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Green jobs

22 ottobre 2016

Alcuni lavori verdi riguardano quei graduali cambiamenti che portano allo sviluppo di nuove professionalità:installatori di pannelli fotovoltaici, venditori e agenti di tecnologie low emission, esperti di efficienza, responsabili di parchi eolici. D’altro canto, molti lavori tradizionali – elettricisti, ingegneri, architetti – possono convertirsi puntando alla sostenibilità ambientale.
È l’Unep, il programma Onu per l’ambiente, a dimostrare in un rapporto del 2009 (Green jobs: towards decent work in a sustainable, low-carbon world) le potenzialità dell’intero comparto: il mercato mondiale dei prodotti e dei servizi ambientali, entro il 2020, è destinato a raddoppiare, passando da 1.370 a 2.740 miliardi di dollari l’anno. E i green jobs, secondo il pool di economisti che ha redatto il dossier, seguiranno un andamento analogo: nel solo settore delle fonti rinnovabili si contano oggi 2,3 milioni posti di lavoro, le proiezioni indicano che entro il 2030 verrà superata quota 20 milioni. La metà dell’indotto complessivo riguarderà efficienza energetica, trasporto sostenibile, approvvigionamento idrico, servizi igienici e gestione dei rifiuti.
In Italia, secondo i recenti dati diffusi dall’Istituto per la formazione dei lavoratori (Isfol), il numero di addetti dell’ambito "verde" è cresciuto del 41% in 14 anni: nel 1993 erano 263.900, nel 2006 372.000. Numeri che non tengono conto degli oltre centomila impiegati nel settore dell’agricoltura biologico e degli ottantamila lavoratori, diretti e indiretti, di Parchi e Aree protette.

Fonte: Legambiente

 

Al Documento UNEP sui green jobs - titolato "Green jobs: towards decent work in a sustainable, low-carbon world" - sono collegati altri documenti in lingua inglese di approfondimento che entrano nei dettagli circa la tipologia dei "lavori verdi". 

Green jobs Facts and Figures è una scheda di due pagine che riassume il punto di vista dell'ILO (Organizzazione Internazionale del Lavoro, agenzia delle Nazioni Unite).

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