CyberCultura

In occasione della Giornata mondiale ONU dei Diritti Umani

Sit-in per la liberazione di Julian Assange davanti all’Ambasciata Britannica di Roma

Sabato 10 dicembre 2022, dalle 15 alle 18, a Roma presso Porta Pia (lato via XX settembre), gli attivisti di FREE ASSANGE Italia hanno indetto un sit-in e una "festa natalizia" a favore di Julian Assange, co-fondatore del sito WikiLeaks, tuttora incarcerato a Londra.
8 dicembre 2022
Patrick Boylan

Sit-in per la liberazione di Julian Assange davanti all’Ambasciata Britannica di Roma Sabato 10 dicembre 2022, dalle 15 alle 18 Porta Pia (lato via XX settembre) – ROMA

Nella Giornata mondiale dell’ONU dei Diritti Umani, sabato 10 dicembre dalle 15 alle 18.00, il Gruppo FREE ASSANGE Italia manifesterà con un sit-In e festa natalizia* di fronte all’Ambasciata del Regno Unito per chiedere che venga posta fine alla ingiusta e disumana detenzione di Julian Assange, chiedendo quindi che non venga estradato negli Stati Uniti.

Aderendo inoltre all’iniziativa mondiale #Stand4Truth, daremo vita anche noi alla performance che avrà luogo in numerose piazze di tutto il mondo, riproducendo dal vivo la celebre opera statuaria di Davide Dormino “Anything to Say?”. Londra chiama Belmarsh

Durante il sit-in ci sarà un collegamento telefonico con gli attivisti inglesi della rete Free Assange, posti davanti alla prigione di Belmarsh.

Il luogo dell’iniziativa, l’Ambasciata Britannica, è stato simbolicamente scelto da FREE ASSANGE Italia perché il paese della Magna Charta, il civilissimo Regno Unito, dal 19 giugno del 2012 sta privando Julian Assange della sua libertà e ne sta facendo un prigioniero politico.

Dall’11 aprile 2019, Assange è recluso nel carcere di massima sicurezza di Belmarsh, nei pressi di Londra, senza una condanna, in condizioni durissime (in isolamento totale dentro una cella di 2 metri x 3), in attesa della sua estradizione verso gli Stati Uniti, dove lo attende un processo, che minaccia di condannarlo fino a 175 anni di carcere, solo per aver fatto il suo dovere di editore e di giornalista, pubblicando anche documenti segreti “nell’interesse pubblico.”

Nella giornata in cui in tutto il mondo si celebrano i diritti umani, è importante accendere i riflettori sul caso Assange, sia perché è l’emblema della loro violazione, sia perché la sua reclusione e la minaccia di estradizione rappresentano la negazione di un fondamentale diritto umano: la libertà di stampa che comprende il diritto di un giornalista investigativo di rivelare anche documenti segretati se ciò è nell’interesse pubblico (Corte Suprema degli Stati Uniti, 1971, New York Times vs. United States).sh.

*Julian Assange, giornalista e co-fondatore di WikiLeaks, ha donato alle democrazie del mondo rivelazioni scottanti dei crimini perpetrati dai potenti. Questi sono stati veri e propri “regali” alle Democrazie e alle opinioni pubbliche di tutto il mondo. Per questo intenderemo ricordarli come veri e propri doni alle nostre coscienze, all’esercizio della nostra libertà.

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