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Ratifica USA del nuovo START II e difesa antimissile

24 dicembre 2010 - Rossana De Simone

Il Senato americano ha ratificato mercoledì 22 dicembre 2010 il trattato START II (trattato per la riduzione delle armi nucleari) firmato lo scorso aprile a Praga da Barack Obama e Dmitry Medvedev con 71 voti favorevoli e 26 contrari.
http://www.nti.org/c_press/Statement_Nunn_New_START_Ratificationon_122210.pdf

"Questo è l’accordo più significativo sul controllo degli armamenti in quasi due decenni" ha detto Obama dopo il voto del Senato. "Ci renderà più sicuri".
Il trattato START stabilisce per ciascuna potenza un massimo di 1.550 testate nucleari strategiche (si ha un taglio di circa il 30 per cento rispetto al trattato di Mosca del 2002) e fissa un limite a 800 fra bombardieri strategici, missili balistici intercontinentali e sottomarini.
Le forze nucleari statunitensi continueranno ad essere basate sulla triade missili intercontinentali balistici a terra (ICBM) e missili lanciati da sottomarini (SLBM) e bombardieri strategici.
Il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov ha accolto favorevolmente l'iniziativa ma ha detto che Mosca ha bisogno di tempo per "studiare" i documenti degli Stati Uniti prima di sottoscriverlo, notando che il testo è stato modificato dal suo progetto iniziale.
Una volta ratificato anche dalla Duma russa, il Trattato avrà la durata di dieci anni e potrà essere esteso per un massimo di cinque anni.

Il nuovo START costituisce un altro importante elemento a sostegno dell’espansione della cooperazione bilaterale su una vasta gamma di questioni. Contiene definizioni e regole di conteggio che aiutano le parti a calcolare il numero di testate, prevede dettagliate e regolari ispezioni in loco degli arsenali in grado di assicurare il rispetto e l'attuazione degli aspetti tecnici, e fornisce una base per avviare nuovi colloqui con la Russia sulla riduzione delle armi nucleari tattiche in Europa.

L'accordo non si limiterebbe dunque ad affrontare i pericoli derivati dall’invecchiamento delle testate nucleari, ma diverrebbe uno strumento fondamentale per combattere le minacce di questa nuova era nucleare. Oltre ai cinque paesi aderenti al trattato (Cina, Francia, Russia, Regno Unito, Stati Uniti) vi sono paesi come Iran, Corea del Nord, Israele, Pakistan e India che non lo hanno sottoscritto ma che hanno, o intendono acquisire, l’arma nucleare.
http://www.fcnl.org/issues/persp8_nuclear_map.htm

Sebbene l’approvazione definitiva del trattato sia stata vista come una vittoria importante del presidente Barack Obama in politica estera, i leader del Partito repubblicano sono riusciti a strappare non solo la garanzia che il trattato non inibisca i piani Usa per la costruzione di nuovi sistemi di difesa missilistica, ma 85 miliardi di dollari per ammodernare l'arsenale nucleare americano. Il senatore repubblicano Lamar Alexander ha detto chiaramente di aver votato a favore perchè il trattato “lascia il nostro paese con abbastanza testate nucleari per far esplodere qualsiasi malintenzionato e perché il presidente si impegna a spendere 85 miliardi dollari in dieci anni per
modernizzare il complesso nucleare degli Stati Uniti”.
http://alexander.senate.gov/public/index.cfm?p=PressReleases&ContentRecord_id=b8babb1b-7f7a-44d1-bf00-63f31e672761

“Riconosco che l'ammodernamento nucleare richiede investimenti di lungo termine e la mia amministrazione intende portare avanti i programmi per tutto il tempo che io sarò presidente" ha detto Obama.
Budget National Nuclear Security Administration
http://nnsa.energy.gov/aboutus/budget

Stando a queste premesse non si capisce come il presidente possa sperare di riuscire ad ottenere anche la ratifica del Comprehensive Nuclear Test 1996 (CTBT) che vieta di condurre a livello globale esperimenti nucleari, e che sarebbe un ulteriore passo in avanti verso il disarmo totale delle potenze nucleari. Il CTBT dovrebbe vietare ulteriori test nucleari che possano migliorare le capacità nucleari di altri paesi.
http://www.ctbto.org/nuclear-testing/

Se il traguardo di un parziale disarmo è stato raggiunto, la nuova sfida è la difesa antimissile, molto più complicata e controversa di quella delle riduzioni dello START.
A differenza dello START di Mosca e Washington non hanno ancora preso fondamentali decisioni politiche in materia di difesa missilistica. In occasione del vertice NATO-Russia di Lisbona Medvedev aveva proposto ai partner della Nato la creazione di una "difesa missilistica settoriale", ma il significato di questa proposta non è ancora noto.
Bisogna ricordare che la cooperazione in materia di difesa missilistica non è come il controllo delle armi quindi non è una politica di garanzie a fronte di un potenziale avversario, ma un vero e proprio passaggio di partnership strategico-militare.

Gli Stati Uniti spendono circa $ 10 miliardi all’anno sui programmi di difesa anti-missile apparentemente per proteggersi da parte dell'Iran, ma il sistema di difesa non funziona.
Secondo il Government Accountability Office, Obama ha impegnato il Dipartimento della Difesa con un calendario difficile da soddisfare basato su test e su di un progressivo sviluppo tecnologico.
Tra le altre obiezioni i critici dicono che i sistemi di sensori non possono distinguere tra richiami e obiettivi reali. L’ultima relazione del GAO è stata pubblicata cinque giorni dopo che un intercettore progettato per distruggere i missili balistici in volo, ha mancato il suo obiettivo sopra l'Oceano Pacifico. E 'stato settimo fallimento di15 prove dal 1999.
Come nelle precedenti relazioni il GAO ha sollevato preoccupazioni circa l'approccio del Pentagono di produrre, acquisire e distribuire componenti del sistema di difesa missilistica prima che siano stati oggetto di sviluppo e di prova sufficienti.
Il sistema di difesa missilistica che il presidente prevede di distribuire in Europa a partire dal prossimo anno potrebbe non funzionare correttamente, e non affronta il problema del superamento dei costi significativi. L'amministrazione Obama nel settembre 2009 ha rottamato il piano precedente dell’amministrazione Bush per collocare un sofisticato radar di tracciamento alla Repubblica Ceca e 10 intercettori in Polonia in grado di difendere gli Stati Uniti e l’Europa contro l'attacco di missili balistici da parte dell'Iran.
L'amministrazione ha presentato un proprio piano, noto come approccio “Phased Adaptive” europeo nel mese di febbraio.
L'EPAA coinvolge progressivamente l’Europa con ciò che il Pentagono ha raffigurato come una tecnologia collaudata da distribuire tra mare e terra attraverso lo stazionamento di navi da guerra fuori d'Europa equipaggiate con la versione attuale della SM-3 e radar Aegis, nonché la posizione di un radar di monitoraggio trasportabile in Europa meridionale.
Il GAO ha constatato che il Pentagono ha omesso di attuare un sistema di gestione per la EPAA che sincronizza le acquisizioni dei diversi elementi del sistema e garantisce la trasparenza e la responsabilità.
La visibilità limitata sui costi e pianificazione per EPAA e la mancanza di alcuni processi chiave di gestione di acquisizione, potrebbe portare alla produzione di elementi di sistema prima di essere adeguatamente provati, all’aumenti dei costi, ritardi e incertezze sulle funzionalità.
Nei commenti inclusi nel rapporto il Pentagono ha contestato il metodo utilizzato dal GAO per valutare la EPAA dicendo che la relazione "ritrae impropriamente i piani di acquisizione del dipartimento."

Missile Defense: European Phased Adaptive Approach Acquisitions Face
Synchronization, Transparency, and Accountability Challenges
http://www.gao.gov/new.items/d11179r.pdf

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