C’è un taglio di 620 milioni per definanziare la scuola e sostenere l’aumento delle spese militari

Contro il riarmo un'ondata di mobilitazioni pacifiste unisce studenti e lavoratori

Il prossimo 30 ottobre 2026 si delinea un’alleanza strategica fra studenti, lavoratori e portuali: uniti contro l’economia di guerra. È sciopero generale nazionale e internazionale.
27 ottobre 2026
Redazione PeaceLink
Sciopero studenti e lavoratori contro il riarmo
Il prossimo 30 ottobre 2026 l'Italia e i principali scali marittimi globali saranno attraversati da un'ondata di mobilitazione che mette al centro il rifiuto categorico del riarmo, della logistica militare e dei tagli allo stato sociale. Lo sciopero generale nazionale, indetto dall'Unione Sindacale di Base (USB), vedrà per la prima volta una saldatura profonda e coordinata tra il mondo della scuola, i movimenti studenteschi, i lavoratori del pubblico e del privato e, in prima linea, i portuali di tutto il mondo.
Ciò che rende questa giornata un evento storico è la contemporanea azione internazionale dei lavoratori portuali. Al grido di "I portuali non lavorano per la guerra", l'astensione dal lavoro si estenderà a oltre 100 porti in 17 paesi e 4 continenti (coinvolgendo sigle sindacali di Francia, Grecia, Turchia, Spagna, Marocco e molti altri). L'obiettivo è chiaro: bloccare materialmente le banchine per impedire il transito di carichi di armi destinati ai teatri di conflitto armato, esprimendo in particolare una forte solidarietà internazionale al popolo palestinese e rifiutando la complicità dei poli commerciali con le logiche belliche.
Sul fronte interno, la protesta si scaglia con forza contro le scelte finanziarie del governo Meloni. Nel mirino dei manifestanti c'è il pesante piano di tagli complessivo di circa 620 milioni di euro per il sistema scolastico programmato nel triennio 2026-2028. Sindacati e comitati studenteschi denunciano che questa sforbiciata colpirà duramente la funzionalità quotidiana degli istituti, traducendosi nella perdita di 5.660 posti per i docenti e 2.174 posti per il personale ATA a causa del blocco parziale del turnover, oltre a sottrarre quasi 200 milioni di euro entro il 2028 ai fondi destinati all'edilizia e alla sicurezza delle aule.
A fronte delle rassicurazioni del Ministero dell'Istruzione e del Merito, che difende la manovra parlando di una rimodulazione transitoria legata esclusivamente al calo demografico e rivendica gli stanziamenti per i rinnovi contrattuali, il movimento studentesco risponde con un netto rifiuto. Per i sindacati di base e le reti studentesche si tratta di una precisa scelta: mentre la scuola pubblica subisce mutilazioni dell'organico docenti, i finanziamenti destinati al riarmo continuano a crescere.
 
L'economia di guerra, denunciano i pacifisti, sta drenando il futuro dei giovani per alimentare la guerra.
 
Gli effetti dello sciopero si preannunciano significativi in tutta la penisola: le lezioni nelle scuole e nelle università saranno fortemente a rischio per l'adesione del personale docente e ATA, mentre si prevedono rallentamenti nei trasporti locali e nei servizi pubblici non urgenti.
 
Sono previsti presidi e cortei in oltre 40 città italiane. In molte città costiere — come Trieste (con concentramento al Varco 4), Genova, Livorno, Napoli, Civitavecchia e Catania — le manifestazioni cittadine partiranno o confluiranno direttamente nei varchi portuali, creando una spinta unitaria tra studenti, portuali, pensionati e movimenti pacifisti.
 
Sarà una giornata in cui il blocco della produzione e della logistica si trasformerà in un potente strumento di pressione per chiedere un’inversione di rotta radicale: fuori l'Italia dalla guerra, investimenti sulla vita e non sulla distruzione. Favoriamo le connessioni per la pace
Note: Tutte le iniziative di venerdì segnaliamole sul calendario online cliccando su https://www.peacelink.it/segnala
PeaceLink C.P. 2009 - 74100 Taranto (Italy) - CCP 13403746 - Sito realizzato con PhPeace 3.12.13 - Informativa sulla Privacy - Informativa sui cookies - Diritto di replica - Posta elettronica certificata (PEC)