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    Trenta comuni contro il grande «inciucio» siciliano

    Amministratori e cittadini oggi di nuovo in piazza contro il «colpo di mano» che ha privatizzato l'acqua di 82 paesi del palermitano
    28 gennaio 2007 - Patrizia Abbate
    Fonte: Il Manifesto (http://www.ilmanifesto.it)

    «L'affare del secolo in Sicilia è all'insegna del neoconsociativismo». È duro Domenico Giannopolo, ex deputato regionale Ds e sindaco di Caltavuturo, in provincia di Palermo. Il giorno dopo il «colpo di mano» che ha reso definitiva l'aggiudicazione della gara per la privatizzazione dell'acqua per tutti gli 82 comuni della provincia, né lui né il fronte anti-privatizzazione intendono demordere. Intanto scenderanno ancora una volta in piazza, oggi, proprio a Caltavuturo, dove alle 17 si sono dati appuntamento cittadini e amministratori che giovedì e venerdì hanno tentato di bloccare la riunione dell'assemblea dei sindaci che ha ratificato l'appalto aggiudicato nell'agosto scorso. Non credono che la battaglia sia definitivamente persa. Intanto perché il contratto tra le parti non è stato ancora firmato, e dunque nel caso di un dietrofront probabilmente non ci sarebbero mega-penali da pagare all'associazione temporanea di imprese capeggiata dalla Mediterranea Acque, che si è aggiudicata la gestione di reti idriche e acqua per i prossimi 30 anni. E poi perché «siamo di fronte ad atti illegittimi e illegali sui quali abbiamo intenzione di ricorrere al Tar, mentre esposti sono già stati inoltrati alla procura», continua Giannopolo. E spiega come intanto tra la presentazione dell'istanza di partecipazione alla gara e l'assegnazione dell'appalto sia cambiata la stessa Ati: alla Genova Acque, che non esiste più, è subentrata la Mediterranea, nata dalle sue spoglie. Il bando di gara, inoltre, è stato assunto da un commissario nominato dal presidente della Regione Totò Cuffaro, scavalcando l'assemblea dei sindaci e i consigli comunali, ai quali non è stato sottoposto il nuovo capitolato con la convenzione di gestione. Il commissario, poi, Rosario Mazzola, era nel cda della Genova Acque e poi è subentrato nel cda della Mediterranea: un bel conflitto di interessi, «già segnalato alla procura», assicura Giannopolo. Al quale preme soprattutto sottolineare come il «grande affare» sia frutto di un grande accordo politico, intanto tra il presidente della Provincia di Palermo Francesco Musotto (che in Forza Italia è stato sempre un «dissidente» di gran peso, solo da poco rientrato nei ranghi e premiato con nuovi incarichi di partito) e il suo ex «avversario interno» Diego Cammarata, sindaco di Palermo e fedelissimo dell'ex ministro Gianfranco Miccichè. «Fino a sei mesi fa si sono fatti la guerra sull'acqua, poi si sono messi d'accordo e, in cambio del sì, Cammarata riceverà il suo sostegno per la ricandidatura a sindaco», afferma senza esitazioni il sindaco di Caltavuturo, che aggiunge: «Si sono coperti col tribunale mettendo l'ex procuratore antimafia alla presidenza della commissione di gara e hanno cercato di coinvolgere anche il mondo cooperativo inserendo nel calderone la Coscop». Una serie di operazioni diplomatiche che avrebbero dovuto mettere a tacere il dissenso. Invece per il no si sono schierati già 22 sindaci (sono 34 quelli che hanno dato l'assenso, su 82), e 30 consigli comunali del palermitano hanno votato contro la privatizzazione. Oggi si ritroveranno in piazza.

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