Disarmo

RSS logo

Mailing-list Disarmo

< Altre opzioni e info >

Aiuta PeaceLink

Sostieni la telematica per la pace:

  • Donazione online con PayPal
  • C.C.P. 13403746 intestato ad Associazione PeaceLink, C.P. 2009 - 74100 Taranto (TA)
  • Conto Corrente Bancario n. 115458 c/o Banca Popolare Etica, intestato ad Associazione PeaceLink (IBAN: IT05 B050 1802 4000 0000 0115 458)
Motore di ricerca in

Lista Disarmo

...

Articoli correlati

  • Uranio impoverito, una strage di Stato
    I militari italiani colpiti da patologie oncologiche riconducibili all'esposizione a nanoparticelle di metalli pesanti come l'uranio impoverito

    Uranio impoverito, una strage di Stato

    Luciano Cipriani maresciallo dell’Aeronautica militare aveva 47 anni. Nel suo curriculum diverse missioni all’estero, Kosovo, Afghanistan. Aveva respirato a pieni polmoni l’aria di quei luoghi e calpestato le terre avvelenate dalle nanoparticelle, tutto senza protezioni.
    9 agosto 2016 - Cinzia Palmacci
  • "Come uscire dalla follia del nucleare" - Recensione di Olivier Turquet
    RECENSIONE di OLIVIER TURQUET al Libro La follia del nucleare

    "Come uscire dalla follia del nucleare" - Recensione di Olivier Turquet

    2 luglio 2016 - Laura Tussi
  • Uranio impoverito, avevamo ragione
    La lunga lotta di PeaceLink per fare luce sulla Sindrome dei Balcani e sui bombardamenti con uranio impoverito nel mondo

    Uranio impoverito, avevamo ragione

    Il ministero della Difesa è stato giudicato per “condotta omissiva” e condannato al risarcimento di un milione e mezzo di euro alla famiglia del caporalmaggiore Salvatore Vacca
    23 maggio 2016 - Alessandro Marescotti
  • Liberi dalla paura nucleare: è un diritto!
    Convegno al Liceo Manzoni di Milano, sabato 28 Marzo 2015

    Liberi dalla paura nucleare: è un diritto!

    22 marzo 2015 - Laura Tussi
La sua creazione dovrebbe essere il primo atto ufficiale della nuova commissione d'inchiesta. Parla la scienziata Antonietta Gatti

Uranio impoverito, nasce la banca dati delle vittime

Mi auguro che questo centro, condiviso con le forze armate, possa darci il polso della situazione
13 gennaio 2007 - Antonio Massari
Fonte: Il Manifesto (http://www.ilmanifesto.it)


Un centro d'eccellenza per gli ammalati da uranio impoverito. O meglio: da «Inquinamento bellico», come spiega la scienziata Antonietta Gatti, dell'università di Modena, esperta in nano-patologie e consulente della vecchia commissione d'inchiesta parlamentare.
Dottoressa, lei è tra le principali promotrici di questo centro d'eccellenza: perché?
La vecchia commissione d'inchiesta parlamentare, per la quale ero consulente, aveva bisogno di dati per realizzare un censimento reale degli ammalati e dei decessi. Li abbiamo chiesti ai vari stati maggiori: non abbiamo avuto risposta. Mi auguro che questo centro, condiviso con le forze armate, possa raccogliere tutti i dati e darci il polso della situazione. Non solo in senso storico, ma anche in prospettiva, per almeno tre o cinque anni.
A chi tocca decidere? Avete già interessato qualcuno?
Sì, il sottosegretario alla Difesa, Giovanni Forcieri, al quale abbiamo spedito un promemoria. La decisione finale dovrebbe spettare al ministro della Difesa: sarebbe il primo atto della nuova commissione.
Nel centro chi lavorerebbe?
All'interno della vecchia commissione, oltre me, c'era anche il dottor Ezio Chinelli, dell'ospedale militare di Padova, che ha visitato molti soldati prima che partissero e anche dopo. Possiede un data base enorme. Poi collaboreremmo con Armando Benedetti, del Cisam - ministero della difesa - al quale sono affidate le competenze in materia di radioattività. Questa triangolazione - la parte militare, con la conoscenza tecnica sulle bombe, unita alla parte medica - formerebbe lo zoccolo duro di questo centro. Poi si potranno aggregare altre unità. Mi auguro che possa servirà anche a fare prevenzione.
Un centro italiano per un problema mondiale, che riguarda anche migliaia di civili.
Un centro italiano - all'inizio - per mettere a fuoco, in maniera netta, la situazione italiana. Per il resto deve relazionarsi con l'Europa, e non solo, perché anche gli altri paesi hanno avuto le loro vittime. E tutto ciò non deve ripetersi. I militari sanno che in missione può arrivare una pallottola. Ma che sia almeno visibile: nelle guerre moderne si muore per nano-particelle inferiori al micron, dovute alle esplosioni, che è sufficiente respirare per ammalarsi gravemente.
E per quanto riguarda i civili?
Purtroppo non interessano quasi a nessuno. È una tragedia immane: chi eliminerà mai l'inquinamento che abbiamo creato? Come faremo a monitorarlo? Quanto resterà? E dove lo spingerà il vento? Non esistono risposte ma qualcuno dovrà darle. Una nazione inquina un popolo: ne sarà responsabile, sì o no? Anche in questi giorni, come sempre, mi giungono richieste e cartelle mediche, da Sarajevo come dall'Iraq. Gente che ha sviluppato patologie apparentemente inspiegabili. Leucemie, cancri doppi o tripli, bimbi malformati. Le testimonianze dei medici iracheni sono indicibili. E non hanno le medicine adeguate. In certe zone non arriva neanche l'ambulanza: figurarsi se è possibile realizzare una chemioterapia. Spero soltanto che, dalla conoscenza delle patologie dei soldati, si possa raggiungere una conoscenza medica utile nel campo civile. Mi auguro che da questa disfatta possa nascere un aiuto per i civili. E poi, mi lasci dire una cosa: tutto ciò che conosciamo, lo dobbiamo alle vittime.
In che senso?
Soltanto loro ci hanno messo in condizione di saperne di più. Pensi che una volta mi ha chiamato la madre di un soldato ormai morto. Il figlio, prima della chemioterapia, aveva donato lo sperma. E la signora mi disse: «Ho pensato che a lei potesse essere utile, posso portarglielo, lo studierebbe?». L'ho studiato: c'erano delle nano-particelle. Ma lei immagina cosa può succedere se il seme contiene cobalto? Se non avessi visto le foto non l'avrei mai supposto.
Ma come può succedere?
Le bombe, esplodendo, producono temperature elevatissime, sublimano qualsiasi cosa incontrino. Creano polveri sottili, anche inferiori al micron, che si nebulizzano in una sorta di aerosol. Poi basta respirarle. Per questo in commissione abbiamo introdotto un elemento nuovo: l'«inquinamento bellico». E infatti la nuova commissione, accanto all'uranio impoverito, ora cita anche le nano-particelle.

PeaceLink C.P. 2009 - 74100 Taranto (Italy) - CCP 13403746 - Sito realizzato con PhPeace 2.5.6 - Informativa sulla Privacy - Informativa sui cookies - Posta elettronica certificata (PEC)