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La Organización de Trabajadores invita a protestare contro le politiche antisindacali di Wal-Mart

Messico: Un Día sin Wal-Mart

Per il 2 Dicembre sindacati e organizzazioni non governative messicane hanno invitato al boicottaggio della catena di grande distribuzione
1 dicembre 2007 - David Lifodi
Fonte: La Jornada

La catena di grande distribuzione Wal-Mart sembra proprio non essere gradita in Messico.
Tre anni fa movimenti e intellettuali, tra cui la scrittrice Helena Poniatowska e il pittore Francisco Toledo, denunciarono l'intenzione di Wal-Mart di aprire un centro commerciale tra le piramidi di Teotihuacan, contro la cui inaugurazione l'allora presidente Fox non si mosse, tanto da meritarsi l'accusa di menefreghismo in merito alla difesa del passato precolombiano del Messico.
Oggi invece, 2 dicembre, sindacati e organizzazioni non governative messicane hanno promosso un boicottaggio significativamente intitolato "Un Día sin Wal-Mart". L’appello a non comprare i prodotti venduti nei supermercati targati Wal-Mart per tutta la giornata è partito dalla Organización de Trabajadores de Wal-Mart per protestare contro i bassi salari, le persecuzioni contro i lavoratori sindacalizzati, i cambi improvvisi dell'orario di lavoro e i licenziamenti indiscriminati contro i dipendenti che hanno osato criticare le politiche aziendali. Tra le accuse più gravi contro Wal-Mart c’è quella proveniente dal Centro de Investigación Laboral y Asesoría Sindical (Cilas), tra le associazioni che hanno promosso la protesta. Secondo il Cilas le pratiche repressive di Wal-Mart non si limiterebbero ad una condotta antisindacale, ma addirittura, pratica frequente anche in altri paesi centro-sudamericani, a creare dei sindacati-fantasma, scarsamente rappresentativi del personale dipendente, per maneggiare così a suo piacimento l'orario di lavoro, arretrati e straordinari non pagati o scarsamente remunerati, la mancata concessione di ferie o del giorno di riposo settimanale.
Il conflitto tra i lavoratori della Wal-Mart e la sua direzione è in atto almeno dal marzo scorso, anche se si è trattato finora di un lavoro di sindacalizzazione anonimo e sotterraneo proprio per evitare altri licenziamenti, non a caso anche in questa circostanza il boicottaggio è stato proposto dalla sigla Organización de Trabajadores e non da singoli nomi per evitare ritorsioni.
Lo scorso 15 marzo i lavoratori consegnarono una lettera aperta a Scott Ran, responsabile del GWMM (Grupo Wal-Mart de México). Si mettevano in luce le ingiustizie quotidiane a cui erano sottoposti i lavoratori, il mancato rispetto delle norme minime stabilite dai codici di diritto del lavoro e infine si avvertiva che nel caso in cui Wal-Mart avesse continuato la sua politica fondata sul disprezzo verso i suoi dipendenti sarebbero state programmate iniziative di protesta più eclatanti. Per calmare le acque la direzione di Wal-Mart promosse la politica "de puertas abiertas", in cui si invitavano i dipendenti denunciare tranquillamente i problemi sorti sul posto di lavoro, veniva concesso in alcuni supermercati della catena un giorno di riposo in più ai lavoratori e infine un lieve aumento salariale. Le questioni di fondo rimasero però in sospeso e di fatto non ci fu alcun vero miglioramento delle condizioni di lavoro, anzi, malgrado un aumento di vendite nell'ultimo anno del 26% in più rispetto al passato, i salari continuano ad essere bassi e la flessibilità selvaggia continua quanto e più di prima.
A questo proposito, in occasione del boicottaggio del 2 Dicembre, la Organización de Trabajadores de Wal-Mart (appoggiata inoltre dal Cilas, dal Sindicato de Tranviarios e dal Comité de la Campaña Internacional Contra los Contratos de Proteccion Patronal) ha redatto un vero e proprio manifesto in cui si formulano richieste precise e motivate alla catena di grande distribuzione. Tra le proposte più interessanti vi è quella di costituire una commissione cittadina che determini l'impatto economico, sociale ed ecologico in occasione dell’apertura di nuovi ipermercati e centri commerciali. La commissione, che difficilmente Wal-Mart accetterà almeno che non riesca a piazzarci uomini a lei vicini, dovrà essere composta da persone competenti nel campo del diritto del lavoro e della normativa ambientale. Inoltre i lavoratori richiedono a Wal-Mart di impegnarsi nella pubblicazione di un opuscolo in cui la dirigenza si impegni a rispettare i diritti lavorativi, gli obblighi fiscali e la legislazione ambientale: tutto ciò implica fondamentalmente il pieno riconoscimenti dei diritti e della dignità dei lavoratori. L'aumento del salario e soprattutto della tredicesima occupano i primi posti nella lista di richieste della Organización de Trabajadores de Wal-Mart, insieme al rispetto del contratto firmato da ciascun dipendente per svolgere una rispettiva mansione: è successo più volte infatti che ai lavoratori sindacalizzati siano state cambiate le mansioni per le quali erano stati assunti. E ancora: il riconoscimento degli straordinari e un'adeguata remunerazione per le ore in più lavorate all'interno dei supermercati, il diritto ad una liquidazione per i lavoratori che decidano di non lavorare più per Wal-Mart e l'obbligo per Wal-Mart di fornire ai dipendenti l'uniforme di lavoro (che finora erano costretti ad acquistare a loro spese).
Dopo le mobilitazioni dell’autunno 2004 contro la costruzione di un supermercato nel perimetro C della zona archeologica di Teotihuacan, è ancora battaglia tra il liberismo sugli scaffali di Wal-Mart e i lavoratori, a cui auguriamo di spuntarla in questa difficile contesa sindacale.

Note:

Articolo realizzato da David Lifodi per www.peacelink.it
Il testo è liberamente utilizzabile a scopi non commerciali citando la fonte e l'autore.

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