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internet Il 25 novembre 2013 sarà ricordato come una data storica per il Movimento Sem Terra (Mst): Marcos Prochet, ex presidente della potente União Democrática Ruralista (Udr), è stato condannato a 15 anni e 9 mesi per l’omicidio di un contadino senza terra avvenuto nel 1998. Il ritardo della giustizia è stato enorme, ma si tratta comunque di un punto a favore dell’Mst nell’eterna battaglia tra i grandi proprietari terrieri, che in Brasile hanno praticamente mano libera e godono molto spesso della più completa impunità, e i contadini senza terra.

Sebastião Camargo, sem terra di 65 anni, fu ucciso durante uno sgombero illegale della fazenda Boa Sorte, nella città di Marilena, nord-est del Paraná, uno stato caratterizzatosi per una repressione indiscriminata contro l’Mst soprattutto sotto il governo di Jaime Lerner: tra il 1995 e il 2002 furono assassinati 16 contadini senza terra. La fazenda dove viveva Camargo, insieme ad altre famiglie, era stata dichiarata improduttiva dall’Instituto Nacional de Colonização e Reforma Agraria (Incra) e il suo proprietario, Teisin Tina, ne stava contestando l’espropriazione ai fini della riforma agraria. Nel 2001 il fazendeiro ricevette anche un indennizzo di 1,3 milioni di reais come compensazione per l’esproprio. In quell’area che adesso è stata ribattezzata Assentamento Sebastião Camargo, fecero irruzione trenta pistoleiros, una milizia privata come tante altre in Brasile, dei veri e propri contractors assoldati dai grandi proprietari terrieri e inviati da Marcos Prochet, che partecipò in prima persona all’azione: diciassette persone rimasero ferite durante l’assalto, compresi i bambini, e il contadino sem terra fu colpito a morte. La difesa di Prochet ha provato in tutti modi a scagionare il suo assistito, inizialmente cercando di rinviare per ben tre volte il processo, ma ricevendo sempre un netto rifiuto dal Tribunale di Curitiba. Per l’omicidio di Sebastião Camargo sono state già condannate due persone nel novembre 2012. L’ex proprietario della fazenda Boa Sorte dovrà scontare 6 anni di prigione, 13 quelli inflitti ad Osnir Sanches, il responsabile dell’impresa di sicurezza privata che reclutò le guardie armate per compiere lo sgombero illegale. Nel luglio scorso è stato coinvolto nel caso Tarcísio Barbosa de Souza, presidente della Comissão Fundiária da Federacão de Agricoltura dello stato del Paraná, anch’esso esponente dell’União Democrática Ruralista in qualità di tesoriere. È invece riuscito a guadagnarsi l’assoluzione, piuttosto inspiegabilmente, Augusto Barbosa da Costa, sebbene molti testimoni ne avessero riconosciuto la sua partecipazione all’azione armata contro i sem terra. La condanna di Prochet, che peraltro potrà fare ricorso, è stata salutata come un momento storico anche per la giustizia paranaense, nonostante il figlio di Sebastião Camargo, Cesar Venture, ne abbia giustamente sottolineato l’ingiustificabile ritardo, dovuto ad un interminabile impantanamento, durato anni, nella fase iniziale dell’istruttoria fin quando non è intervenuta la Commissione Interamericana dei Diritti Umani, che ha condannato lo stato brasiliano attribuendogli la responsabilità del delitto. Tra l’altro, anche nel corso del processo, e incurante delle ripercussioni internazionali del caso Sebastião Camargo, la difesa di Marcos Prochet ha cercato di incolpare dell’omicidio del contadino sem terra Firmino Borracha, già responsabile dell’assassinio di un altro militante dell’Mst, Eduardo Anghinoni, avvenuto nel 1999. 

Per il Movimento Sem Terra si tratta del sesto omicidio legato alla violazione dei diritti umani in merito alla questione agraria che è stato giudicato nel 2013 ed entro la fine dell’anno dovrebbero svolgersi altri due processi per casi simili.

 

 

Note:

Articolo realizzato da David Lifodi per www.peacelink.it
Il testo è liberamente utilizzabile a scopi non commerciali citando la fonte e l'autore.

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