Argentina: Scilingo è stato condannato in Spagna per un reato di lesa umanità
La sentenza lunga 209 pagine è stata letta in aula lo scorso martedì 19 Aprile dal magistrato Jose Ricardo de Prada ed oltre all'imputato hanno ascoltato decine di familiari di desaparecidos dell'ultima dittatura argentina ed esponenti di organizzazioni di difesa dei diritti umani che lottano contro l'impunità. ( 1 ) La Corte spagnola ha accreditato che Scilingo partecipò personalmente a due dei "voli della morte" organizzati dall'ESMA. Il primo fu compiuto nel giugno 1977 con un areo Skyvan della Prefettura Navale argentina. L'equipaggio di cui fece parte Scilingo lanciò in mare nudi 13 prigionieri narcotizzati con pentotal. Il secondo "volo" a cui partecipò Scilingo è dell'agosto 1977. In questa occasione fu utilizzato un aereo Lockheed Electra e furono 17 i desaparecidos lanciati vivi nel del Rio de la Plata, da un'altezza vicina ai quattro mila metri. Scilingo è stato quindi condannato a 21 anni di carcere per ciascuna di queste 30 vittime più altri 10 anni per la detenzione illegale e per il reato di tortura. Di questi complessivi 640 anni dovrebbe scontarne almeno 30 in galera che comprendono i quattro già transcorsi nel carcere di Alcalá Meco - a 30 chilometri da Madrid - dove è rinchiuso dal 2001. Se il verdetto sarà confermato in appello, l'ex militare argentino rimarrà in carcere almeno altri 12 anni, fino a quando compierà 70 anni di età e potrà eventualmente ottenere la scarcerazione. Durante le udienze del processo - che sono cominciate lo scorso 14 Gennaio e si sono concluse il 10 Marzo - hanno dichiarato 42 testi in aula a Madrid e 39 in videoconferenza da Buenos Aires. La corte spagnola ha ritenuto veritiere le prime confessioni di Scilingo e non la sua successiva ritrattazione. Nella sentenza i giudici affermano che quest'ultima "manca della più minima logica e senso comune" e che si tratta di "una spiegazione non solo rocambolesca ma assolutamente ingenua e senza il più minimo senso della realtà". I tre giudici hanno rilevato numerose variazioni e anche contraddizioni nelle dichiarazioni fatte da Scilingo prima e durante il processo e nella sentenza includono più di ottanta pagine di censimento, analisi e confronto dei dati forniti in dichiarazioni e documenti sottoscritti da Scilingo durante gli ultimi quattordici anni, in particolare quelli in sede giudiziaria in Argentina ed in Spagna a partire dall' Ottobre 1997. Hanno inoltre evidenziato gli elementi che dimostrano che quello di Scilingo non è un caso di testimone volontario ingiustamente trasformato in imputato dal giudice Baltasar Garzon. I magistrati non hanno tenuto in considerazione nemmeno l'altro argomento principe della difesa e cioè che Scilingo avesse compiuto ordini ricevuti dai suoi superiori. La corte ha detto in sintesi che l'obbedienza dovuta dai militari non può essere validamente invocata per esimersi dalla responsabilità penale quando si tratta di crimini contro l'umanità. Infine, i giudici non hanno accolto la richiesta di attribuire a Scilingo il delitto di genocidio come richiesto dal P.M. Dolores Delgado e dagli avvocati dell'accusa perchè hanno cosiderato che il delitto di lesa umanità fosse più appropiato ai reati esaminati. Su questo punto c'è perplessità e l'avv. Carlos Slepoy - uno dei legali che ha rappresentato le parti offese - non ha scartato la presentazione di un ricorso in appello. I magistrati non hanno nemmeno accolto l'imputazione di terrorismo, ritenendolo incluso nella definizione di delitto di lesa umanità del Codice Penale spagnolo. I tre magistrati giudicanti hanno considerato che l'imputato non è intervenuto direttamente in altri reati compiuti dal Grupo de Tareas 3.3.2 che operò nell'ESMA - procurandole la sua funesta fama - e che quindi non gli sono attribuibili altre responsabilità specifiche. "Le altre situazioni che si espongono, in relazione con le torture e detenzioni che si realizzarono nell'ESMA durante il tempo di sua permanenza ... fanno parte degli elementi contestuali del delitto di lesa umanità in cui si inscrivono i diversi atti concretamente compiuti dall'accusato". Scilingo è il primo repressore argentino ad essere stato processato in Spagna. Il prossimo sarà Ricardo Miguel Cavallo, anch'egli in carcere a Madrid, dopo essere stato estradato nel giugno 2004 dal Messico, su richiesta del giudice Garzon che l'ha rinviato a giudizio per crimini commessi nell'ESMA. Il terzo potrebbe essere Ricardo Oliveros, un ex agente d'intelligenza arrestato lo scorso 16 Aprile ad Alicante e che sarà interrogato il prossimo giovedì 27 dal giudice Fernando Grande Marlaska ( 2 ) che sostituisce Garzon, attualmente in congedo straordinario e dedicato all'insegnamento nella Facoltà di Giurisprudenza dell'Università di New York. Scilingo è anche il primo processato per simili reati oltre i confini argentini non in contumacia. Infatti, Alfredo Astiz in Francia e Guillermo Suarez Mason, Santiago Riveros ed altri cinque repressori argentini sono stati processati e condannati in Italia in assenza, una modalità non prevista dalla giustizia spagnola. Di desaparecidos dell'ESMA si sentirà parlare anche al Tribunale di Roma nell'udienza preliminare che è stata fissata per il prossimo 25 Maggio nel processo per il sequestro di Angela Aieta, Giovanni Pegoraro e sua figlia Susanna. Infatti, nello scorso novembre il P.M. Francesco Caporale della Procura di Roma aveva chiesto il rinvio a giudizio di sei militari argentini: Emilio Massera, Jorge Acosta, Alfredo Astiz, Antonio Vañek, Héctor Febres e Jorge Vildoza, quest'ultimo lo stesso ufficiale della Marina argentina che fu a capo del comando partito dall'ESMA che eseguì il primo "volo della morte" a cui partecipò Scilingo.
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