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Nicaragua: i lavoratori bananeros denunciano Procuratore dei Diritti Umani

I bananeros hanno perso la pazienza ed hanno deciso di denunciare, presso il Cenidh e presso la stessa Procura per i Diritti Umani, il Procuratore Omar Cabezas per "aver violato i nostri diritti costituzionali, i diritti umani che ci vengono garantiti dalla legge nazionale ed anche i diritti umani garantiti dalla Legge universale.
4 maggio 2005 - Giorgio Trucchi

Sembrano non essere mai stanchi di marciare ed in trecento hanno camminato vari chilometri per raggiungere il Centro Nicaraguense de Derechos Humanos (Cenidh) e poi la Procuraduría para la Defensa de los Derechos Humanos (PDDH).
foto di G. Trucchi


I bananeros hanno perso la pazienza ed hanno deciso di denunciare, presso il Cenidh e presso la stessa Procura per i Diritti Umani, il Procuratore Omar Cabezas per "aver violato i nostri diritti costituzionali, i diritti umani che ci vengono garantiti dalla legge nazionale ed anche i diritti umani garantiti dalla Legge universale. Quando il 2 di marzo siamo entrati a Managua, abbiamo detto che avremmo messo alla prova questa Procura ed abbiamo avuto la prova della sua negligenza. O il Procuratore condanna i funzionari o il popolo lo condannerà e noi siamo i primi a condannarlo. Sappiamo che la Legge 212 (che regola la Procura dei diritti umani n.d.r.) dà mandato alla Asamblea Nacional di poter destituire il Procuratore in caso di negligenza. Sappiamo anche che deputati e procuratore sono la stessa cosa e fanno parte degli stessi partiti e quindi è una situazione distorta. Quello che a noi interessa è che la gente sappia che tipo di funzionari ci sono nella Procura dei diritti umani e che è già in mano ai partiti e non dubitiamo che il procuratore stia toccando con mano i risultati del patto tra liberali e sandinisti.
Abbiamo più volte chiesto di essere ricevuti dalla Direttiva della Asamblea Nacional e dai gruppi parlamentari, ma fino ad oggi ci hanno solo detto di essere troppo occupati.
Di fronte a questa situazione abbiamo da tempo chiesto al Procuratore Omar Cabezas di emettere una risoluzione di condanna per violazione ai diritti umani nei confronti dei deputati, ma fino ad oggi non l'ha fatto ed è per questo che lo consideriamo negligente e quindi lo denunciamo per ledere i nostri diritti.
La legge 212 dice che la risoluzione deve essere emessa entro trenta giorni dalla presentazione della denuncia e qui ne sono passati più di settanta" hanno detto il presidente della Asotraexdan, Victorino Espinales ed altri delegati dei bananeros mentre consegnavano la denuncia al Vice procuratore.
La notizia della denuncia ha avuto molto risalto su tutti i canali di televisione nazionale ed ha messo allo scoperto la sospettosa lentezza della Procura dei Diritti Umani.
Il Vice procuratore, Adolfo Jarquìn, ha difeso l'azione della procura dicendo che "sappiamo benissimo che il vostro caso è un chiaro esempio di violazione ai diritti umani e sta morendo tanta gente. Come Procura ci siamo fatti carico della situazione ed abbiamo più volte sollecitato un incontro con il Presidente della Asamblea, Renè Nuñez, ma ha sempre rinviato e anche oggi non ci ha ricevuti spostando l'incontro a domani (mercoledì). Non possiamo emettere ora una risoluzione di condanna prima di parlare con il Parlamento".

Indipendentemente da come stiano veramente le cose, non può passare inosservato l'assoluto rifiuto da parte dei deputati di ricevere ed ascoltare le richieste dei settori in lotta che stanno per arrivare a 80 giorni da quando sono partiti da Chinandega lo scorso 20 febbraio.
E' ormai chiaro che sotto a questo rifiuto ci sia una linea ben precisa condivisa dalle due principali forze politiche (Frente Sandinista e Partido Liberal) che probabilmente si sono sentite toccate nel vivo, soprattutto il Frente Sandinista, dalle numerose dichiarazioni rilasciate dai bananeros e dalla scalata di toni contro l'insensibilità delle forze politiche del paese. Non è nemmeno da trascurare il fatto che in alcuni dei punti presentati dai bananeros si sono toccati gli interessi di prominenti deputati sandinisti (il caso di Marcelino Garcìa e il 25% del banano) che vengono protetti in modo indiscusso dal proprio partito.
Un altro elemento da non sottovalutare è il fatto che soprattutto il Frente Sandinista ha da sempre appoggiato il settore dei bananeros che fa capo alla Asociación Trabajadores del Campo (ATC), che continuano a mantenere l'appoggio legale dell'attuale ricercato dalla polizia, Walter Gutierrez.
Questo insieme di cose sembra far sì che nemmeno un piccolo spiraglio si sia fino ad ora aperto e le prospettive restano alquanto difficili dato che un buon numero delle richieste dei bananeros devono necessariamente passare attraverso l'approvazione della Asamblea Nacional (approvazione e modifiche di leggi e riforma al Bilancio dello Stato).
In mezzo a tutto questo è difficile pensare che due uomini di partito come il Procuratore Omar Cabezas e il Vice procuratore Adolfo Jarquìn Ortel, non ci pensino molto bene prima di emettere sentenze di condanna per violazione ai diritti umani nei confronti di chi gli ha dato quel posto e quella carica.
I fatti comunque sembrano dar ragione ai settori in lotta che, dopo quasi 80 giorni, non hanno ancora ricevuto una minima risposta da parte della Procura per i Diritti Umani, se non il fatto di aver denunciato il caso Nemagòn durante uno spazio di sette minuti che il Procuratore ha avuto nell'Assemblea dei Diritti Umani della ONU a Ginevra.
Sicuramente, come avvenuto lo scorso anno con il precedente Procuratore, se fosse stato il Presidente della Repubblica ad essere accusato di violazione dei diritti umani, la Procura dei diritti umani non avrebbe tentennato un solo secondo ad emettere una risoluzione di condanna.
A tutta questa situazione c'è anche da aggiungere che dopo ormai due settimane dal suo ritorno, il Procuratore Omar Cabezas non ha ancora fatto sapere nulla all'Associazione Italia-Nicaragua circa la consegna delle due lettere (una per il Presidente della Repubblica e una per il Presidnete della Asamblea Nacional) che gli erano state date in Italia e che si era impegnato a consegnare immediatamente.
A mettere ancora più tensione alla situazione è sopraggiunta l'informazione che il Presidente Bolaños, durante un'intervista, avrebbe detto che la gente del Nemagòn sembra un branco dii pipistrelli per come si sdraiano sulle loro amache appese.
Un'ennesima caduta di stile a cui i bananeros hanno reagito con sdegno.

Tra pochi giorni arriverà l'inverno e con esso le prime piogge che di solito sono torrenziali.
Nella tenda che funge da magazzino hanno già rinforzato il tetto di plastica per evitare che l'acqua danneggi in modo irreparabile gli alimenti immagazzinati e le medicine.
Il morale si vede e si sente ancora alto, ma fino a quando questa gente dovrà vivere in queste condizioni per poter essere ascoltata? E fino a quando resisteranno alle intemperie che tra pochi giorni diventeranno un nemico in più con cui scontrarsi?

I procuratori rispondono


Dopo la denuncia contro il Procuratore dei Diritti Umani, Omar Cabezas, per violazione ai diritti umani delle migliaia di persone ammalate a causa del Nemagòn e degli altri pesticidi, la risposta non si è fatta attendere.
Verso metà pomeriggio dello stesso giorno (martedì 3 maggio), alcuni membri della Procuradurìa de los Derechos Humanos si sono presentati nell'accampamento ed hanno cominciato a distribuire tra la gente copie del comunicato firmato dal Procuratore Cabezas e dal Viceprocuratore Jarquìn.
La cosa che più ha colpito è che non è stata consegnata una copia ufficiale ai rappresentanti degli afectados e che all'interno del comunicato risalti un attacco diretto ed offensivo nei confronti del Presidente della Asotraexdan, Victorino Espinales.
La reazione è stata ovviamente molto dura e verso le 7 di sera è stata convocata una assemblea (comunque già prevista per raccontare gli sviluppi della mattinata) in cui avrebbero dovuto partecipare anche i Procuratori (che alla fine non si sono presentati).
Durante la giornata, tutti i mezzi informativi avevano dato grande risalto alla presentazione della denuncia contro Cabezas e questo ha probabilmente spinto le due cariche dei diritti umani ad emettere questo comunicato congiunto (cosa abbastanza strana visto le grosse divergenze avute nel passato, che avevano anche portato alla ritenzione del salario del Viceprocuratore e alla revoca di alcuni posti di lavoro dati da Jarquìn a uomini di fiducia).
Durante l'assemblea hanno parlato quattro rappresentanti dei settori in lotta, condannando il comunicato della Procura per i Diritti Umani e soprattutto mettendo in risalto che la denuncia presentata questa mattina era espressione di tutti i settori e non di Victorino Espinales, il quale funge solo da portavoce di posizioni che vengono prese e discusse con tutta la gente.
Chiaro il tentativo di smontare una parte del comunicato in cui si cerca di personalizzare il conflitto riducendolo ad un interesse personale di Espinales.
Alla fine dell'assemblea, le migliaia di persone presenti hanno votato e deciso di emettere un comunicato pubblico in cui si considereranno Non Grati i due procuratori, sancendo così una rottura difficile da ricucire.
Motivo di tale decisione, la mancanza di reale volontà nell'emettere una risoluzione di condanna nei confronti dei deputati e il comunicato offensivo nei confronti di uno dei leader dei settori in lotta.

Di seguito le parti più salienti del comunicato della Procura per i Diritti Umani.

"In vista delle recenti dichiarazioni del signor Victorino Espinales, in qualità di rappresentante delle persone afectadas por el Nemagòn che si trovano ubicate in un accampamento vicino alla Asamblea Nacional, contro il Procuratore per la Difesa dei Diritti Umani ed altri funzionari che si sono direttamente interessati a questo e ad altri casi relazionati con l'insufficienza renale cronica, il reclamo degli utili generati dal 25% delle azioni derivate dalla privatizzazione delle bananeras, canna da zucchero, i sottoscritti Procuratore e Viceprocuratore stimano conveniente informare che a partire dall'inizio dell'anno abbiamo ripreso a dar corso ai quattro casi sopra menzionati e che dal periodo dell'anteriore Procuratore e Viceprocuratore ad oggi, questa istituzione ha continuato a seguire la risoluzione No. 157/2004......in cui si era dichiarata la violazione dei diritti umani alle persone ammalate per il Nemagòn da parte del Presidente della Repubblica, signor Enrique Bolaños Gayer. Si è anche chiesto il compimento reale degli Accordi del Raizòn, la qual cosa ha anche implicato il riavvio della Commissione Interistituzionale presieduta dalla Ministra della Sanità....
Prima ancora che gli ammalati per il Nemagòn arrivassero a Managua, la Procura per la difesa dei diritti umani li ha accompagnati nella loro giusta protesta ed ha partecipato alle riunioni con i funzionari dell'amministrazione pubblica.
E' stata fatta una riunione con il Presidente della Repubblica per chiedere il rispetto degli accordi, si è sollecitato al Presidente della Asamblea Nacional, Ing. Renè Nuñez, un'interpellanza parlamentare ai funzionari pubblici che non hanno adempito con gli obblighi derivanti dagli Accordi del Raizòn. E' stata data un'assistenza giornaliera nell'accampamento...affinché esistesse fluidità nella comunicazione, così come si è informato costantemente sui passi fatti dalla Procura per i Diritti Umani a livello nazionale ed internazionale, in modo particolare l'esposizione del caso davanti alla Commissione dei Diritti Umani delle Nazioni Unite, al Consejo Centroamericano de Procuradores.....
Sul piano interno dobbiamo rilevare gli ostacoli che la Procura ha dovuto affrontare, soprattutto rispetto alla presentazione delle richieste di interpellanza parlamentare per i funzionari pubblici presso la Asamblea Nacional.
Le autorità della Procura per la difesa dei diritti umani riaffermano in modo energico ai vari settori (Nemagòn, insufficienza renale cronica, etc...), ai mezzi di comunicazione, ai funzionari e istituzioni della Stato, alla comunità internazionale, agli organismi dei diritti umani di tutto il mondo e al popolo in generale, la nostra totale disponibilità ad andare fino in fondo, accompagnando la petizione di compimento delle denunce per violazione ai diritti umani di uomini, donne, bambini e bambine, adolescenti e giovani che, direttamente o indirettamente, sono rimasti pregiudicati in ognuno dei casi qui menzionati. Ratifichiamo inoltre la denuncia pubblica che abbiamo realizzato in diversi mezzi di comunicazione per la violazione ai diritti economici, sociali e culturali dei quali sono vittime migliaia di nicaraguensi dell'occidente del paese.
Riconfermiamo che l'impegno di questa Procura nella difesa effettiva e belligerante dei diritti umani continuerà indipendentemente dall'esistenza di interessi personali di ordine economico, politico e di partito o di qualsiasi altra indole che abbia il signor Victorino Espinales.
Manifestiamo che, una volta terminata l'indagine sui diversi problemi che sono stati presentati in ognuno dei casi in processo, saranno emesse le risoluzioni che spettano, indipendentemente da chi saranno i responsabili delle violazioni ai diritti umani.


Managua, 3 maggio 2005

Procuratore Viceprocuratore
Omar Cabezas Lacayo Adolfo Jarquin Ortel

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