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Tempi di Fraternità presenta la Recensione

Tempi di Fraternità - Riace. Musica per l'Umanità

La vicenda Riace, è quella di un Sindaco che per avere creato progetti concreti di interazione e di lavoro con i migranti e per aver salvato persone, vite umane, è stato messo in croce dalla giustizia come un delinquente
5 gennaio 2020
Danilo Minisini, Tempi di Fraternità

Recensione di Danilo Minisini, Tempi di Fraternità

Tempi di Fraternità presenta:

RECENSIONE. 

Contributi di Vittorio Agnoletto, Daniele Biacchessi, Mauro Biani, Adelmo Cervi, Gianfranco D’Adda, Renato Franchi, Agnese Ginocchio, Mimmo Lucano, Alessandro Marescotti, Alfonso Navarra, Moni Ovadia, Giulio Peranzoni, Gianmarco Pisa, Marino Severini, Alex Zanotelli

RIACE. MUSICA PER L'UMANITA' a cura di: Laura Tussi, e Fabrizio Cracolici.

La vicenda Riace, quella di un Sindaco che per avere creato progetti concreti di interazione e di lavoro con i migranti e per aver salvato persone, vite umane, è stato messo in croce dalla giustizia come un delinquente, pone all’attenzione dell’opinione pubblica molti interrogativi su un mondo alla rovescia: un mondo dove chi si prende cura del prossimo, invece di essere aiutato, viene arrestato.  Assistiamo oggi, in contrapposizione  ai contenuti della nostra costituzione, al precipitare di ampi settori della popolazione italiana e non solo italiana  - sotto l’influenza di ideologie xenofobe e razziste  - nell’esaltazione del rifiuto dell’altra e dell’altro e nel riemergere del qualunquismo antiegualitario. E le recenti leggi sulla “sicurezza” blandiscono queste pulsioni.

Le leggi, allora, devono sempre essere rispettate anche quando sono ingiuste? o la disobbedienza civile e la forza della nonviolenza possono ancora incidere nella nostra società, nel nostro contesto sociale, culturale, politico?

Il volume "Riace. Musica per l'Umanità", Mimesis Edizioni, raccoglie le considerazioni sul caso Riace di intellettuali che non smettono mai di raccontarci ciò che è stato nella memoria storica della nostra umanità, e cerca di rispondere a questi interrogativi. E lo fa con modalità differenti – dal breve saggio all’intervista alla vignetta – con interventi di chi da sempre dedica la vita alla difesa dei diritti, della giustizia e dell’uguaglianza delle persone, di tutte le persone e soprattutto delle più deboli e indifese. Il libro propone un sottotitolo, uno slogan positivo "prima l’umanità, prima le persone" che vuole contrapporre una nuova cultura della pace per il XXI secolo al rischio imminente di una deriva autoritaria e sovranista che propugna una subcultura individualistica – “io” contrapposto al “noi” e che vagheggia un uomo forte che finalmente risolve, con strumeti che si possono immaginare, i problemi complessi che stiamo vivendo. Anche i problemi dell’emigrazione che saranno sempre più impellenti e decisivi.

L’emigrazione è antica come la storia dell’umanità. E i versi di Virgilio di oltre 2000 anni fa, sono di un’attualità sconvolgente, tra il diritto – molto più spesso la necessità – ad emigrare e il rifiuto, la diffidenza di coloro che dovrebbero ospitare.

"In pochi a nuoto arrivammo qui sulle vostre spiagge. Ma che razza di uomini è questa? Quale patria permette un costume così barbaro, che ci nega perfino l’ospitalità della sabbia; che ci dichiara guerra e ci vieta di posarci sulla vicina terra. Se non nel genere umano e nella fraternità tra le braccia mortali, credete almeno negli dèi, memori del giusto e dell’ingiusto."

Sembra che la ragione – in termini utilitaristici anche – non abbia posto nella narrazione sulle migrazioni. La decrescita demografica, l’età media degli italiani – oltre 45 anni rispetto ai circa 20 anni della popolazione africana – le conclusioni degli esperti della Banca d’Italia, che non è certo una istituzione filantropica, dicono che l’accoglienza è necessaria. Non solo per contrastare la disumanità, ma anche per porre argine al declino economico. Nessuno vuole nascondere o semplificare i problemi, ma la politica dovrebbe avere su questi temi una visione lungimirante, di largo respiro, mentre risponde quasi sempre solamente sotto l’incalzare dell’emergenza.

Il libro è stato presentato in molte città italiane ed anche a Londra con la presenza dei curatori e di alcuni autori. Domenica 3 novembre è stato citato da Mimmo Lucano nell’intervista di Fabio Fazio all’interno del programma “Che tempo che fa” su RAI2.

Spesso queste presentazioni, come è avvenuto a Torino presso il Centro Studi Sereno Regis, hanno visto la presenza di musicisti. Parole e musica che si alternano, parole e musica che raccontano di dolore e speranza. Musica e parole che ci invitano a non nasconderci, a non dimenticare, a non rassegnarci.

… In questo mondo di sorrisi e di vento, di nuvole e di polvere, scintille e spavento,

ho trovato pane, rose e catene, campi di grano, ruggine e spine

in questa storia di valigie e partenze, di nuovi indirizzi, programmi e sentenze

ho trovato amori e bandiere, sorrisi diamanti e primavere….

Renato Franchi – Giorni cantati

 

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