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L'Italia e Gheddafi

21 febbraio 2011 - Rossana De Simone

Proteste e scontri, centiaia di vittime durante le manifestazioni contro il regime del colonnello libico Muammar Gheddafi. Televisioni e internet oscurati, assenza di giornalisti stranieri sul posto, spari sulla folla e lanci di razzi Rpg.
Il figlio di Gheddafi afferma: il popolo libico deve scegliere se costruire "una nuova Libia" o precipitare nella"guerra civile, e in tutta la Libia scorreranno fiumi di sangue".

Il Italia la Farnesina, "sconsiglia tassativamente qualsiasi viaggio non essenziale" in Libia. Silvio Berlusconi si dice preoccupato per quanto sta avvenendo in Libia, ma spiega di non aver sentito il suo amico Gheddafi per non "disturbarlo" in un momento così delicato. E' troppo pre-occupato a massacrare la folla in rivolta.

Il Ministero degli Esteri ci ricorda che l'Italia rappresenta il principale partner economico della Libia. Dal petrolio al gas alle armi, sino alla costruzione del muro elettronico anti migranti. Ecco i dati e gli accordi conclusi in materia:

Rapporti economici. L’Italia rappresenta il principale partner economico della Libia. Particolarmente rilevante nel quadro dei rapporti economici bilaterali è il ruolo ricoperto dal settore energetico: la Libia si colloca rispettivamente al primo e al terzo posto tra i nostri fornitori di petrolio e gas naturale; l’Italia è il primo acquirente del greggio libico; gli idrocarburi rappresentano circa il 99% delle importazioni italiane dalla Libia.
Per quanto concerne le esportazioni italiane verso la Libia, la voce principale è costituita dai prodotti petroliferi raffinati (oltre il 28% del totale), seguita dai macchinari di varia tipologia (circa il 22% del totale). Nel 2009 il valore complessivo delle nostre esportazioni verso la Libia si è attestato a circa 2,1 miliardi €.

22 gennaio 2011: La Libia entra in Finmeccanica. Il fondo sovrano di Gheddafi compra il 2,01% della società italiana
ROMA - Il colonnelo Gheddafi si accomoda in Finmeccanica. Il fondo sovrano di Tripoli, Lybian Investment authority (Lia), ha comprato il 2,01% della società della difesa controllata dal ministero del l'Economia.
La mossa suggella gli stretti rapporti d'affari con il gruppo guidato da Pier Francesco Guarguaglini, intensificati negli ultimi due anni, come con altri gruppi italiani, in parallelo con l'avvicinamento tra il premier Silvio Berlusconi e il leader della rivoluzione, Muammar Gheddafi.
La cornice dell'alleanza con Tripoli è stata fissata il 28 luglio 2009, nel memorandum d'intesa firmato a Roma da Guarguaglini e da Mustafà Zarti, amministratore delegato di Lia, che ha staccato nell'occasione il biglietto d'ingresso con quote di minoranza nel capitale di uno dei primi dieci produttori mondiali di armamenti. L'intesa preludeva a collaborazioni nell'intero spettro di attività di Finmeccanica, dalla difesa e sicurezza agli elicotteri, dall'aeronautica all'industria ferroviaria. «Avremo il migliore accesso a un mercato commerciale da 20 miliardi di dollari», aveva commentato Guarguaglini, riferendosi anche ad opportunità in altri paesi africani.
Finora il gruppo ha ricevuto dalla Libia oltre un miliardo di euro di commesse. Un contratto per il controllo elettronico dei confini Sud della Libia per frenare l'immigrazione affidato a Selex Sistemi integrati da 300 milioni di euro (operativo per metà, manca il finanziamento di 150 milioni che dovrebbe essere coperto dalla Ue), due contratti per sistemi ferroviari ad Ansaldo Sts per 788 milioni, oltre alla fornitura di 16 elicotteri di AgustaWestland e uno stabilimento per elicotteri in Libia inaugurato a metà 2010, con la joint venture paritetica Liatec.
Tripoli è già presente in Italia in particolare in UniCredit, dove possiede il 4,9% con la banca centrale più il 2,6% con la Lia, nella Juventus è il secondo azionista con il 7,5% (Lafico), nell'Eni ha circa l'1 per cento. Nel gruppo della difesa, secondo i dati Consob, il primo azionista è il ministero dell'Economia con il 32,44%, seguito da tre fondi anglosassoni (4,88% Capital research, altri due con poco più del 2% ciascuno), poi c'è la Lia.
Tripoli potrebbe anche giocare un ruolo nella nomina del nuovo cda Finmeccanica fra tre mesi: attualmente il governo esprime 8 dei 12 consiglieri, gli altri 4 sono designati da Mediobanca, azionista con l'1%. Un equilibrio che la mossa di Tripoli, non sgradita a Guarguaglini, potrebbe sparigliare. (G.D.)

2010: Arriva una nuova commessa milionaria per Finmeccanica. Il colosso aerospaziale in data odierna, giovedì 12 agosto 2010, ha infatti reso noto d’essersi aggiudicato in Libia commesse per un controvalore pari a ben 247 milioni di euro; questo, in particolare, è avvenuto attraverso un consorzio costituito da un lato da Selex Communications, e dall’altro da Ansaldo STS. Attraverso tale consorzio Finmeccanica ha siglato con la società controllata dalle Ferrovie Russe JSC RZD, la Zarubezhstroytechnology, un contratto da 247 milioni di euro circa al fine di realizzare in Libia, e precisamente sulla tratta che collega Sirth a Benghazi, le tecnologie relativamente alle telecomunicazioni, bigliettazione, security, automazione, segnalamento e telecomunicazioni.
I 247 milioni di euro della commessa, in accordo con quanto recita una nota emessa da Finmeccanica, risultano essere così suddivisi: 45 milioni di euro per Selex Communications, e 202 milioni di euro per la società Ansaldo STS in qualità, con una quota pari all’81,8%, di leader del Consorzio.
Finmeccanica si aggiudica commesse in Libia per la linea Sirth-Benghazi
Finmeccanica, attraverso il Consorzio costituito da Ansaldo STS e SELEX Communications, ha firmato con Zarubezhstroytechnology, società controllata dalle Ferrovie Russe JSC RZD, un contratto del valore complessivo di 247 milioni di euro circa per realizzare sulla tratta da Sirth a Benghazi, in Libia, le tecnologie di segnalamento, automazione, telecomunicazioni, alimentazione, security e bigliettazione. Le quote di competenza sono rispettivamente di circa 202 milioni di euro per Ansaldo STS, in qualità di leader del Consorzio con l'81,8%, e di circa 45 milioni di euro per SELEX Communications.
La gara, assegnata a seguito di una serrata competizione internazionale, è stata indetta dalle Ferrovie Russe in qualità di Main Contractor responsabile nei confronti delle Ferrovie Libiche per tutte le opere di realizzazione della linea Sirth-Benghazi (opere civili, armamento e tecnologie), lunga 550 chilometri.
La durata delle attività prevista per Ansaldo STS e SELEX Communications è di circa tre anni. Ansaldo STS realizzerà in particolare il sistema interoperabile europeo noto come European Rail Traffic Management System (ERTMS)/European Train Control System (ETCS), le apparecchiature per il controllo delle stazioni, note come Interlocking, le apparecchiature poste sul piazzale, il centro di controllo e automazione del traffico ferroviario, i sistemi di annunci e informazioni al pubblico, il sistema di alimentazione elettrico, il sistema preposto alla security e il sistema di bigliettazione automatica.
Selex Communications realizzerà una soluzione di telecomunicazioni chiavi in mano composta dai sotto sistemi GSM-R, rete di trasporto in fibra ottica e tecnologia SDH e rete telefonica VoIP e wi-fi di stazione fornendo, inoltre, attività e servizi di progettazione, installazione, messa in servizio, training e manutenzione.
Finmeccanica rafforza la sua presenza in questi due importanti paesi, dove si delineano ulteriori importanti prospettive per il settore dell'alta velocità e per i corridoi ferroviari euro-asiatici.

2009: l gruppo di Guarguaglini ha firmato ieri a Roma una joint venture paritetica con il fondo sovrano di Tripoli, che permetterà alla società l'accesso a un mercato commerciale da 20 miliardi di dollari. Le prime mosse saranno focalizzate sul comparto civile dei trasporti, dell'energia, delle comunicazioni, dell'aerospazio e dell'elettronica. Alcuni paletti limiterebbero invece gli interventi nell'industria militare.

Appalto da 300 milioni per Finmeccanica in Libia: muro elettronico anti migranti
Selex sistemi integrati, azienda di Finmeccanica, controllata dal ministero dell’economia, si è assicurata i lavori per proteggere con sensori elettronici i confini sahariani del paese nordafricano. Tutto previsto dal Trattato di amicizia italo-libico.
Finmeccanica, tramite Selex Sistemi Integrati, ha firmato un accordo con la Libia, del valore di 300 milioni di euro, per la realizzazione di un grande sistema di protezione e sicurezza dei confini libici, in particolare quelli che guardano verso Niger, Ciad e Sudan da dove arriva il grosso dei migranti dall'africa subsahariana. La sicurezza dei confini sarà dunque affidata a sensori elettronici e Finmeccanica, in un comunicato, specifica che «la prima tranche di 150 milioni di euro è già operativa» e che Selex «addestrerà gli operatori, i manutentori ed assicurerà le opere civili necessarie».
L'intesa è in attuazione di uno specifico articolo del Trattato di amicizia italo-libico firmato da Berlusconi e Gheddafi il 30 agosto 2008. La Libia si è impegnata a bloccare il flusso di migranti solo qualora il nostro paese avesse finanziato una sorta di muro elettronico a protezione del confine libico rivolto al Sahara. Così Finmeccanica ha avuto l'appalto, finanziato al 50% dai contribuenti italiani e per il restante 50% dall'Unione europea, per rendere meno poroso l'attraversamento del Sahara da parte dei migranti.
Con questo appalto l'Italia delega il "lavoro sporco" alla Libia e cerca di evitare il più possibile i respingimenti in mare, che le hanno causato ripetute accuse di mancato rispetto del diritto internazionale. Inoltre Finmeccanica, che ha quale azionista di riferimento il ministero dell'economia, si rafforza in un settore emergente, quello della homeland security, la sicurezza interna. Un mercato in forte crescita: a libello mondiale vale 45 miliardi di dollari nel 2006, che diventeranno 100 miliardi nel 2016. Secondo Per Francesco Guarguaglini, presidente di Finmeccanica «In Libia ci sono varie prospettive e questa commessa costituisce un'importante referenza anche per altri paesi».

2007: Joint venture Finmeccanica-Libia per elettronica della difesa
(Roma, 2 aprile) Finmeccanica ha firmato un accordo con il governo libico per la creazione di una joint venture nel campo dell’elettronica per la difesa e per la sicurezza, al fine di realizzare soluzioni innovative per il mercato libico e per quello di altri paesi africani. Finmeccanica fornirà il know-how e le conoscenze sui prodotti e le tecnologie, in collaborazione con le realtà industriali locali.
L’obiettivo è sviluppare sistemi integrati per la sorveglianza di infrastrutture critiche, sistemi di telecomunicazioni e di homeland security e sistemi integrati di automazione postale. L’accordo prevede la possibilità di dare vita a delle joint venture con operatori locali per la realizzazione di progetti operativi.
Questa nuova collaborazione tecnologica e industriale assicurerà una grande opportunità di sviluppo all’economia libica e consentirà a Finmeccanica di rafforzare la propria presenza nel continente in uno dei settori chiavi del proprio business, l’elettronica per la difesa e per la sicurezza.
Finmeccanica vanta già una presenza industriale in Libia, dove nel gennaio 2006 ha sottoscritto – attraverso la controllata Agusta-Westland – un accordo con la Libyan Company for Aviation Industry per costituire una joint venture denominata Libyan Italian Advanced Tecnology Company (Liatec), per lo sviluppo di attività nel settore aeronautico e dei sistemi di sicurezza.

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