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    Londra: De Menezes, cronaca di una morte annunciata

    Per giustificare l’assassinio del cittadino brasiliano Jean Charles de Menezes la polizia di Londra ha costruito un castello di bugie rivelate adesso dai media britannici
    17 agosto 2005 - Gennaro Carotenuto

    Per il complesso mediatico mondiale Jean Charles de Menezes, il cittadino brasiliano assassinato il 22 luglio, portava un giubbotto pesante, tentò di scappare e aveva il visto scaduto. Così la polizia di Londra ha potuto giustificare la morte del giovane immigrato latinoamericano colpevole solo di essere “portatore di faccia”. Nessuno di quei dettagli si è rivelato vero e Scotland Yard può solo trincerarsi dietro un britannico “no comment”.
    Lo scorso 31 luglio, il quotidiano The Independent aveva anticipato che Christopher Wells, uno dei testimoni dell’omicidio, aveva ritrattato la sua prima testimonianza. De Menezes non scappava, non entrò nella metropolitana scavalcando il girello senza pagare, non aveva un giubbotto pesante. Martedì 16 la televisione ITV ha rivelato documenti segreti di fonti di polizia che confermano che per giustificare l’assassinio sono state diffuse notizie false. Quando de Menezes uscì di casa, nella zona sud di Londra, alle 9.30 di mattina, fu individuato come Hussain Osman, uno dei sospetti per i falliti attentati del giorno prima. Nei seguenti minuti arrivò alla pattuglia che lo seguiva quella che viene chiamata “identificazione positiva”. Alle 10 è assassinato a sangue freddo con otto colpi alla testa. Le attuali “regole d’ingaggio” della polizia inglese volute dal primo ministro Tony Blair, obbligano allo “shoot to kill”, sparare per uccidere. Di conseguenza in quei trenta minuti ed in quella “identificazione positiva”, de Menezes fu processato, condannato a morte e giustiziato senza appello.
    I documenti rivelati da ITV confermano e arricchiscono la testimonianza di Wells. De Menezes non portava nessun giubbotto vistoso, arrivò all’appuntamento con la morte camminando normalmente e scese al treno lentamente con la scala mobile. Come milioni di utenti della metropolitana accelerò solo in prossimità del treno in arrivo avendo adocchiato un posto libero. Nel rapporto si legge la testimonianza di un sorvegliante del metro che interviene contemporaneamente al gruppo del CO19. Ci sono grida, tra le quali la parola “polizia”. De Menezes si alza dal suo posto e il vigilante stesso lo spinge e gli immobilizza le braccia dietro le spalle quando la prima pallottola passa a pochi centimetri dall’orecchio sinistro del vigilante stesso. Il cittadino brasiliano continua ad essere colpito quando è già sul pavimento. Mentre Tony Blair annuncia la “riduzione dei diritti umani”, la polizia rifiuta ogni commento sulle rivelazioni della ITV.

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