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Nicaragua - Scoppia crisi istituzionale

Scontro aperto tra Poteri Esecutivo, Legislativo e Giudiziale
Mezzi di comunicazione sempre meno credibili
9 dicembre 2007 - Giorgio Trucchi

Deputati dell'opposizione leggono il comunicato congiunto (Foto END) Alla fine c'era da aspettarselo. La forte accelerazione impressa dal governo Ortega alla creazione dei Consejos del Poder Ciudadano (CPC) ed alle riforme costituzionali (vedi articoli relativi del mese di novembre su www.itanica.org ), lo scontro aperto in Parlamento tra i gruppi parlamentari dell'opposizione (che uniti sono maggioranza) e i deputati del FSLN per la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale della Legge 630 (con la quale si proibisce di fatto al Presidente della Repubblica la creazione dei CPC e dei Consejos in generale) e una quanto mai sospetta risoluzione della Sala Costituzionale della Corte Suprema de Justicia - CSJ (riunitasi solo con la presenza dei magistrati di tendenza sandinista, apparentemente senza convocare i colleghi legati alla destra liberale), che ha dichiarato incostituzionale questa legge, ha aperto una forte crisi tra i Poteri dello Stato.

La legge 630 in questo momento risulta essere Legge dello Stato, in quanto già inviata dalla Asamblea Nacional alla Gazzetta Ufficiale per la sua pubblicazione, ma allo stesso tempo è stata dichiarata incostituzionale da una prima sentenza della Corte Suprema (CSJ), che dovrà comunque essere ratificata dalla stessa Corte durante una sessione plenaria dei magistrati che la compongono.

Mentre da una parte il presidente Ortega, perseguendo l'obiettivo del Poder Popular e della Democracia Directa che s'incarna nel motto "El Pueblo Presidente", continua a premere l'acceleratore sul processo di trasformazione dello Stato, dando sempre più potere istituzionale ai CPC, dall'altra i partiti d'opposizione, gran parte delle organizzazioni della società civile (che di fatto stanno perdendo molto potere di rappresentanza nei territori e di conseguenza, anche i finanziamenti che ricevono soprattutto da agenzie internazionali) e buona parte dei mezzi d'informazione nazionali, hanno iniziato a fare fronte comune contro quello che considerano l'inizio di una dittatura dello stesso Ortega e della moglie Rosario Murillo.

Durante la giornata del 7 dicembre, si è quindi consumata quella che sembra essere la più grossa offensiva contro l'attuale governo ed a cui hanno partecipato i membri della destra parlamentare (ALN, PLC e Bancada por la Unidad) e la Alianza MRS, che è sfociata nella creazione di quella che hanno pomposamente denominato "Bloque contra la Dictadura".

I 52 deputati e deputate che nei giorni scorsi avevano respinto il veto presidenziale alla Legge 630, hanno ora deciso di disconoscere la risoluzione della Sala Costituzionale della CSJ ed hanno annunciato una serie di azioni a livello nazionale ed internazionale.

Tra le misure che sono state annunciate in un comunicato congiunto e che sono state riprese a caratteri cubitali dai quotidiani del paese e dai principali telegiornali nazionali (in aperto contrasto comunque con il silenzio informativo sull'operato dei governi del passato), sono degne di nota la sospensione dei fondi inseriti nel Bilancio della Repubblica del 2008 per i programmi governativi "Hambre Cero" e "Usura Cero" e l'invocazione della Carta Democratica Interamericana dell'Organizzazione degli Stati Americani (OSA), affinché questo organismo intervenga direttamente come mediatore del conflitto.
Nel documento si invita anche la popolazione, i mezzi d'informazione, il settore privato e le organizzazioni della società civile ad unirsi a questa nuova istanza, che è bene ricordare affonda le sue radici nella destra nazionale che tanti disastri ha provocato al paese negli ultimi 16 anni, per iniziare una mobilitazione popolare contro il governo.

Solo le prossime settimane potranno dire se questo sforzo di unità antisandinista partorirà quello che potrebbe essere il nucleo di una nuova Unión Nacional Oposidora (UNO), insieme di anime diverse che condusse Violeta Chamorro alla presidenza nel 1990 e che pose fine al governo sandinista degli anni 80.

La risposta di Ortega non si è fatta attendere. Dopo aver attaccato con forti toni sarcastici i mezzi d'informazione più critici contro il suo governo, il presidente nicaraguense ha approfittato della cerimonia in ricordo del sacerdote e guerrigliero Gaspár García Laviana, morto in combattimento nel 1978 durante l'offensiva che ha portato al crollo della dittatura somozista, per rispondere all'iniziativa del fantomatico "Bloque contra la Dictatura".

"L'opposizione, che si autoproclama democratica e che ha governato per 16 anni senza fare nulla per i settori più poveri della popolazione, ha lanciato una campagna di calunnie contro il governo.
Si stanno unendo, quelli del PLC, della ALN e del MRS, dicendo che vogliono combattere la dittatura del FSLN, solamente perché non governiamo per rendere più ricchi i ricchi. Sono gli stessi somozisti contro cui ha combattuto Gaspar García Laviana. Sono rabbiosi come i cani e continuano ad abbaiare attraverso i mezzi d'informazione. Continuano a suonare i tamburi di guerra, anche adesso che siamo vicini alle feste natalizie. Ma di quale guerra stiamo parlando? - ha continuato Ortega - Io non vedo proprio un Arnoldo Alemán, né a quello dei CENIs, Eduardo Montealegre e nemmeno a quelli del MRS, mettendosi divise, imbracciando un fucile per affrontare il popolo nicaraguense. Questa opposizione è rimasta sulle nubi, sono completamente matti, impazziti", ha concluso il presidente nicaraguense.

Ortega ha inoltre ricordato che nei prossimi giorni si potrebbe arrivare alla nazionalizzazione dell'importazione di petrolio, "senza intaccare in nessun modo la raffinazione e commercializzazione che gestisce la compagnia ESSO. Non é come hanno voluto far credere i mezzi d'informazione dicendo che si stava espropriando e confiscando, per cercare di creare paura nella popolazione. La prossima settimana ci riuniremo nuovamente con la ESSO per cercare un accordo, affinché lo Stato possa importare ed immagazzinare il petrolio del Venezuela e garantire un 2008 senza i problemi energetici di quest'anno", ha concluso Ortega.

© (Testo Giorgio Trucchi - Lista Informativa "Nicaragua y más" di Associazione Italia-Nicaragua - www.itanica.org )

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