Il Sud pensa e ama la propria terra

28 novembre 2003

Grazie, Signori del Governo, per l’ulteriore colpo di mano che ci sbatte in faccia la realtà. Siamo responsabili quanto voi per avervi dato carta bianca. È sempre più evidente che noi siamo il Sud sfruttato, sottomesso e raggirato. Ma noi siamo anche il Sud più avvinghiato al “Nord del mondo”. Noi siamo il Sud funzionale ad arricchire il Sistema ma anche partecipe, tramite le nostre connivenze, a questo modello di sviluppo. Ahimè! Noi siamo il Sud della militarizzazione rampante e degli impoveriti pronti a far guerra ad altri impoveriti, …nel vostro nome. Come accettare espressioni tipo “se, per esempio, muore il figlio di un pastore calabrese, non ci saranno movimenti di piazza: è sufficiente dare alla famiglia 100 milioni per chiudere l’incidente”? (gen. C. Jean ascoltato il 23 gennaio 1997 dalla Commissione Difesa della Camera nell’ambito di una Indagine conoscitiva sulla “riforma della leva e nuovo strumento militare”). Noi, riserva di manodopera precaria e flessibile a basso prezzo, immondezzaio nazionale, siamo l’esempio di un’anzitempo-esercito di extracomunitari che, per rimpinguare le casse di coloro che smaniano per le briciole della torta della ricostruzione, recitano la parte dei buoni e si spacciano per missionari di pace. Ci proponete uno sviluppo illusorio che ci stuzzica con le chimere di un “corridoio 8” e di un ponte sullo stretto, che oltre alle manie di onnipotenza rende deliranti le grosse imprese appaltatrici…che faticano a vedere il ciel sereno di Bagdad. Sentiamo svilita la nostra storia e la nostra gente, con un modello di sviluppo economico militare iniquo, generato e asservito al potere dei più forti. Sentiamo di non essere sostenuti nel creare politiche adeguate di lavoro per tutti, diritto, fra l’altro sancito dalla Costituzione. E ci umiliate nella nostra cultura di accoglienza, costringendoci a respingere senza alcuna clemenza i poveri che finiscono in fondo al mare. Chi si porta via il nostro olio, il nostro vino…le risorse della nostra terra? Come può un Sud, colmato di veleni, liquami e scorie, intraprendere vie alternative che sono realmente possibili? Volete ancora offenderci rubandoci, con le scorie nucleari, la verginità di quella zona della costa Ionica non ancora contaminata? Non è anche questo un inizio di guerra? Missionari Comboniani – Bari Pax Christi - Bari Francesco D'Alessandro - ass.Il Seme, Conversano. Scuola di pace “don Tonino Bello”, Molfetta Abusuan, Centro interculturale – Bari Comunità Palestinese in Puglia Nicola Colajanni, docente, Università di Bari Casa per la pace – Molfetta Saverio Cannito Giancarlo Canuto, cons. comunale - Mesagne A Sinistra, Movimento Politico Brindisi Brindisi Social Forum Comitato contro la guerra – Brindisi Molfetta Social Forum Michele Di Schiena, magistrato Gruppo oltre il girotondo – Bari Rino Basile, consigliere comunale – Ruvo di Puglia Nicola Pantaleo, docente- Università di Bari Eugenio Scardaccione, dirigente scolastico e presidente del "GRUPPO EDUCHIAMOCI alla PACE"-Bari Nicola Occhiofino, assessore provinciale – Bari Vito Micunco, Acli Ninni Inchingolo, capo gruppo prov. PRC MO.CO.VA. (Movimento Concilio Vaticano II) Comitato Parco Lama Belvedere - Monopoli "Portanuova" - Rivista culturale "Portanuova" - Associazione culturale Franco Ratti, sacerdote Angelo Papio-architetto Maria Angela Mastronardi-insegnante Lella Leoci-professoressa Bruna De Marinis-insegnante Giuseppe Di Palma-architetto Francesca Danese-insegnante Giovanni Melchiorre-geologo Gianfranco Recchiuto Arch. - Monopoli Pierfelice Zazzera, Medico Nefrologo c/o l'Osp. Putignano – Seg. politico dell'Italia dei Valori Città di Monopoli Lucrezia Raimondo Andrea Catone, Most Za Beograd - Bari Andrea Gallo, coordinatore Ass. Comunità S. Benedetto

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