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    Virtual PC, MS taglia il supporto a Linux

    Come temevano alcuni, il noto software di virtualizzazione sviluppato da Connectix potrebbe non far girare più su Windows sistemi alternativi come Linux e NetWare
    5 novembre 2003 - Punto Informatico

    Roma - Lo scorso febbraio Microsoft rese noto di aver acquisito da Connectix la tecnologia Virtual PC, la stessa che, in modo simile a quanto fanno altri prodotti di virtualizzazione come il noto VMware, permette di far girare su di un singolo PC o Mac più sistemi operativi simultaneamente.

    All'epoca dell'annuncio gli utenti di Mac temettero che il passaggio di mano del software potesse rappresentare la fine dello sviluppo di Virtual PC per la piattaforma di Apple. Microsoft si aveva poi ribadito la volontà di continuare lo sviluppo della versione Mac del prodotto, promessa mantenuta con il rilascio, lo scorso agosto, di una versione aggiornata del software. Al di là delle critiche che alcuni hanno mosso a questa nuova release, e al fatto che Microsoft non abbia ancora pianificato il rilascio di una versione che supporti i nuovi processori PowerPC G5, lo sviluppo di Virtual PC per Mac non sembra al momento a rischio.

    A rischio appare invece il supporto, all'interno dell'imminente Virtual PC per Windows, dei sistemi operativi non-Windows virtualizzabili dal software. Come di recente dichiarato da alcuni portavoce di Microsoft, la prossima versione di Virtual PC per Windows mancherà infatti del supporto ufficiale a BSD Unix, Linux, NetWare e Solaris x86: sebbene il software potrà ancora essere utilizzato per far girare questi sistemi operativi, tale funzione sarà priva di supporto tecnico e documentazione.

    "I clienti saranno in grado di far girare sulla versione di Virtual PC di Microsoft molte varianti di Linux, insieme a NetWare e BSD, come sistemi operativi guest", ha spiegato Carla Huffman, product manager nella Windows Client Division di Microsoft, specificando poi che "tuttavia, Virtual PC è ottimizzato per Windows".

    In realtà pare che le modifiche apportate da Microsoft all'ex software di Connectix siano più radicali. Un beta tester di Virtual PC ha infatti confermato che, nelle ultime versioni del prodotto, Microsoft ha rimosso dall'elenco dei sistemi operativi guest accessibile dal wizard del programma Linux, BSD, NetWare e Solaris.

    La cessazione del supporto ufficiale alle piattaforme non-Windows sembra anche suggerire l'interruzione, da parte di Microsoft, dello sviluppo del codice necessario a garantire la compatibilità di Virtual PC con le prossime evoluzioni di questi sistemi operativi: ciò significa che in futuro tale supporto potrebbe diventare obsoleto o sparire del tutto.

    Microsoft vede soprattutto il nuovo Virtual PC per Windows come uno strumento in grado di agevolare la migrazione delle aziende verso Windows Server 2003: il software di virtualizzazione, che supporta praticamente tutte le versioni di Windows, dal 3.1 in poi, e OS/2, può infatti essere utilizzato dagli amministratori per fare girare il vecchio parco di software per Windows, e in particolare NT4, sui più recenti sistemi operativi di Microsoft.

    La prossima versione di Virtual PC per Windows, il cui rilascio sul mercato è previsto entro la fine dell'anno, è il successore dell'attuale versione 5.2 sviluppata da Connectix. Microsoft sta lavorando anche ad una versione per server di Virtual PC che debutterà, con il nome di MS Virtual Server, durante la prima metà del 2004: questa edizione consentirà di far girare fino a 64 macchine virtuali al di sopra di Windows 2000 Server e Server 2003.

    Microsoft sostiene che le soluzioni di virtualizzazione consentono alle aziende di consolidare le risorse dei server, ridurre gli investimenti e i costi operativi legati all'hardware e incrementare la produttività.

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