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Programma politico per le Elezioni comunali 2007 - Ambiente

Piano comunale per la riduzione dei rifiuti e la raccolta differenziata

2 aprile 2007 - Matteo Della Torre (Casa per la nonviolenza, associazione di ispirazione gandhiana.)

(Il testo completo, corredato di fotografie a colori in versione PDF, è presente in allegato).

Campagna di comunicazione su riduzione e riutilizzo

Discarica controllata con ruspa

In Italia il consumo pro capite di rifiuti è di 492 kg/anno, pari a 1,347 kg/giorno. I dati relativi ai rifiuti ci dicono che la loro produzione è in continua crescita. Il 74% dei rifiuti finisce ancora in discarica.
Le colossali buche nel terreno impermeabilizzate con cemento e plastica, chiamate discariche controllate, dopo pochi anni si saturano debordando in montagne di rifiuti. Dentro queste montagne ci sono migliaia di tonnellate di oggetti a ciclo di vita cortissimo: bottiglie di vetro, bottiglie, flaconi e vaschette di plastica, barattoli, imballaggi, rifiuti organici, carta e cartone, cassette per la frutta, sacchetti di cellophane, ecc. In Italia il problema dello smaltimento dei rifiuti ci vede fronteggiare uno stato di continua emergenza.
Il pesante impatto ambientale dei consumi familiari fa sorgere pressanti interrogativi sulla sostenibilità ecologica delle abitudini di consumo. Una famiglia italiana di quattro persone produce ogni anno 2.080 chilogrammi di rifiuti. L'obiettivo di una decisa inversione di tendenza verso la riduzione dei rifiuti e dei consumi energetici pro capite/anno, nel prossimo futuro, non sarà più giudicato un pio desiderio ecologista, ma si imporrà come necessità urgente perché l'umanità abbia un futuro sul pianeta Terra.
Nelle case degli italiani si utilizzano molti contenitori usa e getta che potrebbero, con un pò di buon senso, essere riutilizzati per molto tempo con il semplice sistema della ricarica o del vuoto a rendere.
Pensiamo a quante bottiglie di detersivo per piatti, pavimenti, bucato (a mano e in lavatrice), bottiglie del latte ed imballi vari vanno a finire in discarica o vengono bruciati negli inceneritori, seguendo la logica della comodità usa e getta.
Una diffusa mentalità pseudo ambientalista magnifica l'importanza delle raccolte differenziate e del riciclaggio ed indirettamente legittima l'uso superfluo di prodotti usa e getta, concepiti già alla fonte come rifiuti. Tanto poi qualcuno li riciclerà. Forse.
Ma raccolta differenziata e riciclaggio stentano a decollare ed oggi interessano solo il 15% dei rifiuti prodotti dagli italiani, mentre il 72,2% finisce in discarica, il 9,4% negli inceneritori e il 3,4 % compostato. Con la lodevole eccezione di quei 600 comuni italiani con una raccolta differenziata che supera il 35% e di quelle rare municipalità che addirittura arrivano al 75-85%.
Per ridurre i rifiuti l'unica via è l'eliminazione dell'usa e getta in favore del riutilizzo e della gestione ciclica delle risorse, acquistando prodotti sfusi o con imballaggio essenziale, riparando gli oggetti invece di sostituirli, preferendo il vetro alla plastica, consumando meno inutilità. Al vertice della politica dell'usa e getta e della plastica ci sono gli inquinantissimi inceneritori, che disperdono diossina, PCB, furari, ceneri con metalli pesanti ed il micidiale nanoparticolato. Non ci meraviglierebbe se tra qualche anno anche nel nostro Bacino "ecologico" sorgesse un inceneritore (denominato eufemisticamente dalla CEE "termodistruttore"). Prevenire con la drastica riduzione dell'usa e getta è meglio che illudersi di curare con gli inceneritori.
Discarica abusiva di San Ferdinando di Puglia L'assurdo economico/ambientale dell'usa e getta, discariche ed inceneritori va ribaltato intervenendo a monte sul gran numero di imballaggi e contenitori di plastica che il sistema distributivo produce e che finisce nei cassonetti dei rifiuti, e a valle sulle abitudini di consumo degli italiani.
Una civiltà attenta, sensibile e determinata alla tutela dell'ambiente in cui vive dovrebbe fare attenzione all'intero ciclo di vita di un prodotto e considerare la raccolta differenziata e il riciclaggio come l'extrema ratio.
Un argine alla produzione esponenziale dei rifiuti, allo smaltimento in discarica o alla termodistruzione con gli inceneritori ed una via di soluzione all'emergenza rifiuti sono collegati a quattro scelte politiche da concretizzare a livello di produzione, distribuzione e consumo: SOBRIETA', RIDUZIONE, CONSUMO CRITICO, RIUTILIZZO. Abbiamo altrove già diffusamente trattato della SOBRIETA' e del CONSUMO CRITICO. Analizziamo ora le altre due.

RIDUZIONE?
Non comprare rifiuti è la modalità più diretta alla loro riduzione. Sono tante le occasioni per produrre meno rifiuti che una famiglia ha quando fa la spesa: evitare gli imballaggi inutili, preferire carne, salumi o formaggi da banco, frutta a peso o prodotti sfusi (legumi, cereali....) al posto di quelli già confezionati in "comodi" (sic!) vassoi di polistirolo e cellophane. Utilizzare capienti borse di tela o di juta al posto delle buste di plastica, ecc...

RIUTILIZZO: Detersivi alla spina

I contenitori in plastica o in vetro per alimenti o detersivi, ad esempio, possono essere riutilizzati a lungo prima di diventare rifiuti.?L'idea è di una semplicità disarmante: il cliente acquista un flacone, ad es., di detersivo per i piatti, e quando lo esaurisce torna nel negozio, supermercato o bottega del commercio equo e solidale e se lo fa ricaricare dagli appositi erogatori di detersivo alla spina.?Ma, come affermato più volte, i progetti semplici sono i più difficili da realizzare e la richiesta "Scusi, me la ricarica?" risuona ancora alle orecchie del mercante piccolo/medio/iper come una bestemmia.?Nel nostro paese si può fare qualcosa. In un paese come il nostro, in cui i giovani emigrano per cercare lavoro, si possono creare nuove opportunità di eco-lavoro. Creare una cooperativa sociale di giovani munita di furgone con impianto di erogazione di detersivo alla spina, un sistema interamente computerizzato.

Bottiglie col vuoto a rendere
L'uso di bottiglie per il latte, per l'acqua, per il vino e per le bibite col sistema del vuoto a rendere è la strada più diretta alla prevenzione dei rifiuti attraverso il riutilizzo. Il Bel Paese (si fa per dire) è agli ultimi posti in Europa nella diffusione del vuoto a rendere. E' quanto mai urgente che politici, imprenditori e cittadini facciano i passi necessari per invertire la tendenza. Smettiamola di combattere il vuoto a rendere ed imitiamo i tedeschi. Si introduca, come accade in molti paesi europei, la cauzione sulle bottiglie vuote. L'unica cosa "da perdere" è il vuoto a perdere. Non ne sentiremo la mancanza.
Autoproduzione, riduzione dei rifiuti e riutilizzo: è l'inizio di una rivoluzione della semplicità e del buonsenso che, alla lunga, può portare alla scomparsa di contenitori in tetrapack e bottiglie di plastica monouso ed altri imballaggi usa e getta. Crediamoci.

Riduzione dei rifiuti

Sappiamo che alla collettività lo smaltimento di un chilo di rifiuti costa 85 delle vecchie lire. San Ferdinando conferisce ogni anno in discarica 5.946.520 kg di rifiuti indifferenziati. Facendo un rapido calcolo si comprende quanto costa alla collettività lo smaltimento dei rifiuti. Trasformare i rifiuti da problema in risorsa dipende dalla volontà, dalla competenza e dall’intelligenza di tutti noi.

Progetto “Riducimballi” e Negozi “Leggeri”

Uno dei provvedimenti più efficaci per ridurre la quantità di rifiuti prodotti consiste nel “rivoluzionare il sistema distributivo eliminando gli imballaggi”. Occorre “intervenire” sul grande numero dei contenitori di plastica che finiscono nei cassonetti dei rifiuti e nelle discariche mettendo in luce il paradosso economico ed ambientale legato all’usa e getta e ripensando la logistica. Il progetto è molto semplice: al primo acquisto il cittadino compera le bottiglie di detergente piene e una volta esaurito il contenuto provvede alla ricarica tramite: 1) il passaggio casa per casa di un furgone erogatore di detersivi alla spina; 2) l’inserimento nei negozi, nelle botteghe del commercio equo e nei minimarket ... dei distributori erogatori.
Il nostro comune potrebbe realizzare questo progetto per le forniture di detergenti alla spina per il Municipio, la biblioteca, il centro sociale, le scuole, le palestre...

Per informazioni: Allegrini, azienda di Grassobbio (Bergamo) specializzata nella produzione di detersivi ecologici alla spina e fornitrice dei detergenti del progetto “Negozi Leggeri”. Tel. 035/4242111 - www.allegrini.com

Mense scolastiche leggere

San Ferdinando può divenire, a piccoli passi, un Comune leggero. Come accade da quindici anni nel Comune di Collegno, le mense scolastiche possono eliminare l’uso di piatti e bicchieri di plastica per usare piatti di ceramica, bicchieri di vetro e posate d’acciaio, oppure stoviglie monouso in Mater-bi, come avviene in tutte le mense pubbliche delle città marchigiane.

Finanziamento acquisto pannolini di stoffa per bambini

Un bambino, nei primi tre anni di vita, consuma circa 5.000 pannolini. Ogni singolo bambino (o meglio i suoi genitori) con i 4500-5000 cambi necessari fino ai tre anni, produce una tonnellata di rifiuti non riciclabili. Ogni giorno in Italia si usano almeno 6 milioni di pannolini usa e getta. In un anno, quindi, 2 miliardi e 190 milioni. I pannolini usa e getta sono altamente inquinanti e difficilmente smaltibili: serviranno 500 anni per la loro decomposizione nelle discariche, dove spesso vengono bruciati, producendo migliaia di litri di gas contenenti la velenosa diossina. Non meno importante è la questione del prezzo dei pannolini usa e getta. Tre anni di pannolini, con la previsione di 6 cambi al giorno, costano ad una famiglia circa 1.259 euro. Un set di pannolini di stoffa lavabili, i cosiddetti ciripà, ha un costo di circa 400 euro. Un risparmio di 859 euro in tre anni per una famiglia è una cifra non da poco.
Il nostro Comune, per ridurre la quantità di rifiuti pro capite conferiti in discarica, intraprenda la politica intelligente varata dai comuni di Tezze sul Brenta (MI), di Rosà (VI) e di Torre Boldone, che promuovono ed incentivano economicamente l’utilizzo di pannolini di stoffa. I comuni hanno distribuito un pieghevole alle famiglie con tutte le informazioni mediche, ecologiche ed economiche per convincere i genitori a compiere questa scelta così importante per la salute dei bambini e per l’ambiente. Il Comune di Rosà copre il 60% delle spese di acquisto del set pannolini di stoffa, il Comune di Tezze sul Brenta ne finanzia l’acquisto con 300 euro, mentre il Comune di Torre Boldone ha distribuito gratuitamente 140 set di pannolini di stoffa alle famiglie.

Borse per la spesa di juta donate ai cittadini dal Comune

Il cittadino che utilizza per la spesa borse di juta o di stoffa, al posto degli shoppers di plastica, riduce i rifiuti. Trovare borse di juta o di stoffa non è semplice. Il Comune può sopperire al problema regalando due borse di juta per la spesa ad ogni famiglia.

Obiettivo 80% di raccolta differenziata

La raccolta differenziata porta a porta

Basta andare (noi l’abbiamo fatto più volte) a vedere cosa c’è in una discarica, perché monti il disgusto e la rabbia per la stupidità umana. Abbiamo in orrore gli inceneritori. Allora che fare?
L’unica via di uscita da discariche ed inceneritori, oltre alla riduzione dei rifiuti alla fonte e il riutilizzo, è la RACCOLTA DIFFERENZIATA PORTA A PORTA.
L’attuale sistema di raccolta differenziata con i cassonetti stradali non permette di superare la percentuale del 35%, mentre la media italiana è del 15%. A San Ferdinando la percentuale di raccolta differenziata è del 3%. La raccolta porta a porta permette di raggiungere percentuali di raccolta differenziata molto elevate, fino all’85%.
Prendiamo esempio dal Comune di Montebelluna (TV) e Maserada sul Piave. Con l’introduzione della raccolta porta a porta, il Comune è riuscito a far crescere la raccolta differenziata portandola dal 49% del 2002 all’85% del 2004: una percentuale da noi inimmaginabile. La produzione procapite dei rifiuti è calata da 280 kg (2002) a 100 kg. (2004). Ciò si è tradotto in 5 mila tonnellate in meno conferite in un anno in discarica, e - nonostante un maggior costo della raccolta porta a porta rispetto alla differenziata tradizionale con le campane - in un risparmio per il Comune di circa 472 mila euro. I cittadini di Montebelluna, con la raccolta porta a porta, hanno visto diminuire le bollette per i Rifiuti Solidi Urbani (RSU) del 30%. Niente male! Altri comuni italiani hanno seguito l’esempio di Montebelluna: Reggio Emilia, Colorno, Sarzano (VE), Asti, San Paolo di Piave (TV), Volpiano (TO). In questi paesi i cittadini hanno dimostrato di gradire la raccolta differenziata porta a porta in una percentuale che oscilla tra l’85% e il 72%.

La raccolta differenziata porta a porta va affiancata al Trattamento Meccanico Biologico a freddo senza combustione dei rifiuti non riciclabili. Una politica dei rifiuti con queste caratteristiche renderebbe inutile il ricorso all’incenerimento. Il Trattamento Meccanico Biologico a freddo ha costi di realizzazione decisamente inferiori rispetto agli inceneritori ed un impatto ambientale minimo.

Delibera del Consiglio Comunale di protesta contro i contributi Cip6

Se c’è un forte interesse a costruire gli inceneritori è dovuto al DL 387/2003, che permette il finanziamento delle cosiddette Energie assimilate dal 1992 con sovvenzioni da 30 miliardi di euro. L’energia elettrica prodotta dagli inceneritori con la combustione di rifiuti non biodegradabili è equiparata all’energia rinnovabile prodotta dai sistemi eolici, fotovoltaici e termici. I cittadini italiani credono di finanziare con una maggiorazione del 7% sulla bolletta ENEL (voce A3) le energie rinnovabili ed invece finanziano gli inceneritori.
Il Consiglio Comunale, con una delibera specifica, elevi una vibrante protesta contro questa truffa ai danni dei cittadini e dell’ambiente e chieda con forza - in linea con il pensiero dell’Unione Europea, che ha aperto un procedimento di infrazione contro l’Italia, e con la Campagna di Greenpeace contro i sussidi agli inceneritori - che sia emendato il DL 387/2003 che assimila ad energia rinnovabile quella ricavata dalla combustione di ogni tipo di rifiuto e che siano aboliti i contributi pubblici Cip6.

www.uomoplanetario.org

Note:

- Per una città fuori dal "comune" - Introduzione: http://italy.peacelink.org/pace/articles/art_21111.html
- Piano comunale per il risparmio energetico: http://italy.peacelink.org/pace/articles/art_21121.html
- Piano comunale per la riduzione dei rifiuti e la raccolta differenziata:
http://italy.peacelink.org/pace/articles/art_21122.html
- Acquisti verdi della Pubblica amministrazione: http://italy.peacelink.org/pace/articles/art_21123.html
- Piano comunale per promuovere la mobilità dolce: http://italy.peacelink.org/pace/articles/art_21124.html
- Una nuova educazione permanente: http://italy.peacelink.org/pace/articles/art_21139.html
- Economia/Bilancio: http://italy.peacelink.org/pace/articles/art_21175.html
- Pace/Partecipazione/Futuro: http://italy.peacelink.org/pace/articles/art_21177.html

Note sull'autore: http://db.peacelink.org/tools/author.php?l=sarvodaya
Note sulla Casa per la nonviolenza: http://db.peacelink.org/associaz/scheda.php?id=1155
www.uomoplanetario.org

Allegati

  • Piano comunale per la riduzione dei rifiuti e la raccolta differenziata - Programma politico per le Elezioni comunali 2007
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