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    Linux a scuola

    Ci sono molte buone ragioni per adottare Linux come sistema operativo client o server; nel caso della scuola, le buone ragioni sono più numerose che in altri.
    29 novembre 2005 - Marcello Missiroli

    Ci sono molte buone ragioni per adottare Linux come sistema operativo client o server; nel caso della scuola, le buone ragioni sono più numerose che in altri:

    1. Fattore economico: la scuola in generale e la scuola italiana in particolare non nuotano nell'oro. Sarà sempre più necessario ridurre i costi, specie in vista della, vera o presunta, autonomia. In "circostanze normali", una stazione di lavoro (per un esempio: Windows 98/ME + Office + compilatori + programmi grafici) può richiedere fino a 2.000.000 Lit. di software, da moltiplicare per il numero dei computer disponibili. I costi sono elevati anche nel caso dei piccoli istituti, e decisamente intollerabili per le scuole di grandi dimensioni. La soluzione più diffusa consiste nell'installare programmi illegali con la complicità di rivenditori di pochi scrupoli e sperando che la Guardia di Finanza chiuda, benevola, un occhio. Un'installazione standard per Linux, con StarOffice (1), Gimp (2) e gcc (3) costa al massimo 100.000 Lit., indipendentemente dal numero di macchine. Lo stesso vale, con differenze di costo ancora più marcate, per l'ambiente server.
    2. Fattore ecologico: Linux ha la ben nota capacità di consentire, pur se con qualche rinuncia, un buon livello operativo anche con macchine ritenute drammaticamente obsolete (i 486 o i vecchi Pentium con 16 MB di RAM). Non è pensabile, per una scuola, rinnovare completamente il parco macchine ogni 2-3 anni per adeguarsi alle ultime novità in fatto di sistema operativo o programmi applicativi. Installando software libero, sarebbe possibile liberare gran parte delle risorse ora destinate a prodotti proprietari per altri scopi (libri, hardware, ...stipendi?).
    3. Fattore etico: l'idea di affidare ogni aspetto dell'informatizzazione della scuola e della società civile ad una sola ditta, la Microsoft, riesce piuttosto sconcertante. Per questo, è opportuno che tutti (studenti, professori e altri operatori) abbiano coscienza non solo che computer non vuole dire necessariamente Microsoft, ma che esistono diverse alternative di pari e, in certi casi, migliore qualità anche se gratuite.
    4. Fattore didattico: Linux sembra fatto apposta per la didattica. La disponibilità di materiali, la possibilità di lavorare direttamente sul codice sorgente, gli strumenti standard per la realizzazione del software lo rendono la scelta migliore per comprendere cosa significhino davvero informatica e Internet.
    5. Fattore pratico e di sicurezza: anche se non è un aspetto primario, l'adozione delle tecnologie Linux permette di controllare meglio l'operato degli studenti e di limitare la loro propensione alla distrazione durante le ore di scuola.

    Purtroppo, la strada per l'adozione di Linux è lunga e, specie all'inizio, irta di difficoltà. Occorre essere consapevoli di tutti gli ostacoli prima di lanciarsi in battaglie contro i mulini a vento.

    1. Inerzia: gli esseri umani tendono ad adagiarsi sull'esistente. Per questo motivo, tutte le volte che si propongono novità o cambiamenti di abitudini consolidate, ci si sente dire da colleghi e tecnici: ``Perché mai, dato che il prodotto X lo fa già?''; oppure ``Benissimo, fate pure: io non ne so nulla né voglio capirci nulla.''
    2. Burocrazia: anche se, negli ultimi anni, qualcosa è cambiato, l'assetto burocratico della pubblica amministrazione non va per nulla sottovalutato. L'acquisto di un calcolatore, la realizzazione di una rete interna, la connessione a Internet significano pratiche che possono richiedere decine di passaggi, tre preventivi a tre diverse ditte, l'approvazione da parte del dirigente scolastico e di quello amministrativo, del collegio dei docenti, del consiglio d'istituto...
    3. Assistenza tecnica: il software commerciale fa dell'assistenza e del supporto uno dei suoi cavalli di battaglia. Di fatto, però, ben pochi telefonano all'help desk Microsoft per sapere come funziona il copia e incolla. Nel caso del software libero, o Open Source, lo stato attuale è molto diverso: spesso le istruzioni sono parziali e approssimative; possono verificarsi incompatibilità impreviste e improvvise. In situazioni come queste capita di trovarsi a terra. Tutti i problemi (o quasi) possono essere risolti chiedendo aiuto su Internet, ma al prezzo di dover attendere 1-2 giorni per trovare una soluzione.
    4. Ignoranza: purtroppo, la stragrande maggioranza degli operatori di settore conosce poco o nulla di Linux e degli argomenti correlati. I tecnici di laboratorio di solito sanno qualcosa di Windows, ma nulla di Internet, di reti, di Unix, e di molto altro. Tra i rivenditori e tra chi garantisce l'assistenza esterna la situazione è più o meno la stessa. Molti ignorano perfino che esiste la possibilità di vendere computer senza Windows preinstallato.
    5. Richiesta di prodotto ``mainstream'': si tratta della argomentazione forse più insistente, e alla quale è più difficile rispondere. Alla possibilità di lavorare con Linux si obietta che "tutti usano Windows'' (oppure Office, Photoshop, NT... fate voi); quindi, è opportuno che i ragazzi imparino i prodotti standard, e non qualche altra, oscura, "seconda scelta''. Il punto essenziale è, invece, che occorre insegnare le funzionalità dei programmi, senza ridurre gli studenti a puri esecutori di comandi. Lo scopo della scuola non è addestrare, ma formare ed istruire.
    6. Mancata percezione dei vantaggi: un ostacolo molto grave all'introduzione di Linux nella scuola, anche se spesso inespresso, è la mancaza della percezione dei vantaggi da parte dell'amministrazione e dell'utenza. Si tratta di un problema di marketing interno difficilmente risolvibile.

    A queste considerazioni se ne deve aggiungere un'altra, e forse è la più importante di tutte: nella scuola non esiste alcuna forma di motivazione o di incentivo che possa ripagare dello sforzo compiuto chi ha le competenze e la voglia di sperimentare ed innovare. Capita di passare ore e ore ad installare Linux, configurare reti, preparare testi per insegnare ai ragazzi come utilizzare questo "strano" sistema operativo, e tutto gratis et amore. Non c'è da aspettarsi neppure ringraziamenti. Per questo motivo, occorre essere forti e preparati. In ogni caso, e tutto considerato, i vantaggi superano di molto gli svantaggi.

    Note:

    1) Torna su StarOffice (ora rinominato OpenOffice) è una 'suite', ovvero una serie di programmi coordinati, che realizzano le stesse funzionalità di altre 'suite' commerciali (la più famosa è ovviamente la suite Office di Microsoft).

    StarOffice è composto da programmi per il WordProcessing, per il foglio di calcolo automatico, per il disegno, la navigazione e la posta elettronica internet e (in parte) base di dati relazionali.

    Tre caratteristiche lo rendono particolarmente interessante:

    1. è del tutto gratuito (e presto anche OpenSource) e scaricabile da Internet;
    2. è disponibile sia sotto Windows che sotto Linux e altri dialetti Unix;
    3. ha un buon supporto in Italiano (manuali, correttore ortografico ecc.).

    StarOffice, nella versione 5.2 (è stata annunciata ed è disponibile in versione beta la release successiva) è però un programma un po' pesante: si consiglia di utilizzarlo solo a partire dai 64Mb di memoria in su: http://www.openoffice.com

    (2) Torna su Gimp (GNU Image Manipulation Program) è un programma OpenSource che realizza le stesse funzionalità (e, in certi casi, è anche superiore) di programmi di elaborazione di immagini commerciali, quali Adobe Photoshop e Corel PhotoPaint. E' disponibile per tutti i dialetti Unix, compreso ovviamente Linux e, ancora a livello di beta, per la piattaforma Windows. E' prossimo il rilascio della versione 1.2: http://www.gimp.org

    (3) Torna su gcc è un compilatore (taluni dicono "il" compilatore) che "traduce"i programmi scritti in linguaggi di programmazione come C e C++ in codice eseguibile dal calcolatore. Al contrario di altri prodotti integrati (es: il compilatore C della Borland), gcc va eseguito in modalità testo. Per questo motivo, esistono diversi ambienti progettati per facilitarne l'uso e integrarlo con altri strumenti (il più famoso è kdevelop, il più semplice xwpe). E' disponibile una versione per il mondo Windows (DJCPP): http://www.gnu.org

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