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Il voto che vale: spegnete la Tv

5 marzo 1996 - Alex Zanotelli
Fonte: Il Dialogo
Rendetevi attivi e state attenti che voi non votate solo il 2I aprile: voi votate ogni volta che fate la spesa, votate ogni volta che schiacciate il telecomando, ogni volta che andate in banca sono voti che date al sistema. Quando Berlusconi o la Rai vi chiedono dieci milioni di televisioni accese, e' il momento di spegnere perche' sono voti quelli che vi chiedono. Non basta la richiesta del Papa di digiuno televisivo in Quaresima: bisognerebbe arrivare al punto che la famiglia italiana
riuscisse a spegnere il televisore una settimana al mese almeno, e di metterlo via per parlare, per pulirsi la testa.
Dopo questo voto, la cosa pericolosa e' che non e' nato nulla dal basso e che dunque abbiamo sventato il pericolo della destra, ma che dietro questa coalizione c'e' il vuoto. Girando l'Italia dal Trentino a Palermo, dalle prostitute di Rimini, ai magistrati, agli industriali, ai politici, ho due nette impressioni: ovunque c'e' tantissima gente sana, minoranza ma consistente, poi c'e' una grande, bella base fatta di associazioni, comunita', gruppi, gruppetti, gruppuscoli. Nessuna grande nazione d'Europa ne ha tante e belle.
Tutto questo rimane sommerso, non fa opinione e questo e' grave. Io vi chiedo che in ogni regione venga individuata una segreteria gia' operante di qualche movimento e che accettasse di fare da punto di riferimento per i gruppi e le associazioni della regione e perche' la loro posizione venisse rimpallata ai giornali, alle televisioni, alla stampa con dieci, cento, mille firme in calce.
Usate le armi del nemico. Avete Internet, passatevi le informazioni con la telematica. Don Dante Clauser, mio amico qui presente, dice sempre che quel Gesu' di Galilea non era mica uno stupido, ci ha detto di essere furbi come i serpenti, di usare tutte le armi. Guardate cosa e' successo nel caso del Chiapas, con lo sciopero telematico. Migliaia di internettisti hanno chiesto di essere accolti dalle banche dati del ministero Esteri e dalla Banca nazionale del Messico e hanno bloccato il Messico per due ore intere al giorno, impedendo loro qualsiasi contatto col mondo.
Dobbiamo far vincere davvero la vita. I volti delle vittime. Volevo chiudere questa chiacchierata leggendovi un piccolo passo di Brueggemann, un biblista americano. "E' fondamentale fare vedere a tutti la grande menzogna che domina il mondo. E che e' all'origine della violenza strutturale che miete vittime senza fine. Il vedere i volti delle vittime del nostro sistema deve farci indignare. Senza indignazione, senza passione non potra' mai succedere nulla di nuovo in questo mondo. La passione, la capacita' di soffrire sono i nemici del mondo imperiale. L'economia imperiale e' escogitata a bella posta per mantenere la gente sazia cosi' che non veda.
La politica imperiale e' fatta a bella posta per impedire che il grido degli emarginati arrivi fino a noi. La religione imperiale e' un oppio, cosicche' nessuno si accorga della sofferenza reale nel cuore di quel
Dio". C'e' sofferenza nel cuore di Dio che dice nelle Scritture: "ho udito il grido del mio popolo". perche' oggi l'immagine di Dio e' spesso un volto materno, quello di una donna che da' alla luce i suoi figli e
quindi non puo' fare a meno di sentirne la sofferenza.
E' nelle parole di Turoldo, "anche Dio e' infelice", forse perche' davvero questo e' un Dio che cammina con noi, che lotta con noi, che vuole un mondo altro da quello che abbiamo tra le mani. Ed ecco che io chiedo alle donne di non vendersi a questo sistema maschilista che schiaccia e uccide. Dentro di loro hanno l'amore per la vita, un senso profondo di non violenza, di tenerezza. Fate diventare preponderanti questi vostri valori, questi vostri doni.
Allora ci sara' speranza. Tocca a voi compiere questo processo. E Brueggemann conclude dicendo che "Dio e' il Dio senza credenziali nell'impero, sconosciuto nelle corti dei re, rifiutato nel tempio. La storia di questo Dio inizia quando ha prestato attenzione al grido degli emarginati. Egli e' una persona capace di piangere, di soffrire con loro".
Vi dico, con le parole di Gutierrez, "Guai a coloro che il Signore trovera' con gli occhi asciutti".
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