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Arresto con botte durante il G8 chiesto il processo per i poliziotti Archiviazione per i no global

G. Cet.
Fonte: Il Secolo XIX - 23 ottobre 2004

Genova. Sarà uno dei processi simbolo di quelli seguiti ai fatti del G8, se
il giudice per l'udienza preliminare accoglierà la richiesta di rinvio a
giudizio avanzata dall'accusa. Un processo fatto quasi esclusivamente
davanti a uno schermo televisivo, considerato che tutto successe di fronte
agli obiettivi delle telecamere della Rai e che proprio dalla messa in onda
delle immagini registrate partirono le indagini. E' il processo al calcio
del vice dirigente della Digos di Genova Alessandro Perugini e all'arresto
con tafferugli e manganellate di sette no global, tra cui il minorenne
Marco M., all'incrocio tra corso Barabino e viale Brigate Partigiane, il 21
luglio 2001.
La posizione di M. è stata archiviata anche nel secondo grado di giudizio.
Mentre il gip ha accolto la richiesta di archiviazione del pm Francesco
Albini Cardona per gli altri sei. Non c'era alcun motivo di arrestarli. E'
l'altra faccia della medaglia di questo episodio che fece il giro del mondo
come il più emblematico, dopo ovviamente l'omicidio di Carlo Giuliani, tra
quelli accaduti durante le manifestazioni anti G8. Lo stesso pm, al termine
della requisitoria, ha chiesto il rinvio a giudizio dei sette poliziotti
che eseguirono i fermi; tra questi gli ex dirigenti della Digos di Genova
Spartaco Mortola e Alessandro Perugini, imputati a vario titolo di lesioni
aggravate, falso ideologico, calunnia, abuso d'ufficio e danneggiamenti (di
una macchina fotografica).
L'udienza preliminare si tiene davanti al gup Maria Letizia Califano. Gli
altri poliziotti imputati sono: Antonio Del Giaco, spezzino; Sebastiano
Pinzone, catanese; Enzo Raschellà, calabrese; Luca Mantovani della
provincia di Rovigo, e Giuseppe De Rosa, della provincia di Catanzaro.
Tra gli episodi contestati, il pm ha ricordato il calcio sferrato
all'occhio del minorenne Marco M. dall'allora numero due della Digos di
Genova, Alessandro Perugini, che aveva fatto il giro del mondo come simbolo
per i no global delle violenze della polizia sui manifestanti. Calcio che
secondo il vice questore non sarebbe andato a segno.
Di questo e di altri fatti ha parlato ieri mattina il magistrato prima di
passare la parola agli avvocati di parte civile che rappresentano, oltre a
M., altri tre manifestanti picchiati e arrestati e il difensore di
Perugini, l'avvocato Giovanni Scopesi. Complessivamente in corso Barabino
erano finiti in manette sette no global con l'accusa di resistenza. La
polizia li aveva raggiunti e bloccati durante un sit-in, qualche minuto
dopo il passaggio del corteo, dal quale erano stati lanciati alcuni sassi
all'indirizzo degli agenti schierati a difesa del palazzo della questura.
L'udienza preliminare proseguirà venerdì prossimo con gli interventi degli
altri difensori.

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