CyberCultura

Primo laboratorio internazionale per lo sviluppo della cooperazione sul web

Un incontro all'università Federico II per analizzare le opportunità di Internet
20 gennaio 2007
Nicola Brusco
Lunedì 5 Febbraio si terrà un convegno aperto agli studenti presso la facoltà di Scienze Politiche dell'Università Federico II, con la presenza del preside ed il ministro Luigi Nicolais, dal titolo "Primo laboratorio internazionale per lo sviluppo della cooperazione sul web".

Gli interventi dei partecipanti contribuiranno ai "proceedings" del convegno.

Dal momento che il tema parla di cooperazione sul web, a detta di alcuni il più formidabile strumento tecnologico di democrazia che sia mai stato inventato, il convegno è aperto a tutti: come spettatori e come partecipanti.

E' possibile scrivere un articolo di due pagine e spedirlo all'organizzatore dell'evento, Charles Herisson (kontatto@gmail.com), e così contribuire alla riuscita del convegno.

Ognuno dei partecipanti, inoltre, inviterà un ospite dall'estero che in video conferenza illustrerà il suo punto di vista su una tematica collegata con il laboratorio.

Ci auguriamo sia la prima di una lunga serie di iniziative analoghe, perchè se nel ventesimo secolo democrazie e dittature hanno ampiamente utilizzato gli strumenti di informazione di massa, con i limiti della tecnologia disponibile, oggi grazie a internet stanno nascendo svariati gruppi spontanei di aggregazione su tutta la penisola, e la possibilità di entrare in contatto con persone che condividono i nostri stessi interessi, a dispetto della distanza, fornisce una dimensione nuova all’azione politica. Basti pensare al seguito di personaggi come Beppe Grillo, o al successo di iniziative come quella di Andrea D’Ambra contro le compagnie telefoniche (della quale si sono subito impossessati i nostri politici “dimenticando” che era nata su internet).

Nel 21esimo secolo è lecito attendersi che i giochi politici si trasferiranno sulla rete delle reti. Se questo porterà a una maggiore o minor libertà dei cittadini, dipende in minima parte dalla tecnologia e in gran parte da tutti noi. Il seguito del mio intervento si trova qui, per chi volesse leggerlo.

Dimenticavo di dirvi: al convegno partecipa anche il professor Dindiot!

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