!

 

Pensare, meditare, riflettere su come salvare la Madre Terra, un giorno programmaticamente alla settimana, invece di agitarci per la carriera, per il potere, per 

accumulare soldi e oggetti di consumo, sarebbe in realtà un agire profondo e di grande impatto per la preparazione di percorsi di lavoro futuri.

Come Greta che "salta" la scuola, noi potremmo "saltare" la nostra fabbrica, il nostro ufficio, il nostro negozio, il nostro campo, magari anche collettivamente, se siamo in grado di attivare relazioni intense e autentiche .

Potremmo starcene a casa o potremmo riunirci nelle grandi agorà dello spazio pubblico e religioso portandovi un nostro pensiero scritto su un cartello o su qualsiasi 

altro strumento di comunicazione.

 

Dovremmo rivolgere il nostro spirito e la nostra mente alle quattro spade di Damocle che minacciano la sopravvivenza di tutti (possiamo elencarle nell’ordine secondo il criterio di quanto attentano alla vita nella più ristretta unità di tempo): la deterrenza nucleare e le attività rivolte alla guerra, il cambiamento climatico e gli inquinamenti planetari, la diseguaglianza prodotta dalle economie dell'accumulazione parossistica e l'oppressione 

delle donne che viene esercitata insieme a quella di ogni diversità e minoranza.

 

Se è vero come è vero, ce lo ha ricordato di recente anche Vladimir Putin, che il rischio di guerra nucleare è reale ed altissimo, vale a dire che in un attimo potremmo essere ridotti tutti in cenere, allora non dovrebbe essere difficile concordare sulla priorità (che non significa esclusività) del disarmo nucleare e sulla necessità che, come primo passo, entri in vigore, magari in questo stesso 2019, il Trattato di proibizione delle armi nucleari.

 

Le quattro minacce globali sono le “erbacce infestanti”  che, con maggiore impulso da questo 2019 in arrivo, dobbiamo augurarci di sradicare tutti insieme, noi il 90% dell'umanità che ha 

interesse a sopravvivere e a vivere con dignità, nell'eguaglianza delle differenze, nella fratellanza e sorellanza, nel rispetto degli altri animali e della natura, 

nella libertà dei miti e dei tranquilli che conoscono il senso del limite e non la sfrenatezza di chi ha fame insaziabile di profitto e sete inestinguibile di potenza.

 

In questo momento, col pensiero rivolto alle piccole Grete dei quattro angoli del Pianeta  mi sovvengono le parole e le note di una canzone di Mikis Theodorakis, "Il 

ragazzo che sorride", colonna sonora della trasmissione televisiva Europa Giovani, brano che amavo molto nel periodo 68ino della mia gioventù, quando noi, i figli di 

chi aveva conosciuto gli orrori della seconda guerra mondiale, si credeva in tanti ad un mondo "peace and love" che ci avrebbe accolto dietro l'angolo:

 

 

ragazzo che sorridi

non avverrà mai più

che resti senza sole

la nostra gioventù

il mondo di domani

confini non avrà

ed una mano bianca

la nera stringerà

spezzati cuore mio

ma solo per amore

spezzati cuore mio

ma solo per pietà

fratello abbracciami chiunque

sia abbracciami

se sete un giorno avrai la mia acqua

ti darò

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