La NATO simula la guerra nucleare sui cieli italiani. E noi?
13 ottobre 2026 — Oggi la NATO dà il via a "Steadfast Noon", l'esercitazione annuale con cui i piloti dell'alleanza si addestrano al lancio delle bombe atomiche B61. Fino al 20 ottobre, i cieli italiani — e in particolare quelli sopra le basi di Ghedi e Aviano — saranno teatro di scenari di attacco nucleare simulato.
Non è un esercizio qualunque. Come documentato da PeaceLink sulla base del supplemento AIP S56/26 pubblicato da ENAV, l'esercitazione riserva vaste aree dello spazio aereo italiano e parte del Mar Tirreno ad "intensa attività militare", con finestre temporali precise: oggi 13 ottobre (11:00-16:00), domani 14 ottobre (11:30-16:30), il 16 ottobre (10:00-15:00) e il 20 ottobre (10:00-15:00). Due delle aree riservate si chiamano persino "NOON N" e "NOON S". Il documento non nomina mai le armi nucleari. Non ne ha bisogno.
Perché questo momento è diverso
Questa esercitazione avviene nel contesto più pericoloso da decenni. Il Trattato INF, che vietava i missili a raggio intermedio in Europa, è crollato nel 2019. New START, l'ultimo trattato che limitava gli arsenali nucleari russi e statunitensi, è scaduto in febbraio 2026 senza alcun sostituto. Nuovi missili a raggio intermedio vengono dispiegati su entrambi i lati del continente e possono raggiungere in pochi minuti le basi che ospitano le bombe atomiche.
In questo clima, simulare la guerra nucleare non è routine. Un'esercitazione può essere male interpretata dall'altra parte come preparazione a un attacco reale, come quasi accadde con l'esercitazione NATO Able Archer nel 1983. Senza trattati, c'è meno trasparenza, meno comunicazione e meno tempo per correggere un errore.
Cosa possiamo fare oggi
Di fronte a tutto questo, non staremo fermi. È stata lanciatala campagna "Stop Steadfast Noon" e l'invito a tutti è quello di mobilitarsi. Ecco cosa puoi fare. Prima di tutto firma la petizione che trovi su PeaceLink.
1. La mobilitazione sul territorio: vai in Prefettura
Ma non accontentarti di firmare una petizione. L'azione diretta nonviolenta e trasparente che chiediamo a tutti è recarsi con una delegazione di cittadini in Prefettura per chiedere i piani di protezione civile, in particolare quelli di emergenza sanitaria, in caso di guerra nucleare.
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Cosa chiedere: se esistono piani di emergenza provinciali e comunali specificamente predisposti per scenari di guerra nucleare e se è prevista un'informazione preventiva per la popolazione.
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Come fare: PeaceLink mette a disposizione un modello di lettera da stampare e consegnare in Prefettura per richiedere un incontro.
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Perché è importante: informare la stampa e far sapere che i cittadini chiedono conto alle istituzioni. Il silenzio delle autorità italiane di fronte all'evento più catastrofico immaginabile è assordante.
2. Segnala la tua iniziativa
Chi organizza iniziative — presidi, volantinaggi, incontri, delegazioni in Prefettura — le segnali cliccando su https://www.peacelink.it/segnala. Puoi inviare un link, un testo o un'immagine, ad esempio una locandina o un volantino. Le segnalazioni vengono approvate dalla redazione e aiutano a costruire una rete di resistenza visibile e coordinata.
3. Prova "Risiko Nucleare"
PeaceLink ha creato un gioco di ruolo che simula una crisi nucleare in Europa. Scegli un ruolo — capo di governo, comandante militare, pilota, ufficiale radar — e hai pochi minuti per decidere. Non si può vincere. È uno strumento per scuotere le coscienze, perché solo quando si comprende davvero cosa significa un'escalation nucleare in una manciata di minuti si trova il coraggio di dire: basta.
Giocalo su www.peacelink.it/risiko e condividilo. Richiede meno di quindici minuti.
4. Diffondi la campagna
Condividi il link peacelink.it/ssn (Stop Steadfast Noon). Puoi anche scaricare e usare il logo della campagna. Se la tua organizzazione ha già preso posizione su Steadfast Noon 2026, inviala a info@peacelink.it così possiamo amplificarla.
5. Unisciti alla rete internazionale
PeaceLink ha lanciato un appello alle organizzazioni pacifiste, di disarmo, religiose e della società civile di tutto il mondo perché denuncino il pericolo delle esercitazioni nucleari in questo momento. Puoi leggere l'appello in inglese su https://www.peacelink.it/en/a/51655.html e farlo circolare.
Il precedente del 1989: si può dire no
Nel 1989 il governo tedesco si rifiutò di collaborare con l'esercitazione nucleare della NATO WINTEX-CIMEX. La simulazione di guerra nucleare incontrò una Germania che "non collaborava più". Quella storia è un insegnamento: i governi possono scegliere la moderazione. Rifiutarsi di partecipare è possibile.
Oggi, mentre la NATO simula l'apocalisse nucleare sui cieli italiani, l'Italia non può essere complice di questa follia. Le bombe B61-12 sono probabilmente immagazzinate a Ghedi e Aviano, e i Tornado italiani decollano dalla base nucleare di Ghedi, in provincia di Brescia. L'Italia partecipa attivamente a un'esercitazione che prepara un crimine di guerra.
Non restiamo in silenzio
Come ha detto Alex Zanotelli: "Mi meraviglia il nostro silenzio di fronte a un'esercitazione di guerra nucleare."
Oggi inizia Steadfast Noon. Oggi possiamo fare qualcosa. Da oggi non potremo dire che non lo sapevamo.
Per approfondire:
Contatti: info@peacelink.it
I trattati di controllo delle armi nucleari sono crollati, e con essi la trasparenza, il dialogo, la possibilità di evitare la guerra per errore. Di fronte a questa follia, la memoria ci impone di dire basta. Mai più Hiroshima. Mai più Nagasaki. Mai più vite cancellate in un istante. Il silenzio è complicità. La mobilitazione è responsabilità. Diciamo no, oggi. Diciamo: mai più l'olocausto nucleare.


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