Rapporto Eurydice

La cittadinanza attiva nei sistemi formativi europei

L'educazione alla cittadinanza mira a promuovere negli studenti competenze per diventare cittadini attivi, informati e responsabili. In questo rapporto viene fornito il quadro europeo (nelle scuole di ben 42 nazioni) della formazione alla cittadinanza
25 marzo 2019
Daniele Marescotti

Come si fa "educazione alla cittadinanza" a scuola in Europa? Il rapporto Eurydice

Ce lo documenta questo rapporto di Eurydice, la rete istituzionale che raccoglie, aggiorna e diffonde informazioni sui dei sistemi educativi europei. Nata nel 1980 su iniziativa della Commissione europea, la rete ha la sede centrale a Bruxelles mentre in Italia ha sede presso l’Indire.

Il rapporto Eurydice "L'educazione alla cittadinanza a scuola in Europa – 2017", pubblicato nel mese di ottobre 2017 e realizzato sotto l'egida della Commissione europea, sistematizza il quadro europeo delle normative e delle raccomandazioni esistenti, sono stati in 42 nazioni. L'obiettivo di questo rapporto è fornire un panorama aggiornato e completo sull'educazione alla cittadinanza nelle scuole europee che ci consente di comprendere come questo tipo di finalità formativa - che in Italia comincia a prendere piede sempre di più - fa riferimento ad un impulso molto più vasto e globale che ha il suo punto di riferimento nelle politiche di Bruxelles. La formazione alla cittadinanza è sempre più una formazione alla cittadinanza europea e ai valori condivisi dall'Unione Europea.
Educazione alla cittadinanza


La definizione di "educazione alla cittadinanza" a livello europeo è la seguente:

"L'educazione alla cittadinanza è una materia che mira a promuovere la convivenza armoniosa e a favorire lo sviluppo mutualmente proficuo delle persone e delle comunità in cui queste stesse vivono. Nelle società democratiche, essa aiuta gli studenti a diventare cittadini attivi, informati e responsabili, desiderosi e capaci di assumersi responsabilità per loro stessi e le loro comunità a livello nazionale, europeo e internazionale".

Nel momento in cui il sistema formativo europeo "aiuta gli studenti a diventare cittadini attivi, informati e responsabili", è evidente che si parla di "educazione alla cittadinanza attiva", ossia di competenze che trasformano le conoscenze in prassi.

Scrive Valentina Riboldi (v.riboldi@indire.it) a proposito dell'educazione alla cittadinanza: "In Europa, negli ultimi anni, l’attenzione si è focalizzata sempre più di frequente sulla promozione dell’educazione alla cittadinanza, come risultato della minaccia crescente a valori fondamentali quali la pace, l’uguaglianza e i diritti umani, con cui l’Europa si confronta. A tal proposito, numerosi paesi stanno effettuando dei cambiamenti alle loro politiche educative in questo ambito tematico".

Vi sono - si legge nel rapporto - quattro aree di dell'educazione alla cittadinanza. Le riassumiamo con alcuni titoli, seguiti dalle definizioni del rapporto.

DIALOGO ED EMPATIA
"Area 1: interazione efficace e costruttiva con gli altri, incluso lo sviluppo personale (fiducia in sé, responsabilità personale ed empatia); comunicazione e ascolto; e cooperazione con gli altri".

PENSIERO CRITICO E MEDIA
"Area 2: pensiero critico, inclusi ragionamento e analisi, alfabetizzazione mediatica, conoscenza, identificazione e utilizzo delle fonti".

DIRITTI UMANI E SOSTENIBILITA' AMBIENTALE
"Area 3: agire in modo socialmente responsabile, inclusi rispetto della giustizia e dei diritti umani; rispetto degli altri esseri umani, delle altre culture e delle altre religioni; sviluppo di un senso di appartenenza; e comprensione delle problematiche relative all'ambiente e alla sostenibilità".

CONOSCENZA DELLE ISTITUZIONI E AZIONE DEMOCRATICA
"Area 4: agire democraticamente, inclusi rispetto dei principi democratici; conoscenza e comprensione delle istituzioni, delle organizzazioni e dei processi politici; e conoscenza e comprensione dei concetti sociali e politici fondamentali".

E arriviamo subito alle conclusioni del rapporto che trovate allegato come PDF a questa pagina web.

"Attualmente, l'educazione alla cittadinanza - si legge - costituisce una priorità a livello europeo ed è anche al centro dell'attenzione in numerosi paesi".

Viene sottolineato come "i curricoli nazionali tendono ad avere una portata ampia nella maggior parte dei sistemi educativi, abbracciando tutte le quattro aree di competenza − interazione efficace e costruttiva, pensiero critico, comportarsi in modo socialmente responsabile e agire democraticamente".

Inoltre "alcuni paesi hanno aumentato le ore di insegnamento relative all'offerta obbligatoria di educazione alla cittadinanza nell'istruzione generale".

Detto questo si arriva ai ritardi ancora presenti. Infatti "nonostante i progressi compiuti negli ultimi anni, quasi la metà dei paesi non si è ancora dotata di normative o raccomandazioni sull'inclusione delle
competenze dell'educazione alla cittadinanza nella formazione iniziale degli insegnanti".

Le conclusioni sono le seguenti: "Sebbene la maggior parte delle autorità educative organizzi o sostenga opportunità di sviluppo professionale continuo per gli insegnanti, opportunità simili per i dirigenti scolastici sono limitate. Numerose autorità educative non hanno poi neanche pubblicato linee guida per gli insegnanti sulle modalità di valutazione degli studenti per quanto riguarda l'educazione alla cittadinanza − in un terzo dei sistemi educativi, non esistono normative o raccomandazioni di livello
centrale in materia. Infine, il rapporto mostra che, nell'istruzione e formazione professionale iniziale scolastica, le autorità educative attribuiscono meno importanza all'educazione alla cittadinanza rispetto a quanto avviene nell'istruzione generale. Tuttavia, il risveglio dell'interesse per l'educazione alla cittadinanza e le riforme attualmente in corso continueranno a dare forma a tale materia nelle scuole in
Europa negli anni a venire".

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