Una guida all'uso di PeaceLink

Cinque modi per fare del 2019 un anno migliore

Primo: conoscere e verificare. Secondo: allargare la consapevolezza. Terzo: attivarsi e costruire una strategia. Quarto: condividere il proprio piano con un gruppo di persone fidate. Quinto: generare empowerment e non collaborare con il potere quando mette in atto azioni ingiuste.
31 dicembre 2018

Attivati con PeaceLink

Una guida per il 2019

Ecco una guida per te. Scaricala e condividila.

Le linee guida sono chiare: nel 2019 non delegare, agisci in prima persona. Esercita la cittadinanza attiva dal basso. Diventa un cane da guardia del potere. Collabora con PeaceLink.

La strategia di PeaceLink è quella di promuovere:

  • conoscenza

  • consapevolezza

  • partecipazione

  • cittadinanza attiva

  • empowerment

  • azioni di cambiamento, anche attraverso il consumo critico

Il metodo a cui PeaceLink si ispira è quello della nonviolenza, che prevede la non cooperazione con il potere quando mette in atto azioni ingiuste.

 

Cosa fare?

 

La mission di PeaceLink si struttura mediante azioni di informazione per favorire conoscenza critica, cittadinanza attiva, empowerment e resistenza nonviolenta all’ingiustizia. PeaceLink agisce mediante Campagne Nazionali, ossia piani di attività contraddistinti da una denominazione.

Attualmente PeaceLink è impegnata su varie questioni fra cui:

  • attuazione della Costituzione che all’art.11 prevede il “ripudio della guerra”

  • la campagna ICAN (premio Nobel per la Pace 2017) per la messa al bando delle armi nucleari

  • educazione alla pace

  • riduzione delle spese militari a favore delle spese civili

  • divieto di vendita di armi all’Arabia Saudita, alle nazioni che violano i diritti umani e alle nazioni in guerra (in attuazione della legge 185/1990)

  • taglio degli F-35 (cacciabombardieri molto costosi e a capacità nucleare)

  • divieto di transito e sosta nei porti italiani di mezzi a propulsione nucleare

  • ecoriconversione e didattica per lo sviluppo sostenibile (Agenda Onu 2030)

  • sostegno ai movimenti di base della società civile impegnati contro TAV, TAP, trivellazioni, ecc.

  • costituzione di parte civile nei processi ILVA e abolizione dell’immunità penale per chi gestisce oggi lo stabilimento

  • solidarietà ai migranti in quanto esseri umani dotati dei diritti sanciti dalla Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, primo fra tutti il diritto alla vita

  • sostegno ad interventi in emergenze umanitarie (come quella in atto nello Yemen)

  • sostegno a progetti di cooperazione umanitaria (come quello della dottoressa Chiara Castellani, nel Congo RD) e collaborazione con i missionari che accolgono i bambini di strada (come padre Kizito in Kenya)

  • collaborazione con movimenti a tutela dei nativi e della foresta Amazzonica (collaborazione con i missionari comboniani come padre Dario Bossi)

  • recupero della memoria storica, pedagogia della Resistenza.

 

 


Cinque modi per agire nel 2019


 

Cosa puoi fare tu?

Ecco i cinque passi per fare del 2019 un anno di cittadinanza attiva e consapevole.

Primo: informati e verifica.

Secondo: allarga la tua consapevolezza.

Terzo: attivati e costruisci una strategia.

Quarto: condividi il piano con un gruppo di persone fidate.

Quinto: genera empowerment e utilizza PeaceLink.

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