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    Iraq: solidarietà con i volontari del "Christian peacemaker team" rapiti a Baghdad

    Non aggiungiamo l'indifferenza alla violenza: impegnamoci tutti per i nostri
    amici dei "Christian Peacemeaker Teams" e per la fine dell'occupazione
    dell'Iraq
    4 dicembre 2005 - operazione Colomba


    Il 28 novembre scorso Tom, James, Norman e Harmeet, volontari
    dell'associazione nonviolenta "Christian Peacemaker Team", sono stati rapiti
    da un gruppo armato iracheno che ha minacciato di ucciderli se entro l'8
    dicembre non verranno rilasciati i prigionieri iracheni.
    Da piu' di un anno nei Territori occupati palestinesi i volontari di
    Operazione Colomba e dei Christian Peacemeaker Teams accompagnano assieme i
    pastori e i contadini di At Tuwani ed i loro bambini per proteggerli dalle
    violenze di alcuni coloni estremisti. Il 29 settembre del 2004 durante un
    accompagnamento nonviolento dei bambini di Tuba, Chris e Kim, due nostri
    amici dei Christian Peacemeaker Teams, sono stati picchiati da coloni
    dell'outpost di Havat Maon. Il 9 ottobre del 2004 Adriano di Operazione
    Colomba, e Diane dei Christian Peacemeaker Teams, sono stati aggreditti e
    picchiati dagli stessi coloni. Il 16 febbraio di quest'anno, accompagnando i
    pastori, Johannes, Monica e Piergiorgio di Operazione Colomba e Diana e
    Sally dei Christian Peacemeaker Teams sono stati aggrediti dai coloni,
    minacciati e picchiati.
    Prima di andare in Iraq, Tom e' stato con noi ad At-Tuwani nel gennaio di
    quest'anno. Assieme a noi ha scortato i bambini a scuola e i pastori al
    lavoro, assieme a noi ha mangiato, scherzato, camminato. James doveva
    arrivare in questi giorni per darci una mano.

    I quattro sequestrati sono nostri amici, sono nostri fratelli, sono noi
    stessi.
    Sono noi alle manifestazioni nonviolente contro il Muro in Palestina, sono
    noi che accompagniamo i bambini a scuola, sono noi che lavoriamo a fianco di
    palestinesi e israeliani per un pace giusta in questa terra. E noi siamo
    loro sotto sequestro e minaccia di morte in Iraq, siamo loro nel lavoro di
    denuncia delle violazioni dei diritti umani e nella condivisione della
    quotidianita' della popolazione irachena oppressa dalla guerra e
    dall'occupazione. Siamo loro nel contestare una guerra voluta per tutelare
    gli interessi di pochi, decisa contro il parere della maggioranza dei
    cittadini, tenuta in piedi da un sistema di bugie e silenzi che scava solchi
    fra culture e popoli.
    Loro sono noi, noi siamo loro, insieme crediamo nella presenza nonviolenta
    delle persone semplici in zona di guerra, crediamo che alla guerra ci sia
    sempre un'alternativa, crediamo che come cristiani siamo chiamati a spendere
    il nostro tempo e, se necessario, la nostra vita, per aprire strade di
    dialogo e abbattere le ingiustizie e le bugie che le tengono in piedi.
    Chiediamo a tutti gli esseri umani di buona volonta', a coloro che hanno
    sete di giustizia, a coloro che sono contro l'occupazione dell'Iraq, di
    mobilitarsi.
    Noi, cittadini del mondo e della pace possibile, noi che crediamo nella
    condivisione della vita con le persone semplici vittime delle guerre e delle
    ingiustizie, chiediamo a tutti i cittadini italiani ed europei di scendere
    in strada, manifestare davanti alle ambasciate, vegliare, accendere candele,
    rimettere fuori la bandiera della pace, prendere posizione pubblica e
    chiedere a qualcuno che conosciamo di farlo, di fare qualsiasi cosa in
    nostro potere per la liberazione dei nostri fratelli sequestrati e per la
    fine dell'occupazione anche italiana dell'Iraq.
    In attesa di sapere dal coordinamento italiano il giorno e l'ora
    dell'iniziativa nazionale vi chiediamo di informare delle iniziative locali
    Lisa Clark (Beati i Costruttori di Pace), tel. 3483323254, e-mail:
    lisa.clark@libero.it

    Concludiamo con le parole dei nostri fratelli dei Christian Peacemeaker
    Teams: "Siamo molto preoccupati per i nostri amici: sono in Iraq unicamente
    per la pace, si oppongono all'occupazione".

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