Disarmo

RSS logo

Mailing-list Disarmo

< Altre opzioni e info >

Aiuta PeaceLink

Sostieni la telematica per la pace:
  • donazione online con PayPal
    Paypal
  • donazione ONLINE con carta di credito
  • c.c.p. 13403746 intestato ad Associazione PeaceLink, C.P. 2009 - 74100 Taranto (TA)
  • conto corrente bancario n. 115458 c/o Banca Popolare Etica, intestato ad Associazione PeaceLink (IBAN: IT05 B050 1802 4000 0000 0115 458)
Motore di ricerca in

Lista Disarmo

...

Articoli correlati

  • Le torri della diossina

    Le torri della diossina

    Una miniera d'oro nella terra della camorra. Il 23 gennaio, alla presenza di Berlusconi, verrà inaugurato il termovalorizzatore di Acerra. Sarà l'impianto più grande d'Europa, costruito però con tecnologia superata. Un motivo di preoccupazione in più per gli abitanti del centro campano: «L'avvio dei forni - dicono - sarà l'inizio di una strage silenziosa»
    16 gennaio 2009 - Francesca Pilla
  • L’utopia della raccolta differenziata
    Dalla Campania l’emergenza rifiuti rischia di travolgere l’Italia

    L’utopia della raccolta differenziata

    La Campania è in uno stato di emergenza, ma non si tratta di un’emergenza d’oggi. E il resto del paese deve darsi da fare se non vuol esser travolto da una montagna di spazzatura che continua a crescere
    9 aprile 2008 - Giacomo Alessandroni
  • La Sinistra, l’Arcobaleno e il caso Pecoraro Scanio

    La Sinistra, l’Arcobaleno e il caso Pecoraro Scanio

    Le cronache elettorali della regione Campania riportano con insistenza la scelta, da parte della Sinistra Arcobaleno, di candidati in grado di tamponare l’emorragia di voti che avrebbe causato l'inserimento nelle liste dell’impresentabile Pecoraro Scanio.
    9 aprile 2008 - Vittorio Moccia
  • Se lo Stato nega l’evidenza
    Ragioni del “non voto”

    Se lo Stato nega l’evidenza

    Gennaro Esposito, Bruna Gambardella e Gennaro Allocca hanno deciso di non votare e hanno inviato le loro schede elettorali al Presidente della Repubblica. Ma oggi, alle 3 schede partite da Nola, se ne aggiungono 600 già pronte a decollare da Marigliano. Anche da Prato e da altre parti d’Italia sono partite iniziative analoghe.
    7 aprile 2008 - Serena Romano
PeaceLink ha contato ventisette sottomarini già transitati nel Golfo tra il 1961 e il 2000

Porto nucleare, i pacifisti dalla sindaca

Chiesta la pubblicazione del piano di emergenza per Napoli
4 aprile 2007 - Luca Marconi
Fonte: Corriere del Mezzogiorno, Mercoledì 4 Aprile 2007

Napoli- Secondo PeaceLink, che ha spulciato i siti web (accessibili) delle Marine Militari, dal 1961 al 2000, nel porto di Napoli sono transitati almeno 27 sottomarini a propulsione nucleare e 3 nel Tirreno, dei quali 10 dopo la caduta del muro di Berlino (1989).
Ma si tratta di "un elenco incompleto e fermo al 2000 e la ragionevolezza, supportata da notizie raccolte da fonti di fario tipo (sub ai quali è stato bloccato l'accesso a zone a largo del Golfo, portuali, militari anonimi) lascia intendere che il traffico di sottomarini in transito continui con la regolarità richiesta dai noti eventi bellici di questi anni", dice Vittorio Moccia, autore per PeaceLink con Alex Zanitelli, Mani Tese e Rete Lilliput (raccolte nel Comitato per la Pace e la Smilitarizzazione della Campania) del dossier "Allarme Napoli" sui porti nulceari e rischi connessi all'ospitalità dei sottomarini a propulsione atomica. Non si tratta di antiamericanismo, precisa Moccia, ma di salute.
Prima il Comitato per la Pace al prefetto Profili, poi il parlamentare comunista Peppe De Cristofaro con una interpellanza al ministro della Difesa hanno chiesto la pubblicazione dei piani di prevenzione dei rischi e d'azione nel caso di emergenza radiologica, la cui diffusione è garantita da disposizioni comunitarie.
Il 20 marzo scorso il sottosegretario alla Difesa Forcieri ha risposto in parlamento confermando il transito di navi e sottomarini nucleari nel porto di Napoli e aggiungendo, anzi, che in caso di avaria di un sottomarino nucleare il soccorso, previa autorizzazione della prefettura, si appoggia al molo San Vincenzo, al Beverello. Concludendo poi che dei piani di emergenza e di informazione della popolazione sono pronti e a disposizione del prefetto e del sindaco, al quale è demandato il compito di divulgare le notizie utili alla cittadinanza.
Quindi ieri mattina il Comitato per la Pace non è tornato in prefettura, ma ha consegnato una lettera alla segretaria del sindaco, a Palazzo San Giacomo, con la quale si chiede al primo cittadino di informare la città ai sensi del Dl 230 del 17/3/95 sull'attuazione delle direttive Euratom per l'informazione della popolazione sui provvedimenti di protezione sanitaria applicabili e sul comportamento da adottare i caso di emergenze da radiazioni ionizzanti. Direttive che prevedono, da parte delle preefetture, l'obbligo di informare le popolazioni interessate, senza che le stesse ne debbano fare richiesta, sulle misure di prevenzione e di emergenza contro il rischio nucleare. Nessun alibi, insomma, dopo che il sottosegretario Forcieri nel rispondere all'interpellanza ha fatto riferimento al piano "approvato dalla prefettura il 14 luglio 2006" e "trasmesso il 22 agosto al Comune". I "cittadini interessati" sono napoletani e stabiesi. La stessa richiesta al sindaco è stata formulata qualche giorno fa in consiglio comunale dal presidente della Commissione Legalità, Sandro Fucito (Prc). D'alro canto in America nei porti civili queste navi non possono entare. E contro l'Italia la comunità europea ha già avviato una procedura di infrazione per la mancata pubblicazione dei piani di emergenza degli 11 porti atomici elencati in una "black list" della Nato.

Note:

http://italy.peacelink.org/disarmo/articles/box_142.html

PeaceLink C.P. 2009 - 74100 Taranto (Italy) - CCP 13403746 - Informativa sulla Privacy