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    Roma: è cominciato il processo per i tre desaparecidos dell'ESMA

    E' il secondo processo in Italia per crimini dell'ultima dittatura argentina.
    I cinque imputati hanno scelto di non essere presenti in aula. La situazione del sesto imputato - l'ex ammiraglio Massera - dipende da una perizia medica da fare.
    9 giugno 2006 - Cristina Mihura



    Ieri è iniziato - davanti alla Seconda Corte d'Assise di Roma - il processo a carico di cinque ufficiali della Marina Argentina per l'omicidio volontario premeditato - aggravato dalle sevizie e dalla crudeltà - degli italo-argentini Angela Aieta, Giovanni Pegoraro e di sua figlia Susanna, tre desaparecidos dell'ultima dittatura argentina. (1) (2) (3)

    Gli imputati non erano presenti in aula. Jorge Acosta, Alfredo Astiz, Antonio Vanek ed Hector Febres si trovano agli arresti domiciliari o in carcere in Argentina mentre Jorge Vildoza è latitante da 21 anni. Agli atti risulta che gli imputati hanno contestato la giurisdizione della magistratura italiana e questo atteggiamento è stato interpretato come un rifiuto implicito a prendere parte al processo.

    La difesa di Vildoza ha contestato la natura politica dei delitti di cui sono accusati gli imputati nonchè la competenza territoriale del tribunale romano in quanto delitti non commessi in Italia. Di diverso parere si è manifestato il P.M. Francesco Caporale che tra l'altro ha ricordato l'ultimo comma dell'art. 8 del Codice Penale che in materia di delitto politico commesso all'estero considera tale ''anche il delitto comune determinato, in tutto o in parte, da motivi politici".

    L'avvocato Giovanni Pietro de Figueiredo ha fatto presente alla corte la sentenza della Cassazione - con cui nel 2004 è stato respinto un ricorso dell'ex generale argentino Guillermo Suarez Mason - nella quale si afferma che furono delitti:

    "commessi in danno di cittadini italiani residenti in Argentina non in circostanze occasionali, ma in esecuzione di un preciso piano criminoso diretto alla eliminazione fisica degli oppositori al regime senza il rispetto di alcuna garanzia processuale e al solo scopo di contrastare idee e tendenze politiche delle vittime, in quanto iscritte a sindacati, partiti politici o ad associazioni universitarie. Pertanto tali delitti non solo offendevano un interesse politico dello Stato italiano, che aveva il diritto e il dovere di intervenire per tutelare i diritti di cittadini italiani e per fornire loro l'assistenza necessaria, ma anche i diritti fondamentali delle stesse vittime, garantiti dalla nostra Carta Costituzionale e da norme internazionali recepite nel nostro ordinamento giuridico, come il diritto alla vita, il diritto alla liberta' personale, il diritto di associazione, il diritto di manifestare le proprie idee, ecc..".
    (4)

    I giudici hanno deciso in camera di consiglio di respingere le eccezioni avanzate, confermando la competenza territoriale del tribunale di Roma e la natura politica dei reati contestati. Sono stati ammessi tutti i testimoni richiesti dal P.M. Francesco Caporale e dagli avvocati di parte offesa ma, in seguito alle contestazioni dei difensori degli imputati, la Corte si è riservata di decidere di volta in volta sull'ammissione di documenti e di atti giudiziari argentini e francesi nonchè di quelli relativi al primo processo italiano per crimini della dittatura argentina che si è svolto a Roma nel 2000.

    La prossima udienza è stata fissata per il 5 ottobre quando avrà inizio la deposizioni dei testi che sono più di quaranta. Nell'udienza di ieri, che si è svolta in una delle aule bunker di Rebibbia, erano presenti Dante Gullo, figlio di Angela Aieta, ed il Sottosegretario agli Esteri Donato Di Santo.

    Rimane in sospeso la situazione dell'ex ammiraglio Emilio Massera la cui posizione è stata stralciata dal processo principale nel febbraio scorso. In un'altra udienza - che si è svolta il 7 giugno - il gup Marco Mancinetti ha deciso di inviare una rogatoria in Argentina per sollecitare la collaborazione delle autorità affinchè un perito da lui nominato possa recarsi a Buenos Aires per esaminare le effettive condizioni psico-fisiche di Massera. Infatti, il gup non ha ritenuto sufficienti le cartelle cliniche - che ha inoltrato a Roma l'ex capo della Marina argentina - per poter decidere se l'ex ufficiale sia o meno in condizioni di assistere alle udienze del processo per le sue responsabilità negli omicidi di Angela Aieta e di Giovanni e Susanna Pegoraro. (3)

    Infine, oggi si compiono sette anni dalla presentazione della denuncia per alcune delle vittime italo-uruguaiane ed italo-argentine dell'Operazione Condor che sono state sequestrate in Argentina, Brasile e Paraguay. Il P.M. Giancarlo Capaldo non ha ancora comunicato le sue conclusioni e si attendono anche quelle relative all'altra istruttoria di cui è titolare dal 1998 e che riguarda vittime italo-cilene della dittatura di Pinochet.

    ( 1 ) Testo integrale della richiesta di rinvio a giudizio del P.M. Francesco Caporale (16-11-2004)
    http://www.derechos.org/nizkor/italia/doc/esmaita.html

    ( 2 ) Argentina: a giugno inizia a Roma il processo per tre desaparecidos dell'ESMA
    Peacelink, 09-04-2006
    http://italy.peacelink.org/latina/articles/art_15883.html

    ( 3 ) Argentina: prime udienze a Roma per i tre desaparecidos nell'ESMA
    Peacelink, 13-06-2005 (con aggiornamenti fino all'8 Febbraio 2006)
    http://italy.peacelink.org/latina/articles/art_11371.html

    ( 4 ) Italia: la Cassazione ha respinto il ricorso del generale argentino Guillermo Suarez Mason
    Peacelink, 28 -04-2004
    http://italy.peacelink.org/latina/articles/art_9443.html



    Segue in:


    Roma: le udienze del processo per i tre desaparecidos dell'ESMA
    Peacelink, 02-11-2006
    http://italy.peacelink.org/latina/articles/art_19299.html

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