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"Stiamo morendo in una nuova trincea, quella fredda e buia della burocrazia e in quella ancor più spietata dell’indifferenza delle istituzioni militari, in una trincea strana in cui nessuno ti copre le spalle.."
23 novembre 2012 - Gabriele Caforio

Carlo Calcagni, Colonnello del Ruolo d’Onore e pilota istruttore di elicottero dell’Esercito Italiano, da dodici anni combatte contro una grave malattia contratta, per cause di servizio, durante una missione di “pace” nei Balcani. Il principale responsabile della sua malattia è l'uranio impoverito utilizzato nelle bombe che venivano lanciate dagli americani sulla Ex Jugoslavia.

Da dodici anni Carlo, oltre che combattere contro la sua malattia, deve contrastare tonnellate di burocrazia che gli rendono ancora più difficili le sue cure. Percorsi di cura costosissimi, a cui si sottopone ciclicamente ogni quattro mesi, per i quali deve recarsi in un centro specializzato inglese, il Breakspear Hospital.

Adesso Carlo ha scritto nuovamente alle Istituzioni del nostro Paese, per ricordare la sua condizione, simile purtroppo a quella di tanti altri giovani italiani.

“Il mio corpo è diventato una discarica di metalli pesanti generati proprio dall’esplosione delle bombe con uranio impoverito che i “nostri” alleati Americani hanno utilizzato per bombardare la ex Jugoslavia appena prima del nostro intervento nei Balcani come Forza Multinazionale di pace, sebbene la “mission” internazionale del nostro Paese sia fondata sull'opzione non violenta e che dovrebbe rispettare l’articolo 11 della Costituzione: «Ripudiamo la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali»”. Carlo Calcagni

Carlo è anche stato un grande ciclista, ha vinto tante corse nella sua carriera un atleta forte e generoso, il cui corpo ora non tiene più i ritmi delle gare e dello sport agonistico. Nella sua lettera lancia delle richieste ben precise ai nostri politici. Richieste di riduzione delle spese militari, di impiego alternativo di quei fondi per altri scopi più necessari e indispensabili rispetto alla guerra, richieste che PeaceLink abbraccia e sostiene fortemente.

Chiede, “con tutto il fiato che gli resta, di valutare seriamente l’azzeramento dei finanziamenti alle guerre per poter consentire al Nostro Paese, in una forte spirale recessiva e in crisi economica, di rialzarsi investendo soldi sporchi in cose Vere ed Essenziali, in servizi primari e fondamentali come la Sanità Pubblica”. Si batte perché il diritto alla cura sia realmente fruibile da tutti in Italia, “Si tagliano continuamente i fondi per la sanità, mentre si continua a sprecare denaro pubblico in armamenti, si pensi ai nuovi acquisti di F-35”.

Nichi Vendola ha risposto alla sua lettera in queste ore, assumendosi un grande impegno nei suoi confronti e nei confronti di chi come lui vive la stessa difficoltà. “Mi chiedi di mantenere le promesse, di ridurre drasticamente le spese militari e di ripudiare la guerra. Lo farò perché la pace, la non violenza, la cooperazione tra i popoli sono per noi bussole non barattabili. Intendo la politica come inchiesta sulle cose della vita, come indignazione civile, come prefigurazione di un mondo liberato: farò la mia parte perché si arrivi alla verità sulle morti e sulle malattie causate dall’uranio killer, mi impegnerò, come ho già fatto, per sottrarre dall’omertà e dall’oblio un Paese che dimentica in fretta e preferisce non sapere”

Pubblichiamo di seguito la sua lettera integrale.

Note:

Altri articoli di PeaceLink sulla vicenda di Carlo:
http://www.peacelink.it/cerca/index.php?q=carlo+calcagni

Allegati

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