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U. S. I sindaci voteranno contro la guerra?

20 giugno 2011

manifestazione di donne contro la guerra

Per la prima volta dal tempo della guerra del Vietnam sindaci di città statunitensi intervengono in materia di politica estera.
http://www.bringourwardollarshome.org/

E' stata l'associazione donne contro la guerra ad aver avviato una risoluzione invitando tutti i sindaci a sottoscriverla.
http://www.codepink4peace.org/

In Italia purtroppo è la Lega Nord a raccogliere firme e a muoversi in termini di propaganda contro la guerra, tranne poi votare in Parlamento per la prosecuzione dei bombardamenti perchè le bombe portano clandestini.

Proprio perchè dietro questo finto pacifismo italiano si cela non solo un dichiarato razzismo ma anche una strisciante voglia di secessione, si potrebbe recepire questa iniziativa per ribadire che il pacifismo e l'antimilitarismo sono contro ogni nazionalismo, ogni forma di colonialismo e contro la risoluzione armata dei conflitti.

Will U.S. Mayors Vote Against War?
http://www.commondreams.org/view/2011/06/17-0

Intervento delle donne contro la guerra durante una udienza che confermava Leon Panetta prossimo Segretario della Difesa tenuta dal senatore Carl Levin del Michigan:

"Vergognati, senatore Levin, per il sostegno alle guerre infinite mentre Detroit sta morendo".

La città di Detroit è uno specchio del fallimento di tutte le guerre che impoveriscono tutti i cittadini togliendo i soldi per l'assistenza sanitaria per oltre 150.000 bambini o lo stipendio di 3.000 insegnanti.

Il senatore Levin potrebbe non volere il collegamento tra la guerra e le sventure finanziarie delle nostre città, ma altri sindaci stanno facendo proprio questo. Quest' anno la Conferenza dei Sindaci, che si terrà dal 17-21 GIUGNO a Baltimora, vedrà centinaia di sindaci riuniti per discutere varie questioni di sicurezza nazionale compreso lo sviluppo del lavoro. Uno degli argomenti sarà la votazione della risoluzione Bring Our War Dollars Home che invita il Congresso a riorientare la spesa militare a favore delle priorità nazionali.

Miliardi di dollari sarebbero spesi meglio nella creazione di occupazione, assistenza sanitaria, energia sostenibile, infrastrutture e programmi per riduzione della povertà e della criminalità nelle città americane.

 

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