Solidarieta' a PeaceLink
A rischio di chiusura PeaceLink, la piu' antica (dal '92) rete pacifista italiana. Un tizio ha chiesto cinquantamila euro di danni per la pubblicazione di un appello pacifista (gia' largamente diffuso in rete) nel quale, per errore, era messo fra i firmatari. Ma e' cosi' vergognoso firmare un appello pacifista? Non basta una smentita? Mica e' un appello di pedofili o di mafiosi. Il signore in questione, pero', e' un consulente italiano di enti governativi americani (e, mi pare di capire, anche di enti non estranei al complesso militare-industriale di cui parlava Eisenhower nei lontani anni Cinquanta) e dunque per lui essere messo fra i pacifisti e' un insulto sanguinoso. E dunque pretende un provvedimento "esemplare", anche per rassicurare i suoi datori di lavoro americani sulla propria completa dedizione. Sarebbe una storia grottesca, se non fosse una storia di bavaglio. Quasi tutti i giornali e tutte le televisioni ormai parlano (o non parlano) a nome di una ventina di persone: resta solo l'internet, per noi comuni lettori. Ma un'isola non controllata evidentemente non e' ammessa. Percio', chiudiamo Peacelink e portiamo l'informa-unica anche sulla Rete. Info e solidarieta' (urgente): http://www.peacelink.it/emergenza c.gubitosa@peacelink.it Carlo Gubitosa 349.2258342
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