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Non vi sono alternative alla "priorità europea" in politica estera

22 febbraio 2007

Il Ministro degli Esteri D'Alema, in Senato, ha indicato con chiarezza che la politica estera dell'Italia consiste nel perseguire "la priorità europea", perché la "relazione transatlantica sarebbe consolidata non indebolita da un aumento della coesione europea" e, ha aggiunto che, quando questo obiettivo si offusca, "la politica estera italiana diventa strutturalmente più debole, più incerta e il paese si divide".

Al di là di fattori contingenti, questo è quanto è accaduto ieri in Senato. Non si tratta di uno smarrimento unicamente italiano. La guerra fredda aveva imposto ai paesi europei alcuni punti fermi alla loro politica estera. Oggi, questi punti fermi non esistono più. L'URSS si è disgregata. I cittadini americani stanno prendendo atto che la politica di Bush di esportare la democrazia con la forza sta fallendo. La globalizzazione, la crisi ecologica incombente e le continue minacce alla pace mostrano che le vecchie nazioni europee, disunite, non hanno alcuna possibilità di affrontare con successo queste sfide. L'unità politica dell'Europa è una priorità assoluta.

La mancanza di una politica estera europea ha un costo elevato. Il Primo Ministro Blair è costretto alle dimissioni per aver accettato passivamente la posizione americana. Chirac e Schröder non hanno voluto impegnarsi in Iraq, ma non hanno avuto una politica alternativa, perché solo un governo europeo sarebbe stato credibile. E un governo europeo non esiste. L'Italia ha oscillato tra la polarità inglese e quella franco-tedesca.

Se si vuole dare un futuro all'Europa e all'Italia è venuto il momento di costruire con determinazione l'alternativa europea alla frammentazione nazionale. Bisogna salvare il progetto di Costituzione europea, come il governo italiano sta tentando di fare. Parallelamente, occorre costruire, con i paesi che la vogliono, una Forza europea di intervento rapido, di almeno 60.000 uomini, affinché il Ministro degli Esteri europeo possa contare su mezzi efficaci di intervento. Non si tratta di contrapporre una forza europea di sicurezza alla politica americana. Oggi, l'Europa ha una moneta altrettanto forte del dollaro. Grazie all'euro, la stabilità monetaria e finanziaria internazionale si è accresciuta, con un beneficio netto per tutti, compresi i paesi in via di sviluppo. Lo stesso percorso seguito per costruire l'Unione monetaria può essere seguito per la politica estera e della sicurezza.

Il Movimento Federalista Europeo chiede a tutti i partiti italiani di sostenere la "priorità europea" qualsiasi formula di governo venga scelta dal Presidente della Repubblica e dal Parlamento per uscire dalla crisi politica attuale. L'Europa ha bisogno di una Costituzione e di una politica estera e della sicurezza. L'Italia ha bisogno di un'Europa unita capace di agire.

Movimento Federalista Europeo

Milano, 22 febbraio 2007

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