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Parla Gislene Dos Santos Reis, Direzionale Nazionale Mst per lo stato di Sergipe

Dall'occupazione delle terre alla democrazia partecipativa: le pratiche politiche del Movimento Sem Terra.

Formazione politica, lotta per la terra e trasformazione sociale rappresentano gli orizzonti del movimento

30 ottobre 2008 - David Lifodi

Lotta per la terra, riforma agraria e trasformazione sociale rappresentano i tre pilastri fondamentali dell'agire politico del movimento dei contadini brasiliani senza terra. Ad illustrarli Gislene Dos Santos Reis, giovane appartenente alla direzione nazionale del Movimento Sem Terra per lo stato di Sergipe. In Italia per partecipare a numerosi incontri con i gruppi locali di Mani Tese (associazione che da anni sostiene il Mst), Gislene ha spiegato i punti chiave delle attività politico-sociali dei Sem Terra in occasione di un dibattito organizzato martedì 28 Ottobre alla Facoltà di Lettere dell'Università di Siena in collaborazione con il Laboratorio Politico America Latina e il Centro Interdipartimentale Studi sull'America Indigena.
Entrata a far parte del movimento dodici anni fa, Gislene adesso lavora nel settore della formazione politica: "c'è bisogno di dare una formazione adeguata sotto qualsiasi punto di vista", spiega, "a partire dalle cose più semplici quali la capacità di apprendimento per esprimersi in un semplice portoghese fino ad insegnare ai militanti come orientarsi spiegando loro quali sono i centri di potere a cui opporre un'altra idea di sviluppo e di altraeconomia".
Per questo motivo, se la lotta per la terra incarna per l'Mst la risposta più immediata in quanto necessaria per la sopravvivenza, la pressione sul governo per ottenere la riforma agraria rappresenta l'ideale più alto nella battaglia per la giustizia sociale e per una pratica alternativa alla monocultura (soia, canna da zucchero) che permetterà di raggiungere quella trasformazione sociale a cui il movimento aspira fin dalla sua nascita.
In particolare, la continua sperimentazione di un modello agricolo sostenibile ha permesso al Movimento Sem terra di instaurare pratiche politiche comuni con gli altri movimenti sociali del Brasile e di tutto il continente sudamericano. Il Mst rappresenta una colonna portante in seno a Via Campesina ed ha avviato un interessante collaborazione con il movimento dei piccoli agricoltori (Mpa) sulla base della comune battaglia che vede contrapposto il modello di agricoltura familiare nei confronti delle rapaci politiche dell'agronegozio a cui si ispirano le tante transnazionali brasiliane ed estere. E ancora, non mancano identità di vedute con la Commissione Pastorale della Terra (con cui il Mst condivide le linee guida della Teologia della Liberazione) e i movimenti ecologisti e per la difesa dei beni comuni quali l'acqua e l'energia. A livello continentale invece, Gislene sottolinea con orgoglio la presenza di brigate del Movimento Sem Terra in Venezuela (per insegnare al governo nozioni di agroecologia e la creazione di un nuovo modello agricolo che permetta a Caracas di produrre autonomamente alimenti propri), ed Haiti, dove l'aiuto a sperimentare un modello agricolo sostenibile potrebbe aiutare gli haitiani ad uscire da una crisi economica spaventosa che colloca il loro paese all'ultimo posto nell'indice di sviluppo umano del continente sudamericano. Infine, seguendo la logica dello scambio reciproco e solidale, brigate del Mst sono presenti anche a Cuba ad imparare gli elementi chiave per poter offrire una formazione politica adeguata ai militanti.
Gislene insiste molto sul tema della formazione e dell'auto-formazione: "la base sociale del movimento non ha potuto andare a scuola, per cui le scuole autogestite del Mst rappresentano una risorsa". La scuola più conosciuta del movimento è la "Florestan Fernandes", autogestita, dove si insegnano i valori della partecipazione, del rispetto e dell'uguaglianza, costruita autonomamente dal movimento al termine di un lavoro durato due anni grazie anche ai proventi derivanti da alcune mostre fotografiche del grande Salgado. In questo contesto l'istruzione assume un'importanza fondamentale nella lotta per la riforma agraria nell'ambito di un settore educativo-formativo volto a formulare una costruzione politico-pedagogica basata sulla sperimentazione di nuove forme di convivenza e dell'esercizio democratico dei diritti di cittadinanza.
Durante l'incontro si toccano anche due temi particolarmente spinosi: la criminalizzazione dei movimenti sociali e il rapporto tra Mst e governo Lula.
Di recente la repressione contro i senza terra è aumentata, di pari passo con una pesante campagna di diffamazione nei loro confronti. La situazione più difficile si trova nel Nord-est del paese, dove maggiore è la presenza delle multinazionali e dei fazendeiros che si schierano contro la già difficile legalizzazione delle terre, le cui normative, sancite dall'Incra (l'istituto nazionale per la riforma agraria), sono particolarmente restrittive. La criminalizzazione dei sem terra, come degli altri movimenti sociali brasiliani, avviene tramite un campagna di stampa continua, volta a dimostrare che l'unico scopo del Mst è quello di creare disordini. Inoltre, si rammarica Gislene, "i media definiscono la lotta per la riforma agraria ideologica e corporativa, facendo passare il messaggio per cui porterebbe benefici solo al movimento, mentre invece ne trarrebbe giovamento tutta la società brasiliana".
Quanto al governo Lula, i sem terra affrontano la congiuntura politica con un governo ormai decisamente distante da loro, con molto pragmatismo. Pur avendo continuato i progetti neoliberisti, secondo il Mst Lula è senza dubbio meno peggio della destra: ad esempio, da quando nel Rio Grande do Sul le forze conservatrici sono andate al potere, la situazione è notevolmente peggiorata. In occasione delle varie tornate elettorali, Gislene spiega che il movimento ha sempre deciso caso per caso quale candidato votare: "in certi stati i candidati del Pt (il Partito dei Lavoratori) mettono in pratica delle politiche apertamente di destra, ed in questo caso non sono appoggiati, in altri sono presenti nel partito persone molto vicine al movimento e in questo caso riscuotono il nostro sostegno". E' inoltre significativo il suo giudizio sui partiti sorti alla sinistra del Pt, in particolare Psol (Partito Socialismo e Libertà) e Pstu (Partito Socialista Unificato dei Lavoratori): "si tratta di partiti rivoluzionari a parole, ma conservatori nella pratica, non condividono né tantomeno mettono in pratica la costruzione di una reale alternativa fondata sulla democrazia partecipativa, sull'orizzontalità e sulla politica dal basso. Ad ogni modo, tiene precisare Gislene, la situazione e il contesto cambiano da stato a stato.
Infine, Gislene ci dà una piccola speranza per il futuro: "nei suoi 25 anni di vita il Mst è andato aldilà delle sue aspettative senza mai essere intrappolato nelle logiche di mercato", e questo, conclude, "rappresenta un primo passo verso un modello di trasformazione delle società".


Note:

Articolo realizzato da David Lifodi per www.peacelink.it
Il testo è liberamente utilizzabile a scopi non commerciali citando la fonte e l'autore.

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